Jorginho, una semplicità da pallone d’oro

La stagione di Jorginho, regista di Chelsea e nazionale, è stata già di per sé sopra le righe. Durante l’Euro 2020 l’ex Napoli ha confermato un rendimento totale. Un rendimento da pallone d’oro

Robert Pires e Andoni Zubizarreta hanno in comune pochissime cose, ma entrambi sono d’accordo su un argomento. Jorginho è uno dei segreti dell’Italia di Mancini. Il suo contributo al gioco degli azzurri è assoluto per una serie di fattori. “Se vedi bene, è lui il primo difensore dell’Italia già da come fa filtro davanti alla difesa” esclama il francese, rimasto molto impressionato dal rendimento della squadra di Roberto Mancini.

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Lo stesso vale per l’ex portiere spagnolo, il quale lo esalta come vertice alto di un triangolo difensivo davanti a Donnarumma nel quale dietro si erge l’esperienza di Chiellini e Bonucci. In Lega Pro fino a dieci anni fa, l’ex regista del Napoli ha vissuto, alla soglia dei trent’anni, la sua migliore stagione di sempre. Una stagione riflessa in un titolo come la Champions League con il Chelsea e in un europeo maiuscolo con l’Italia. Vada come vada contro la Spagna, niente potrà ridimensionare la sua avventura continentale al comando delle operazioni strategiche azzurre.

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Fonte: Insidefoto

Jorginho, la sentinella

Senza mai vestire i panni dell’attore protagonista, l’oriundo brasiliano rappresenta forse come nessun altro l’evoluzione della nazionale italiana dopo la tragica eliminazione dai mondiali del 2018. È stato lui il perno attorno al quale Mancini ha fatto ruotare il suo gioco, consapevole che nessun altro come lui aveva la velocità di pensiero e di passaggio adatta per far scorrere il gioco con i giri giusti.

Dopo una stagione intera a Stamford Bridge nella quale ha smentito i pregiudizi relativi a uno scarso adattamento a giocare in una mediana a due, schema col quale ha trionfato in Champions affianco a N’golo Kanté, Jorginho si è preso il ruolo di sentinella della nazionale in un 4-3-3 nel quale non solo è il primo uomo cercato dai compagni quando le idee scarseggiano ma che lo vede anche essenziale nel contenimento degli attacchi avversari. La sua arma primaria, infatti, non è il passaggio bensì il posizionamento. Quell’intelligenza così rara nel piazzarsi da frangiflutti per chiudere ai rivali le vie centrali solamente con un semplice movimento.

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Unico

Nell’attuale rosa dell’Italia solo Donnarumma vanta più minuti di lui durante l’europeo. Ciò significa che Jorginho è il giocatore di movimento con più tempo passato in campo, qualcosa che solitamente caratterizza i difensori centrali, raramente propensi a essere sostituiti. Con la sola eccezione degli ultimi 19 minuti contro il Galles, il metronomo del Chelsea non è stato mai risparmiato da Mancini. Una dimostrazione netta e concreta di quanto il tecnico marchigiano abbia bisogno di lui per avere la sua vera Italia.

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La conferma definitiva del suo status di unicità in un undici azzurro pieno d’entusiasmo ma nel quale è lui il solo a non avere un rimpiazzo tecnico che possa davvero farne le veci. Un direttore d’orchestra che conosce e custodisce lo spartito della melodia comune come fosse un segreto, essendo il solo a poter davvero mettere in sintonia tutti gli altri strumenti.

Semplicità fatta persona e giocatore, il brasiliano più ordinato e geometrico dell’ultimo decennio, smussato dal rigore tattico nostrano, si è preso il blu del Chelsea e l’azzurro della nazionale. E, perché no, potrebbe anche prendersi il Pallone d’oro.

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Antonio Moschella
Antonio Moschella
Lavora viaggiando e viaggia lavorando. Giornalista dal 2010, attualmente collabora con Tuttosport e Fanpage. Ha scritto per El País, France Football, La Nación ed El Gráfico.

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