Thiago Motta allo Spezia: come gioca e il grande equivoco del 2-7-2

Thiago Motta sarà il nuovo allenatore dello Spezia: come giocano le squadre allenate dall’ex calciatore italo-brasiliano.

Dopo l’esperienza al Genoa, Thiago Motta è pronto a tornare in panchina. L’ex centrocampista di Inter e PSG sarà il nuovo allenatore dello Spezia, rimasto orfano di Vincenzo Italiano. I liguri puntano su un allenatore con idee di calcio molto propositive, che però non hanno dato i frutti sperati nell’esperienza al Genoa. Sarà finalmente la volta buona per vedere il calcio che ha in mente Thiago Motta?

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Il 2-7-2 di Thiago Motta

Era il 22 ottobre 2019 quando Thiago Motta venne nominato nuovo allenatore del Genoa. Quattro giorni dopo l’esordio vittorioso col Brescia, poi però solo due vittorie in dieci partite e l’esonero a dicembre. Una parentesi decisamente non positiva la prima di Thiago Motta su una panchina, dopo l’esperienza nelle giovanili del PSG. Oltre al rendimento negativo della sua squadra, il tecnico ha dovuto subire le critiche, molto ironiche, per il suo innovativo stile di gioco, basata su un decisamente insolito 2-7-2.

L’idea di questo modulo fu annunciata da Thiago Motta un anno prima della sua esperienza al Genoa, quando era al PSG. Quella che era chiaramente una provocazione tattica è diventata una grande incomprensione che ha alimentato un clima di scetticismo intorno al nuovo tecnico, costantemente sulla graticola l’ex PSG.

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L’incomprensione sta nel fatto che Thiago Motta, col suo 2-7-2, voleva semplicemente scardinare alcune visioni tradizionaliste del calcio, come il fatto di leggere la squadra dal basso verso l’alto. Leggerla da destra verso sinistra o viceversa cambia poco, perché quel provocatorio 2-7-2 si rivela essere un semplice 4-5-1, con due giocatori su ogni fascia e 7 che agiscono centralmente (un portiere, due difensori centrali, tre centrocampisti e un attaccante).

Come gioca Thiago Motta

Il 4-5-1 è quindi il modulo di base del tecnico, che poi può diventare un 4-3-3 o un 4-2-3-1, a seconda degli interpreti. Non è importante lo schieramento, ma l’atteggiamento. Thiago Motta vuole una squadra propositiva, che giochi come un blocco unico. L’attaccante è il primo difensore, il portiere il primo attaccante. Quindi pressing alto e costruzione dal basso sono i principi cardine del tecnico.

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Il modello è quello di Pep Guardiola, niente di rivoluzionario insomma, se non negli intenti. Il provocatorio 2-7-2 di Thiago Motta allo Spezia potrebbe rispecchiarsi nel più canonico 4-3-3 con cui i liguri hanno giocato quest’anno. L’italo-brasiliano s’inserisce molto bene nella filosofia di Italiano, con un gioco propositivo e offensivo.

La grande curiosità starà nel capire se finalmente Motta potrà mettere in mostra i suoi principi di gioco, scollandosi quell’etichetta di pazzo visionario. Ha scelto forse la squadra ideale per farlo, abituata a un gioco simile col suo ex allenatore. Dopo quelle dieci partite col Genoa, finalmente avremo la possibilità di vedere il reale gioco di Thiago Motta e il suo provocatorio 2-7-2.

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