Agnelli, Nedved e Paratici indagati: cosa succede e cosa rischia la Juventus

Cosa succede e cosaCaso Juventus plusvalenze: cosa succede e cosa rischiano i bianconeri rischia il club a questo punto?

La Guardia di Finanza negli uffici della Juventus: è successo venerdì 26 novembre, come nuova tappa nell’inchiesta della Procura di Torino contro il club bianconero per il caso delle plusvalenze fittizie.

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Particolarmente allarmante per i tifosi è la notizia dell’iscrizione al registro degli indagati per tre dei massimi dirigenti juventini, il presidente Andrea Agnelli, il vicepresidente Pavel Nedved e l’ormai ex-direttore sportivo Fabio Paratici, che attualmente lavora in Inghilterra al Tottenham. Ma cosa sta succedendo e cosa rischia davvero la Juventus? Cerchiamo di capire.

Caso Juventus plusvalenze: cosa succede

Le indagini sulla Juventus da parte della Procura di Torino sono in corso da maggio 2021 e riguardano le operazioni di mercato del club degli ultimi tre anni. Il blitz di venerdì della Guardia di Finanza è infatti servito a entrare in possesso della documentazione completa relativa ai bilanci dal 2019 al 2021.

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Fonte Immagine: @ilbianconerocom (Instagram)

Tutto ciò è finalizzato “all’accertamento delle ipotesi di reato di false comunicazioni delle società quotate ed emissione di fatture per operazioni inesistenti”, come riporta il comunicato della Procura. Significa, quindi, che le documentazione serviranno a verificare se questi reati sono stati effettivamente commessi dai dirigenti della Juventus.

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L’inchiesta nasce da accertamenti effettuati prima dalla Consob, la Commissione nazionale per le società e la Borsa, e poi dalla Covisoc, la Commissione di Vigilanza sulle Società di Calcio Professionistiche. Condotta dai pubblici ministeri Mario Bendoni e Cirio Santoriello, assime al procuratore aggiunto Marco Gianoglio, è stata definita come inchiesta Prisma, ma è comunemente nota come caso Juventus plusvalenze.

Cosa sono le plusvalenze fittizie e quali casi riguardano

Una plusvalenza è un incremento di valore di un bene (nel caso specifico, il cartellino di un calciatore) riscattato in due diversi momenti. Quando si parla di plusvalenze fittizie ci si riferisce a cessioni di giocatori per cifre molto superiori al loro valore di mercato, con lo scopo di coprire dei deficit di bilancio.

L’accusa è che la Juventus abbia effettuato simili operazioni tra il 2019 e il 2021 per una cifra pari a circa 50 milioni di euro. I trasferimenti sotto la lente della Procura di Torino sono 42, e tra di esse spiccano lo scambio con Barcellona tra Pjanic e Arthur, e quello con l’Olympique Marsiglia tra Tongya e Aké.

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Fonte immagine: @JuveFanInfoFR (Twitter)

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Caso Juventus plusvalenze: cosa rischiano i bianconeri

Come detto sopra, al momento risultano indagati Andrea Agnelli, Pavel Nedved e Fabio Paratici, i tre principali dirigenti della Juventus nel periodo oggetto delle indagini (Paratici era direttore sportivo, anche se dalla scorsa estate lavora per un altro club).

Questo fatto comporta un charo rischio che la Procura di Torino possa ritenere, a seguito di ulteriori approfondimenti, che la responsabilità dei tre corrisponda anche a una responsabilità amministrativa del club. Per tanto, anche la Juventus sarebbe soggetta a un processo e potrebbe essere condannata, qualora si riscontrasse un reato.

L’indagine, però, è molto complessa, dato che è difficile accertare l’effettivo valore economico di un giocatore. Secondo quanto riportato dalla Gazzetta dello Sport, la Juventus potrebbe rischiare una multa o anche una lieve penalizzazione, ma se dovesse essere provata un’alterazione dei bilanci finalizzata all’iscrizione al campionato, la punizione potrebbe essere molto più severa.

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Tuttavia, il percorso è ancora lungo e tortuoso: innanzitutto la Procura dovrà dimostrare che è stato commesso un reato, poi capire chi lo ha commesso e successivamente per quale fine esatto, così da passare dalla responsabilità personale del dirigente a quella amministrativa del club. A quel punto, ciò che succederebbe alla Juventus verrebbe deciso anche dalla giustizia sportiva.

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Fonte Immagine: @cristianbuda (Twitter)

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