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Salernitana e Spezia sono già in Serie B?

Dopo tre giornate di campionato Salernitana e Spezia sono già mestamente in fondo alla classifica. Possiamo già considerarle con un piede in Serie B?

Era prevedibile come cosa, ma certo non in maniera così smaccata. Di solito poi le squadre che lottano per non retrocedere partono fortissimo, accumulano punti anche battendo qualche big e in seguito vedono come tira il vento. Salvezza o meno, possono dire di aver lottato un po’.

Salernitana e Spezia non sembrano essere parte di questa categoria, in tutti i sensi. In 180′ in due hanno racimolato un punto, con cinque sconfitte e un pareggio (quello di Cagliari per i liguri, rimontati nel finale). In generale hanno dato una pessima impressione, di essere piena di giocatori non adatti alla Serie A salvo rarissime eccezioni.

Squagliarsi

Tre gol dal Bologna (in 10), quattro dalla Roma, altri quattro dal Torino: la Salernitana è già la peggior difesa del campionato. C’è già chi chiede la testa dell’allenatore Fabrizio Castori nonostante pochi giorni fa la piazza fosse in estasi per l’arrivo di Franck Ribery.

Chiaramente il tecnico se va avanti così, a botte di sconfitte pesanti, difficilmente rimarrà al suo posto. Anche ieri sera Castori, dopo il 4-0 dell’Olimpico di Torino, l’ha ribadito: “Il secondo gol ci ha tagliato le gambe e non siamo riusciti a reagire”.

Va bene, la Salernitana caccerà Castori, ripartirà da Maran (si dice già che toccherà a lui in caso di ulteriori passi falsi), ma lo possiamo dire senza tema di smentita che prima del campionato la rosa sembrava inadatta alla Serie A? Non era nemmeno prevista la promozione un anno fa, l’obiettivo in B era salvarsi e magari puntare ai playoff.

D’accordo il rinforzo-Simy, 20 gol nell’ultima stagione in una squadra come il Crotone retrocessa in B. Il nigeriano, però, aveva accanto a sé uno come Messias, che per quel livello era tanta roba. Alla Salernitana adesso ci sarebbe Ribery, che a 38 anni potrà garantire la stessa continuità del brasiliano passato in seguito al Milan?

Tra l’altro sembra proprio di rivedere nella Salernitana odierna il Crotone della scorsa stagione, che dopo 3 giornate era ultimo con altrettante sconfitte e la peggior difesa del campionato con 10 gol sul groppone. E una sensazione di modestia tecnica, specialmente dietro, disarmante. Inutile ricordare come finirono i calabresi in classifica.

Difficile anche poter combinare qualcosa, sempre in casa Salernitana, quando in tre partite hai una media di possesso-palla del 29%, peggior squadra della Serie A. I campani sono ultimi anche nella classifica dei tiri tentati a partita (7.7) e nella percentuale di passaggi completati (62.6%).

Buttarla dentro

Lo Spezia ha tutt’altro problema, che si è evidenziato anche ieri: non ha nessuno che faccia gol con continuità. Non ha un Joao Pedro come il Cagliari, insomma, il giocatore a cui affidarsi anima e corpo nei peggiori momenti.

Il caso-Nzola ha scoperchiato le carenze offensive della squadra di Thiago Motta, che ieri ha schierato il tridente Colley-Antiste-Gyasi, abbastanza improbabile. Con Verde, prima della sosta tra i più in forma, misteriosamente panchinato. All’Udinese è bastato quindi controllare e andare a bersaglio alla prima occasione buona.

Se Castori alla Salernitana è comunque un allenatore navigato, almeno nelle categorie inferiori, il guaio ulteriore dello Spezia è che Thiago Motta è ancora poco scafato. A parte la primavera del Psg, al Genoa era stato un mezzo disastro, con una vittoria in nove giornate nell’autunno del 2019.

Non è un caso che l’ex centrocampista dell’Inter e dello stesso Genoa sia tra i più papabili come quote nel mucchio degli allenatori che per primi potrebbero essere esonerati. Lo era già prima dell’inizio del campionato, quindi figuriamoci adesso.

La stagione è ancora lunghissima e c’è ancora tempo per recuperare. Lo Spezia, però, avrà il mercato chiuso a gennaio quindi di spazio di manovra ce n’è proprio poco. Toccherà arrangiarsi col materiale a disposizione, ma forse con un nuovo allenatore in panchina.

Alessandro Ruta
Alessandro Ruta
Milanese, classe 1982, vive vicino a Bilbao. Ha scritto una quindicina di libri, non solo di sport. In passato ha lavorato per La Gazzetta dello Sport e Mediaset, oggi collabora con varie testate italiane e spagnole

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