Umberto Calcagno, un sampdoriano alla guida dell’Assocalciatori

Umberto Calcagno è stato eletto da pochi giorni nuovo presidente dell’Assocalciatori: alle spalle ha una carriera da giocatore nelle leghe minori, ma anche un titolo di campione d’Italia. Scopriamo insieme la sua storia.

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Non è stato un calciatore noto come il suo predecessore Damiano Tommasi, ma anche Umberto Calcagno ha avuto una buona carriera in campo e oggi è presidente dell’AIC, l’Associazione Calciatori, e si trova a dover fare i conti con una situazione non semplice a causa delle conseguenze del Covid.

Il suo ruolo sarà molto importante nei prossimi mesi, quando dovrà dirimere questioni complesse come quella degli stipendi dei calciatori professionistici, che i club vorrebbero tagliare, le conseguenze sui giocatori delle varie riforme a cui stanno lavorando FIGC e Serie A, e sul ruolo sempre più importante del calcio femminile. Calcagno, d’altronde, ha già preso una decisione storica, scegliendo Sara Gama come sua vice, prima donna nella storia a ricoprire questa carica.

Calcagno, il titolo con la Samp e la Serie C

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Calcagno ha 50 anni esatti ed è un sampdoriano doc: ligure di Chiavari, tifoso e prodotto delle giovanili blucerchiate, dove è cresciuto come centrocampista negli anni Ottanta. È stato un giocatore della Samp del mitico scudetto del 1991, dopo che Boskov lo portò in prima squadra in seguito a un buon prestito al Trani in C2: l’allenatore slavo fece esordire Calcagno da titolare a gennaio a Lecce, dove la Samp subì la sua unica sconfitta esterna in stagione. Successivamente, giocò appena un minuto a febbraio contro la Fiorentina, oltre a quattro partite in Coppa Italia.

Non riuscì a convincere Boskov, e così in estate fu ceduto al Baracca Lugo, in C1. Per gran parte della sua carriera giocò al Sud nelle serie minori, vestendo le maglie di Trani, Barletta, Castrovillari, Giulianova, Benevento, Avellino, Martina e Paganese, più due esperienze più a Nord con Rimini e Gualdo.

calcagno
Fonte Immagine: Il Secolo XIX

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I suoi principali risultati come calciatore, prima del ritiro avvenuto nell’estate del 2005, sono stati la promozione in C1 ottenuta nel 2002 con il Martina, e le promozioni in Serie B sfiorate nel 1999 con il Giulianova e nel 2001 con l’Avellino, entrambe le volte fermandosi alle semifinali dei playoff.

La laurea e la carriera da avvocato

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Al campo da calcio, Calcagno ha saputo affiancare anche gli studi in giurisprudenza, che lo hanno portato a laurearsi e a iscriversi all’albo degli avvocati già nel 2002, quando ancora giocava. Fin da subito, la sua attività si è orientata a quello che sarebbe diventato il suo ruolo attuale, focalizzandosi sul diritto del lavoro e sul diritto sportivo, come dimostra già la sua tesi di laurea all’Università di Bari, incentrata sulle conseguenze della sentenza Bosman.

Segnalatosi fin come esperto dei casi di mobbing nel calcio, Calcagno è subito divenuto una figura di spicco nelle istituzioni calcistiche: nel 1997 è diventato consigliere dell’AIC, e nel 2005 consulente presso l’Ufficio Legale; due anni dopo è stato poi scelto come consigliere della FIGC, ruolo che riveste tutt’ora, e nel frattempo è divenuto docente di Diritto sportivo presso l’Università San Raffaele di Roma.

Nel 2011, dopo la fine del mandato di Sergio Campana, è divenuto anche vice-presidente dell’Assocalciatori, ricoprendo il ruolo durante la presidenza di Damiano Tommasi. È poi diventato vicario dell’AIC dopo le dimissioni di quest’ultimo, il 29 giugno scorso, e presidente ad interim fino all’elezione formale, avvenuta il 30 novembre 2020.

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