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Com’è diventato ricco Roman Abramovich, il proprietario del Chelsea

Roman Abramovich patrimonio: a quanto ammontano le ricchezze del proprietario russo del Chelsea, e come è riuscito a metterle assieme?

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Quando si parla dell’invasione dei super-ricchi nel mondo del calcio, non si può non pensare a Roman Abramovich, l’uomo che più di tutti ha influito sul settore, almeno a livello economico, negli ultimi vent’anni.

Prima degli sceicchi e dei fondi d’investimento, ci fu lui, nel 2003, che dal nulla acquistò il Chelsea dopo aver visto Stamford Bridge dall’alto di un elicottero, e iniziò a riversare nel calciomercato una quantità di soldi mai vista prima, trasportando in un attimo lo stereotipo del magnate russo nell’universo calcistico. Ma quanti soldi ha Abramovich e, soprattutto, come li ha fatti?

Abramovich patrimonio: come ha fatto a diventare così ricco

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Questa non è una domanda a cui è facile rispondere, essenzialmente perché ne esistono versioni diverse. Quella ufficiale, raccontata dallo stesso Abramovich racconta di un ragazzo nato in una famiglia ebraica di Saratov, sulle rive del Volga, che alla fine degli anni Ottanta seppe approfittare bene delle riforme di libero mercato di Gorbaciov per aprire la propria attività, e con molto intuito riuscì ad arricchirsi mentre l’Unione Sovietica cadeva.

abramovich patrimonio
Fonte: @sa3ad_cfc (Instagram)

Dominic Midgley e Chris Hutchins, nel loro libro Abramovich, The Billionaire from Nowhere, raccontano invece una storia un po’ diversa. Da una piccola azienda di giocattoli fondata a fine anni Ottanta, Abramovich riuscì a mettere le mani nel settore degli idrocarburi guadagnandosi l’amicizia di Boris Berezovsky, potentissimo oligarca emerso anche lui in maniera oscura dalle ceneri sovietiche e divenuto l’uomo di fiducia del presidente Yeltsin.

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Berezovsky avrebbe fatto in modo di convincere Yeltsin a vendergli a basso prezzo il conglomerato energetico Sibneft, lasciandolo ufficialmente nelle mani di Abramovich. Grazie a questa nuova proprietà, Abramovich divenne incredibilmente ricco e si espanse nel settore dell’alluminio. Poi, quando Yeltsin venne sostituito da Putin, ne fu uno dei principali sostenitori, mentre la guerra del nuovo presidente agli oligarchi indebolì molto Berezovsky e i suoi sodali.

Berezovsky dovrà lasciare la Russia, e molti dei suoi affari (come ad esempio la grossa quota del canale televisivo ORT) verranno rilevati da Abramovich. Sibneft, acquistata nel 1995 per qualche decina di milioni di dollari, venne ceduta a Gazprom nel 2002 per 13 miliardi, facendo di Abramovich uno degli uomini più ricchi del mondo. Nello stesso periodo, era anche diventato governatore della Cukotka, la regione dell’estremo nord-est della Russia.

Abramovich patrimonio: l’approdo al Chelsea

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Nei primi anni Duemila, Roman Abramovich iniziò a spostare i suoi affari a Londra, dove nell’estate del 2003 acquistò per 60 milioni di sterline il Chelsea. Immediatamente si fece conoscere per le sue ricchissime spese nel calciomercato: nella sua prima campagna acquisti, per esempio, cambiò completamente il volto della squadra con dodici nuovi acquisti da 131 milioni di sterline. Tra di essi c’erano Juan Sebastian Veron, Hernan Crespo, Adrian Mutu, Damien Duff e Claude Makelele.

Tuttavia, i suoi successi iniziarono dalla stagione seguente, quando in panchina arriva José Mourinho, fresco vincitore della Champions League alla guida del Porto: la rosa si rafforzò con giocatori come Petr Cech, Ricardo Carvalho, Arjen Robben e Didier Drogba, e i Blues tornano a vincere lo scudetto dopo 50 anni di digiuno.

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Da allora, il Chelsea ha vinto cinque campionati, tre Coppe di Lega, cinque FA Cup, due Community Shield, due Europa League e una Champions League, vivendo quello che è di gran lunga il miglior periodo della sua storia.

Abramovich patrimonio: a quanto ammonta

Secondo Forbes, Roman Abramovich ha un patrimonio da 15,2 miliardi di dollari, che lo rendono il 142° uomo più ricco al mondo. Durante la crisi del 2008, il russo era stato uno dei miliardari più colpiti, vedendo ridursi le sue ricchezze da 23,5 a 3,3 miliardi di dollari, prima di iniziare a recuperare.

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Anche la pandemia ha avuto un effetto negativo sugli introiti del più noto oligarca russo del mondo del calcio: si stima infatti che abbia perso circa 2,4 miliardi nei primi mesi del 2020. Nonostante questo, a febbraio dello stesso anno Abramovich aveva concluso l’acquisto roboante di uno yacht di 140 metri costato, secondo il Sun, 430 milioni di sterline.

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Valerio Moggia
Nato a Novara nel 1989, è il curatore del blog Pallonate in Faccia, ha scritto per Vice Italia e Rivista Undici, e collabora con la rivista digitale Linea Mediana.

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