Semak, la volta che il tecnico dello Zenit sconfisse Allegri

Semak è l’allenatore dello Zenit San Pietroburgo rivale della Juventus di Allegri nei gironi di Champions, e ha un precedente felice contro il tecnico toscano.

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È una gara dura e complicata per noi. Sono una macchina da risultati, il loro gioco è aggressivo, attento nei dettagli in difesa e in attacco giocano bene così come in contropiede”. Ha esordito così, nella conferenza stampa pre-partita, Sergey Semak, il 45enne allenatore dello Zenit San Pietroburgo che questa sera affronterà la Juventus in Champions League.

Una sfida non facile anche considerando che i russi non stanno vivendo un bel momento: dopo 23 punti nelle prime 9 di campionato, lo Zenit ha perso clamorosamente le ultime due e si ritrova ora a più 2 sulla sorpresa Sochi e più 3 su CSKA e Dinamo Mosca.

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Tutt’altra storia in Europa, però, dove hanno perso di misura a Stamford Bridge per poi travolgere in casa il Malmo 4-0 (la Juve ne fece “solo” tre agli svedesi). A questo si aggiunge però anche un ottimo precedente tra Semak e Allegri, favorevole al tecnico russo.

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Quando Semak sconfisse Allegri

Nativo della zona di Luhansk (da cui viene lo Zorya, club ucraino rivale della Roma nel girone di Conference League) Semak è stato un discreto centrocampista negli anni Duemila, vestendo le maglie di CSKA Mosca, PSG, Rubin Kazan (con cui colse una clamorosa vittoria al Camp Nou, motivo per cui sua figlia si chiama Barcellona) e Zenit, dove poi ha intrapreso la carriera di allenatore, arrivando a guidare la prima squadra nel 2018.

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Ma durante il suo ultimo anno di carriera, la stagione 2012/2013, l’attuale allenatore del club di proprietà del colosso energetico Gazprom si trovò faccia a faccia con Max Allegri, all’epoca allenatore del Milan. L’incontro avvenne anche in quell’occasione nei gironi di Champions League, in un gruppo che comprendeva anche il Malaga e l’Anderlecht (dove a quel tempo giocava il futuro milanista Lucas Biglia).

Lo Zenit era allenato invece da Luciano Spalletti, ma non era partito bene, perdendo tre delle prime quattro partite (unica vittoria in casa con l’Anderlecht), pur avendo fatto penare i rossoneri a San Pietroburgo, perdendo solo 2-3. Alla quinta giornata aveva poi strappato un pareggio al Malaga, e arriva all’ultima sfida, a San Siro, con la necessità di vincere per qualificarsi in Europa League.

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Il Milan era invece già certo di passare il turno come seconda, e Allegri aveva deciso di mandare una formazione rimaneggiata, con Zapata, Acerbi, Mesbah, Bojan, Pazzini e Boateng. Tra i ragazzi di Spalleti figuravano alcuni giocatori noti a livello internazionale come Bruno Alves, Danny e Hulk, più un giovane Axel Witsel.

 

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Semak, all’epoca 36enne, partì titolare all’ala destra, disputando una buona partita prima di venire sostituito nel recupero del secondo tempo. Il risultato finale fu di un sorprendente, anche se indolore, 1-0 per i russi, firmato dal portoghese Danny. Lo Zenit andò in Europa League, dove eliminò il Liverpool ma poi si arrese al Basilea agli ottavi. Semak chiuse la sua ultima stagione da professionista con 25presenze, 4 gol e 3 assist.

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