Chi è il ricco proprietario del Toronto FC, che cerca Insigne e Belotti

Il Toronto FC è la squadra del momento, dopo la clamorosa offerta fatta a Lorenzo Insigne. Ma chi c’è dietro la società canadese?

Un’offerta fuori mercato, tra gli 8 e i 10 milioni di euro, che con la tassazione della città canadese significherebbero tra i 4 e i 5 milioni di euro netti a stagione, per cinque anni. È questo l’ingaggio clamoroso che il Toronto FC offre a Lorenzo Insigne, in scadenza di contratto a giugno con il Napoli, dove attualmente guadagna 4,6 milioni di euro l’anno.

Leggi anche: È fatta per Insigne a Toronto? La verità sulla clamorosa trattativa

Ma non finisce qui, perché il club della MLS avrebbe fatto pervenire un’offerta simile (9,5 milioni di euro lordi a stagione) anche a un altro giocatore della Nazionale, il centravanti del Torino Andrea Belotti, pure lui in scadenza a giugno 2022. Ma come fa questa squadra canadese poco nota a essere improvvisamente diventata una sorta di emulo nordamericano del PSG e del City? Scopriamo assieme chi è il proprietario del Toronto FC.

LEGGI ANCHE: Quanto guadagna Insigne al Toronto: cifra record? Non è così

Toronto FC, prestazioni e monte ingaggi

In soli 16 anni di vita, il Toronto FC si è imposto come una delle principali realtà del calcio nordamericano, vincendo sette campionati canadesi e uno scudetto della MLS, solitamente appannaggio delle squadre statunitensi. Il titolo del 2017, vinto grazie alle reti di Sebastian Giovinco, ha poi condotto l’anno seguente a una storica finale di CONCACAF Champions League.

Oggi, i rossi sono guidati dal celebre Bob Bradley, ex-allenatore di Le Havre e Swansea City, nonché padre del centrocampista Michael Bradleay, ex-romanista e oggi proprio nella rosa del Toronto, accanto a gente come lo spagnolo ex-Genk Alejandro Pozuelo, il centravanti statunitense di lunga esperienza europea Jozy Altidore e il talento venezuelano Yeferson Soteldo, arrivato la scorsa primavera dal Santos.

Calciatori svincolati 2022: quante occasioni

Una rosa di grossi nomi e dal cospiscuo monte ingaggi: 17 milioni di dollari l’anno, che ne fanno il secondo club della MLS per spesa negli stipendi, dietro all’Inter Miami (queste le stime di aprile, appena prima dell’ingaggio di Soteldo). Il Toronto FC però viene da una grossa delusione, avendo chiuso l’ultimo campionato in penultima posizione nella Eastern Conference, e adesso vuole riscattarsi con una grande stagione, al via nella prossima primavera.

Chi è il proprietario del Toronto FC

Il presidente del Toronto FC è Bill Manning, ex-difensore che negli anni Novanta ha anche vestito la maglia della Nazionale di Porto Rico, prima di darsi alla carriera manageriale. Oggi infatti gestisce il ramo sportivo del colosso canadese Maple Leaf Sports & Entertainment, una grande azienda che controlla praticamente tutto lo sport cittadino, possedendo anche i Raptors in NBA, gli Argonauts nella NFL e i Maple Leafs nella NHL.

Parallelamente a questo, MLSE fa affari soprattutto nel settore immobiliare collegato allo sport, investendo nell’acquisizione o nella costruzione di stadi e arene nella città dell’Ontario, così come di spazi pubblici (la Maple Leaf Square ne è un ottimo esempio). L’azienda ha anche un proprio piccolo network televisivo, oltre al canale NBA TV Canada, che detiene i diritti nazionali del campionati di basket nordamericano.

Leggi anche | David e Davies ma non solo: alla scoperta del Canada dei talenti

 

Visualizza questo post su Instagram

 

Un post condiviso da MLSE PR (@mlsepr)

La storia dell’azienda è iniziata nel 1931, ma è solo nell’ultimo decennio che ha vissuto una grande ascesa, quando il 79,5% delle sue quote è passato dal Fondo Pensionistico degli Insegnanti dell’Ontario a due importanti società di comunicazione canadesi, Rogers Communications e Bell Canada Enterprises.

Sono quindi queste le due proprietarie del Toronto FC, senza che esista una vera e propria figura individuale specifica a cui ricordurre il club di calcio. Ad ogni modo, le due personalità chiave dietro MLSE sono il presidente del consiglio di amministrazione Larry Tanenbaum, che detiene il 25% delle quote della società tramite la sua Kilmer Sports, e il CEO di origine danese Michael Friisdahl.

Sono questi i nomi che stanno dietro all’exploit che ha vissuto negli ultimi anni il Toronto FC, ma in generale tutto lo sport della città canadese. Nel 2019, infatti, i Raptors hanno conquistato il loro primo storico titolo NBA, e oggi sono il fiore all’occhiello della sezione sportiva di MLSE, con un fatturato che nel 2021 è arrivato a quasi 2,5 miliardi di dollari. La squadra di hockey si è fermata a 1,8, mentre quella di calcio, che ora punta Insigne e Belotti, a “solo” a 395 milioni di dollari, poco meno ai ricavi dell’Inter nello stesso periodo.

Leggi anche | Castellanos, l’asso argentino made in City che sta sconvolgendo la MLS

Siamo su Google News: tutte le news sul calcio CLICCA QUI