Celtic mai così in crisi, Lennon al capolinea: chi salverà i Bhoys?

Il Celtic di Glasgow è in crisi: dopo aver dominato a lungo il calcio scozzese i Bhoys sono incappati nel peggior inizio di stagione degli ultimi anni e sono pronti a salutare il tecnico Neil Lennon.

Anche i giganti possono cadere, anche un ciclo che sembrava destinato a durare per sempre può concludersi nel peggiore dei modi. È quello che sta succedendo al Celtic di Glasgow, che all’indomani della cocente eliminazione nel 1° turno di Coppa di Lega ad opera del modesto Ross County sembra ormai sul punto di esonerare il manager Neil Lennon.

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Abituati ormai da anni a dominare il calcio scozzese, i Bhoys sono incappati nel peggior avvio di stagione della loro storia recente: a -11 dagli odiati rivali dei Rangers in campionato, protagonista dell’ennesima deludente campagna in campo europeo, il Celtic si è scoperto improvvisamente fragile e vulnerabile. Una sensazione che era nell’aria già da diverse settimane e che è stata definitivamente certificata con l’ultima sconfitta in coppa.

Celtic, una flessione inspiegabile

Un inizio di stagione da incubo: dopo aver conquistato le ultime 9 edizioni della Scottish Premiership, il Celtic si è improvvisamente scoperto un gigante con i piedi d’argilla all’indomani della sconfitta nell’Old Firm contro i Rangers, riemersi dalle divisioni inferiori dopo il fallimento del 2012 e finalmente capaci di superare i rivali di sempre.

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Un netto 2-0 che in fondo avrebbe potuto rappresentare soltanto un passo falso, pur se in una sfida molto sentita, e che invece ha fatto colare a picco una big che mai come quest’anno puntava a confermarsi in patria e a farsi strada anche in Europa. Un’intenzione resa evidente dal club, che non solo non aveva ceduto i gioielli in rosa ma aveva anche reso disponibili al manager Lennon i fondi per rinforzare la squadra, uno sforzo notevole soprattutto nell’anno del coronavirus.

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A settembre sono arrivati il portiere greco Barkas, l’attaccante svizzero-albanese Ajeti, il centrale difensivo irlandese Duffy dal Brighton e l’uruguaiano Laxalt in prestito dal Milan: giocatori che andavano a rinforzare una squadra che la stagione precedente aveva vinto l’ennesimo titolo nazionale e che voleva finalmente guardare con fiducia all’Europa.

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La qualificazione ai gironi di Champions League è sfumata quasi subito, al Celtic Park, nella sfida secca persa contro il Ferencvaros di Sergej Rebrov: una battuta d’arresto dolorosa e che forse avrebbe dovuto far riflettere sui limiti di una squadra che troppo spesso si è consolata con i successi ottenuti in patria, in un contesto dove la concorrenza era praticamente nulla.

La caduta in Europa: e in Scozia i Rangers…

Invece il ritorno ai massimi livelli dei Rangers ha sorpreso il Celtic, che si è fatto trovare colpevolmente impreparato proprio nella stagione che avrebbe dovuto certificare il salto di qualità: la sconfitta nell’Old Firm ha segnato l’inizio di una crisi che ieri ha registrato l’ennesimo capitolo in Coppa di Lega, con l’ennesima sconfitta al Celtic Park, probabilmente l’ultima con Lennon in panchina.

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Già bandiera del club da giocatore, sulla panchina dei Bhoys all’inizio del ciclo vincente che adesso sembra ormai prossimo alla fine, il manager era tornato per sostituire Brendan Rodgers, “fuggito” al Leicester, e sembrava aver ripreso da dove il suo predecessore aveva lasciato. Un’illusione che è sfumata in questo terribile inizio di stagione: la sconfitta con i Rangers ha segnato l’inizio di una spirale negativa che nelle ultime 9 partite ha portato a una sola vittoria, tre pareggi e ben cinque sconfitte, 14 gol messi a segno e ben 23 incassati, la media di 2,5 ogni 90 minuti.

Una situazione insostenibile per un club tanto glorioso e che avrà una sola inevitabile conseguenza: il licenziamento di Neil Lennon, già chiesto a gran voce nelle ultime settimane dalla Green Brigade e che potrebbe arrivare già nella giornata di oggi, quasi sicuramente prima della sfida di Europa League di giovedì con il Milan.

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Celtic-Lennon al capolinea

Lo stesso tecnico sembra consapevole del suo futuro: mentre il club si scusa sul proprio sito ufficiale per la sconfitta in Coppa di Lega – pur promettendo indagini sui tafferugli scoppiati all’esterno del Celtic Park dopo il fischio finale – Lennon ammette le proprie responsabilità, pur non riuscendo a spiegarsi i motivi di questa clamorosa flessione.

“Come manager sono responsabile di quello che succede. Quello che sto cercando di capire è perché questa squadra, la stessa che la stagione scorsa era dilagante, non si esprima neanche lontanamente per quello che è il suo potenziale. Il passato non conta niente comunque, viviamo nel presente. Non sono felice e farò tutto il possibile per cambiare le cose, se ne avrò la possibilità”.

Difficile che questo avvenga: dopo averlo difeso a lungo il club sembra ormai pronto a voltare pagina. Chi arriverà al suo posto? Si parla di altri due ex come Strachan e O’Neill, del vice Kennedy, qualcuno suggerisce l’inglese Howe. Per ora sono voci, mentre l’unica certezza sembra essere questa: l’avventura di Lennon è al capolinea.

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