L’Union Saint-Gilloise vuole sconvolgere gli equilibri del calcio belga

L’Union Saint-Gilloise è prima in classifica in Belgio da neopromossa, e sembra in grado di ribaltare gli equilibri del campionato, da anni nelle salde mani del Club Brugge.

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Una classifica impossibile, o almeno così l’avremmo definita a inizio stagione: in testa alla Pro League belga sorprendentemente non c’è la corazzata Club Brugge, ormai competitiva anche in Champions League, ma un club semisconosciuto appena tornato in prima divisione dopo 48 anni.

L’Union Saint-Gilloise è la grande sorpresa della stagione in Belgio, prima con quattro punti di vantaggio sulle inseguitrici e con alle spalle un progetto serio e strutturato made in England, anche se senza grandi campioni. E con un italiano in panchina.

La resurrezione dall’Union Saint-Gilloise

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Oggi quasi nessuno fuori dal Belgio ha mai sentito parlare dei gialloblù, ma la loro storia è tra le più iconiche del calcio locale. Fondato nella cittadina di Saint-Gilles nel 1897 (cioè un anno prima dell’Anderlecht), l’Union è stata una delle potenze degli albori del campionato belga, capace di vincere 11 scudetti e 2 coppe nazionali tra il 1904 e il 1935.

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Fonte: rusg.brussels (Instagram)

Poi un lento declino, seguito all’ultimo acuto in Coppa delle Fiere, con la semifinale nel 1960. Tredici anni dopo, l’Union Saint-Gilloise abbandonò la prima divisione, iniziando un percorso che l’ha portata addirittura in quarta categoria. Una crisi interrotta simbolicamente nel 2018, quando il club era già tornato in seconda divisione: la società è stata inaspettatamente acquistata da Tony Bloom, imprenditore britannico nel settore delle scommesse online e artefice di un altro miracolo sportivo, quello del Brighton, preso in League One e ormai da cinque stagioni stabilmente in Premier League.

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A Saint-Gilles, Bloom ha importato la struttura che ha dato il successo al club inglese, raffinando la struttura di scouting e affidando la gestione sportiva a Chris O’Loughlin, nordirlandese giramondo con una lunga esperienza come assistente in Belgio al Sint-Truiden. Bloom ha evitato la classica mossa del trasformare il suo nuovo acquisto in una succursale del Brighton, e ha invece puntato sullo sviluppo di un’identità sportiva separata.

Felice Mazzù, l’italiano in panchina

Nel 2020 è arrivato un altro tassello fondamentale dell’Union Saint-Gilloise, l’allenatore Felice Mazzù. Figlio di un minatore calabrese, si è fatto conoscere tra il 2013 e il 2019 alla guida dello Charleroi, che da neopromosso è arrivato a giocare più volte in Europa League e addirittura fino al terzo posto in classifica nel 2018. Nel 2019 era stato chiamato a sostituire Philippe Clement, passato al Club Brugge, sulla panchina dei campioni nazionali del Genk, ma una serie di brutti risultati portarono al suo esonero già a novembre.

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Mazzù avrebbe tranquillamente potuto aspirare a una panchina più prestigiosa, ma ha scelto di scomettere sul progetto dell’Union Saint-Gilloise, scendendo di categoria e cercando di costruire un nuovo miracolo Charleroi. Il suo impatto sugli Unionisti è stato impressionante, e oggi la squadra domina la Pro League in virtù di un attacco da 33 gol segnati in 14 partite.

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Fonte: deniz_un (Instagram)

Come evidenziato dall’ottima analisi di Alex Barker, l’Union si schiera in campo con un 3-5-2 che predilige il gioco sulle fasce e il possesso palla. La principale arma offensiva sono le verticalizzazioni per l’eccezionale coppia d’attacco composta da Deniz Undav e Dante Vanzeir: il tedesco è già a 10 gol e 8 assist, mentre il 23enne belga lo segue con 9 gol e 5 assist.

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Ma anche a livello difensivo l’Union Saint-Gilloise dimostra di sapere il fatto suo, e infatti i gol subiti fin qui sono appena 13, che ne fanno la retroguardia meno battuta della Pro League. Il trio composto da Jonas Bager, Christian Burgess e Siebe Van der Heyden pratica un gioco dal pressing aggressivo, ma è anche supportato dall’ottimo lavoro in intercettazione da parte dei centrocampisti, e soprattutto dalle parate di Anthony Moris, il portiere più decisivo del campionato.

Una rosa a basso costo

Il salto di categoria della scorsa estate non sembra aver lasciato segni sull’Union Sait-Gilloise, nonostante un mercato tutt’altro che scoppiettante. La dirigenza ha aggiunto alla rosa di Mazzù pochi innesti a costo zero, di cui di fatto l’unico vero titolare è l’esterno destro olandese Bart Niewkoop, lasciato libero dal Feyenoord.

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Gli altri giocatori sono stati selezionati con cura per caratteristiche tattiche e opportunità d’investimento economico. Come Loic Lapoussin, esterno mancino malgascio scovato nelle serie minori belghe e che oggi è il terzo miglior dribblatore del campionato. L’acquisto più costoso degli ultimi anni è stato, per esempio, il regista danese Casper Nielsen, pagato 530.000 euro all’Odense nell’estate 2019.

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Fonte: rusg.brussels (Instagram)

Il modello dell’Union Saint-Gilloise si basa sulle esperienze pregresse del Brighton e dello Charleroi, ma questo non rende più facile avere successo in un contesto come quello belga, dove lo strapotere economico del Club Brugge e la prepotente ascese dell’Antwerp sembrano chiudere ogni possibilità. Ma Mazzù e i suoi ragazzi sta stupendo tutti, e hanno tutte le carte in regola per sovvertire i pronostici e andare a riequilibrare la corsa scudetto.

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