HomeCalcio EsteroDall'esilio in Cina al rilancio bretone: Bruno Genesio ha rivitalizzato il Rennes

Dall’esilio in Cina al rilancio bretone: Bruno Genesio ha rivitalizzato il Rennes

Bruno Genesio è uno dei migliori allenatori di questa seconda parte di Ligue 1: il suo arrivo in panchina ha svoltato la stagione del Rennes

Il suo nome è famoso per aver tenuto testa al vulcanico Aulas e, dopo aver lasciato Lione, essersi trasferito in Cina nonostante in Europa avesse ricevuto più di qualche offerta interessante. Oggi, Bruno Genesio è tornato in Francia e sta facendo faville a Rennes; arrivato in Bretagna a inizio marzo, ha preso le redini di una squadra derelitta, spenta a metà classifica, riportandola in zona Europa.

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Il Rennes, infatti, si è rilanciato da quando Genesio si è seduto in panchina: oggi, dati alla mano, i rossoneri viaggiano a quasi 2,30 punti medi a partita, un cammino clamoroso, un’inversione di tendenza inaspettata anche per una squadra che, lo scorso anno, si è giocata fino all’ultimo l’accesso alla Champions League strappando poi uno storico terzo posto, uscendo però mestamente alla fase a gruppi.

bruno genesio
Fonte immagine: @ROUGEmemoire (Twitter)

Bruno Genesio, il risolutore

“Ora la nostra testa deve pensare esclusivamente al campionato – disse Julien Stephan all’indomani dell’eliminazione europea. Al tecnico francese, in carica dal 2018, fatale è però stato l’inizio del girone di ritorno, quando, dopo una serie di risultati negativi, è stato allontanato dal Rennes dopo circa tre anni di gestione e diversi giovani lanciati.

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Bruno Genesio ha accettato subito la proposta: “Sono contento di rientrare nel giro” ha detto il 5 marzo, giorno della sua presentazione, consapevole di essere capitato in un posto in cui si poteva ragionevolmente pensare di fare bene. E infatti aveva ragione, nonostante un calendario inizialmente morbido: dopo la sconfitta di misura dell’esordio contro l’OM, a oggi il Rennes ha messo insieme cinque vittorie nelle ultime sei partite.

Epicentro Lione

Il nome di Bruno Genesio è strettamente legato a doppio filo al Lione e alle figura del presidente Aulas, che nel 2007 lo scovò nel piccolo Besançon e decise di portarlo in società, facendogli ricoprire il ruolo di viceallenatore della squadra B e poi di capo osservatore. Tra il 2011 e il 2015 fa il vice di Garde e Fournier, poi, quando quest’ultimo salta, si siede sulla panchina della prima squadra e non si alza più.

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Sotto la sua gestione, il Lione si assesta come seconda forza del calcio francese dietro al PSG degli sceicchi, non vince nulla ma immette in prima squadra una grossa mole di talenti provenienti dal florido vivaio lionese. Con Bruno Genesio, Aulas può finalmente sfregarsi le mani: sotto la gestione del tecnico, infatti, il Lione guadagna 396 milioni di euro solo dalla cessione dei cartellini. L’esperienza cinese, a Pechino, è invece storia più recente, ma anche quella maggiormente bypassabile.

 

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Un tipo fumantino

Bruno Genesio è un tipo abbastanza particolare. Uomo rude, schietto e diretto, uno che in campo sa sempre cosa fare e ha idee, si aggiorna, ma non piace a tutti. Per informazioni, chiedere a Memphis Depay, che durante l’ultima stagione in cui il tecnico sedeva sulla panchina del Lione ebbe tantissimi scontri con lui.

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“Ringrazio Depay per essersi aggregato a noi – disse Genesio in una memorabile conferenza, in seguito al rifiuto di entrare in campo da parte del giocatore durante un match con l’Angers – magari l’ho offeso, sicuramente la prossima volta terrò conto delle sue necessità”. Con Aulas si arrivò parecchie volte alla lite, in primis per questioni di mercato su calciatori che il tecnico avrebbe voluto tenere.

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Fu (anche) questo uno dei motivi che portarono alla separazione del 2019. E, a proposito di talenti in rampa di lancio, a bocce ferme Bruno Genesio dovrà gestire la grana Camavinga: il centrocampista classe 2002 non vuole rinnovare il contratto e il Rennes lo piazzerà in estate al miglior offerente. Un peccato, perché con l’ex allenatore del Lione, lui e l’altra stellina Doku, avrebbero potuto chiudere un importante percorso di maturazione.

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Andrea Bracco
Cuneese, ha fondato il primo sito di calcio sudamericano in Italia e collaborato con diverse realtà editoriali di importanza nazionale, come Ultimo Uomo e Rivista Undici. Liga e Sudamerica le sue stelle polari, il calcio minore la sua debolezza.

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