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Come giocherebbe il Napoli con Spalletti?

Spalletti al Napoli: come giocherebbe il club campano sotto la guida del tecnico toscano?

Il Napoli sta vivendo un grande finale di stagione, con una rincorsa che sta portando gli uomini di Gattuso verso la qualificazione alla prossima Champions League, un obiettivo che sembrava insperato qualche mese fa. Nonostante però gli evidenti progressi della squadra, il futuro del tecnico sembra essere lontano da Napoli. La frattura tra Gattuso e De Laurentiis sembra insanabile e le strade dei due si apprestano a dividersi.

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Il nome caldo in casa Napoli per la panchina è quello di Luciano Spalletti, che farebbe il suo ritorno in Serie A due anni dopo la fine dell’esperienza con l’Inter. Curiosamente, il tecnico di Certaldo ha detto addio ai nerazzurri nonostante l’accesso in Champions, stesso destino che sembrerebbe spettare a Gattuso.

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Fonte immagine: @DiMarzio (Twitter)

Il Napoli di Spalletti: la retroguardia

Il ritorno di Spalletti in Italia è una suggestione molto forte in casa Napoli, tanto che è lecito iniziare a pensare a come i partenopei giocherebbero sotto la guida del tecnico ex Roma. Il filo di continuità con l’attuale gestione è il modulo: 4-2-3-1. Un sistema di gioco che è diventato ill marchio di fabbrica del tecnico toscano, portato all’esaltazione proprio nell’esperienza giallorossa e ripreso con ottimi risultati all’Inter.

Il primo nodo riguarda il portiere: l’addio di Gattuso potrebbe sancire anche la fine dell’alternanza tra i pali. Uno dei primi compiti di Spalletti sarà quello di stabilire le gerarchie in porta e il dilemma è sempre lo stesso: la giovinezza di Meret o l’esperienza di Ospina? Per l’inizio di un nuovo ciclo la scelta ideale sembrerebbe dare fiducia a un portiere giovane, di ottime speranze, che può essere il titolare negli anni a venire. Meret dunque potrebbe essere il favorito, coronando anche lo speciale rapporto di Spalletti con Udine, città natale del portiere.

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In difesa Luciano Spalletti ritroverebbe una graditissima pedina: Kostas Manolas. Il greco è stato agli ordini del tecnico a Roma, con grandissimi risultati. La Roma 2.0 di Spalletti ha dato il suo meglio con la difesa a tre, ma a Napoli con molta probabilità il sistema difensivo sarà a quattro. Al fianco di Manolas dovrebbe esserci Koulibaly, ma ogni sessione di calciomercato rappresenta un’incognita per il futuro del centrale senegalese.

In caso di addio, difficile vedere uno tra Maksimovic e Rrahmani promosso titolare, più facile che venga acquistato un sostituto nel mercato. La cosa certa è che con un Manolas perno della difesa, un’offerta mostruosa per Koulibaly potrebbe far vacillare il Napoli.

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Un nuovo acquisto arriverà quasi sicuramente a sinistra: Hysaj andrà via a parametro zero, quindi un rinforzo su quella fascia con tutta probabilità arriverà. Anche Mario Rui è stato allenato a Roma da Spalletti, ma non è praticamente quasi mai stato a disposizione del tecnico a causa dell’infortunio al crociato. Sull’altra fascia intoccabile Di Lorenzo, uno dei punti fermi della retroguardia partenopea.

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Fonte: @InsideFoto

Il Napoli di Spalletti: il reparto offensivo

Diego Demme si candida a essere il cervello della squadra, con la sua abilità nel gestire il pallone e la sua corsa inesauribile. Al suo fianco attualmente il duello è tra Fabian Ruiz e Bakayoko: il primo garantirebbe più qualità, il secondo più fisicità. Lo spagnolo potrebbe essere anche un’alternativa più avanti, con la sua capacità di inserirsi negli spazi, ma sulla trequarti la scelta sembra fatta e intoccabile.

Piotr Zielinski dovrebbe occupare un ruolo centrale nel Napoli che verrà, come sta avvenendo quest’anno. Durante la stagione in corso il polacco è cresciuto tantissimo, trovando finalmente la consacrazione che cercava da qualche anno. Nel 4-2-3-1 di Spalletti il trequartista è forse il ruolo più delicato e Zielinski ha le qualità per ricoprirlo. Probabilmente con qualche modifica, si troverà a cercare maggiormente la porta e a sfruttare gli spazi aperti dagli attaccanti, in modo da poter sfruttare la sua intelligenza tattica.

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A sinistra non si tocca Insigne, a destra Politano sembra più congeniale al gioco di Spalletti con la sua bravura nell’entrare in campo e premiare gli inserimenti in area. Lozano resta comunque un’alternativa di enorme livello, su entrambe le fasce. Il messicano potrebbe essere utilizzato anche come trequartista per via della sua grande capacità nell’inserirsi in area.

Infine davanti c’è il solito dubbio. Mertens sembra l’attaccante ideale per Spalletti, capace di fare quel lavoro “alla Totti” di venire a centrocampo e propiziare gli inserimenti dei trequartisti. Osimhen però è un giocatore dalle doti enormi, la prima punta capace di concretizzare al meglio tutta quella qualità sulla trequarti e di dare profondità alla squadra. Spalletti sia alla Roma che all’Inter ha dimostrato di saper esaltare i centravanti, Dzeko e Icardi sono esempi prefetti. Non c’è dubbio che uno dei grandi obiettivi di Spalletti sarà quello di valorizzare il nigeriano, rendendolo uno dei centravanti migliori della Serie A.

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