HomeCalcio EsteroLe Olimpiadi possono essere il momento della verità per Richarlison

Le Olimpiadi possono essere il momento della verità per Richarlison

Richarlison è stato il grande protagonista della prima giornata del torneo di calcio maschile di Tokyo 2020. È finalmente arrivato, per lui, il momento di consacrarsi?

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Una tripletta in mezzora, a coronamento di una partita da pericolo costante per la retroguardia tedesca: le Olimpiadi iniziano nella maniera migliore possibile per Richarlison, assoluto trascinatore nella vittoria del Brasile sulla Germania.

Sebbene il torneo olimpico di calcio non goda oggi di grande prestigio, resta comunque un’importante vetrina internazionale per i giovani, e potrebbe servire all’attaccante dell’Everton per ritagliarsi finalmente un ruolo da vero protagonista, che potrebbe avere interessanti ripercussioni in ottica mercato.

La prova della verità di Richarlison

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A 24 anni, Richarlison è un giocatore in rampa di lancio, giunto ormai al momento di decidere cosa vuole essere, se una stella internazionale o un eccellente giocatore di livello medio-alto. Una condizione d’indenterminatezza che coincide spiritualmente con quella del suo attuale club, l’Everton, sempre sul punto di entrare nel novero delle grandi d’Europa ma ancora fermo sulla soglia.

 

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Ha da poco completato la quarta stagione in Premier League, ed è ormai indubbiamente la stella dei Toffees, ma purtroppo per lui le ultime annate dei blu di Liverpool sono state segnate più che altro dai progetti falliti, prima quello di Marco Silva e poi quello di Ancelotti. Per la prossima stagione, al ritorno in Inghilterra, lo attende Rafa Benitez, reduce da anni difficili tra Newcastle e Dalian Yifang.

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Richarlison gioca stabilmente in Nazionale dal settembre 2018 ma, sebbene abbia segnato la rete decisiva della finale di Copa America di due anni fa e giocato buona parte delle partite dell’ultima edizione, non è mai riuscito a raggiungere il blasone di una stella della Seleção. Ora, nella squadra olimpica, ha finalmente il ruolo di leader che cercava, e può sfruttarlo per dimostrare il suo effettivo valore.

Attaccante di razza per tutti i ruoli

I numeri parlano chiaro: 10 gol col Brasile, oltre ai tre rifilati alla Germania nell’esordio a Tokyo 2020; 42 reti in tre annate all’Everton. Le qualità per essere un top player ce le ha tutte: ha lo scatto, ha il dribbling, il controllo di palla e pure l’altezza. Al Fluminense si è messo in mostra come un’ala di grande valore, specialmente se messo a giocare a sinistra, sul piede buono a tirare in porta. Ma con quella struttura fisica, Richarlison può essere anche un ottimo centravanti.

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Era in quel ruolo che gioca all’America, dove ha esordito nella Serie B brasiliana, ma è stato Marco Silva a riproporlo in questa posizione, dando le basi ad Ancelotti per proseguire il lavoro di coltivazione del talento offensivo del nuovo 10 della Seleção U23. Il ct André Jardine, contro la Germania, lo ha schierato nuovamente largo a sinistra, ma sono stati proprio gli scambi di posizione tra lui e il centravanti designato Matheus Cunha a fare la partita nel primo tempo.

È Richarlison che, dopo sette minuti, buca al difesa tedesca andando a cogliere il filtrante centrale di Antony, ed è sempre lui che irrompe di testa al centro dell’area di rigore un quarto d’ora dopo, sul cross di Gulherme Arana. I movimenti istintivi sono quelli della punta, quasi spalla di Cunha più che esterno largo, posizione in cui si è messo in evidenza solo nel contropiede in campo aperto che ha portato al 3-0.

Il bisogno del salto di qualità

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Se queste dovessero essere le Olimpiadi di Richarlison e del Brasile – sospetto legittimo, dopo gli esordi deludenti di Germania, Argentina, Spagna e Francia – le sue quotazioni di mercato si alzeranno ulteriormente, costringendo l’Everton a doversi sedere al tavolo coi potenziali acquirenti.

Mesi fa, in Inghilterra si era parlato di un’offerta da 100 milioni da parte del Barcellona (probabilmente più una trovata giornalistica che un reale tentativo di intavolare una trattativa coi Toffees), ma come aveva detto Ancelotti non se n’era fatto niente, dato che il brasiliano era considerato un giocatore “fondamentale” per il club.

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Ora però Ancelotti sta su un’altra panchina, e se lo scorso aprile Don Balon rinnovava le voci su un interesse blaugrana per Richarlison, adesso la stampa britannica sostiene che la punta verdeoro potrebbe essere un obiettivo del Real Madrid. Per adesso, solo speculazioni, anche perché le cifre che girano attorno al fenomeno di Nova Venecia sembrano poco compatibili con le situazioni economiche dei due principali club spagnoli.

L’unica cosa certa è che, a 24 anni, ha raggiunto l’età in cui poter richiedere un ruolo in un top club europeo. Il suo modello Neymar ne aveva solo uno di più quando decise che doveva uscire dall’ombra di Messi e mettersi in proprio; Cristiano Ronaldo era 24enne quando scelse di lasciare il consolidato sistema Ferguson per diventare una star globale al Real Madrid. E Richarlison, cosa vuole fare?

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Valerio Moggia
Valerio Moggia
Nato a Novara nel 1989, è il curatore del blog Pallonate in Faccia, ha scritto per Vice Italia e Rivista Undici, e collabora con la rivista digitale Linea Mediana.

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