L’ascesa di Raspadori e le parole del suo maestro De Zerbi

Raspadori, il giovane attaccante del Sassuolo sta vivendo un grandissimo momento e le parole di Roberto De Zerbi certificano la sua maturazione.

Il Sassuolo sta vivendo un’altra stagione con molte soddisfazioni. Un piazzamento tranquillo in campionato, che gli permette anche di provare una volata finale per un posto in Europa ai danni di Una Roma stanca e con la testa all’Europa League. Un gioco a tratti devastante e ricco di qualità, sempre divertente. E soprattutto la crescita di moltissimi giocatori che rappresentano il futuro del club.

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Su tutti c’è quella di Giacomo Raspadori, vero e proprio uomo del momento in casa Sassuolo. Il giovane attaccante ieri ha realizzato due gol a San Siro, portando al suo tecnico una tanto desiderata vittoria contro il Milan. Il successo di una piccola realtà, diventata grande con lavoro e programmazione, la dimostrazione che tanto voleva Roberto De Zerbi che il successo nel calcio si conquista nel campo.

In una serata ricca di soddisfazione dunque Roberto De Zerbi si gode il suo talento, spronato e coccolato negli ultimi tempi, ma anche fortemente responsabilizzato.

Raspadori
Fonte: sito ufficiale Sassuolo

L’ascesa di Raspadori

Il giovane attaccante azzurro sta vivendo la propria stagione della consacrazione. Quest’anno il giocatore ha visto aumentare a livello costante il proprio minutaggio, dopo l’ampio spazio trovato nello scorso finale di stagione. Di mezzo c’è stata anche l’esperienza all’Europeo Under 21, che ha sicuramente aumentato la consapevolezza di Raspadori, che è tornato dalla Nazionale con una carica impressionante.

Roberto De Zerbi ha voluto premiare questa nuova consapevolezza del suo giovane attaccante, dandogli la fascia da capitano nel match contro la Roma dello scorso 3 aprile, il primo dal ritorno dall’Europeo. Il giovane attaccante ha ripagato la fiducia del mister, mettendo a segno il gol del definitivo 2-2 nei minuti finali.

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Una partita che ha cambiato la stagione di Raspadori. Prima del match col Milan, Roberto De Zerbi lo ha ammesso: “La fascia di capitano gli ha fatto bene ed era quella la mia finalità: fargli concretamente vedere che lui è un giocatore importante a tutti gli effetti e che non era il semplice ragazzino aggregato alla prima squadra e quel gesto ha fatto sì che lui si assumesse maggiori responsabilità e che facesse vedere quali sono le sue qualità”.

Parole importanti, che esemplificano bene la stima del tecnico neroverde per il giovane attaccante. Da quel momento, Raspadori ha giocato tutte le partite del Sassuolo, complici anche le assenze di Caputo e, in parte, di Berardi. Fascia da capitano con l’Inter, poi 90 minuti col Benevento e ancora fascia al braccio per il match contro la Fiorentina, in cui Raspadori si procura un rigore e sigilla un assist.

Infine, la doppietta di ieri sera, la ciliegina sulla torta di un momento davvero magico per Giacomo Raspadori.

Raspadori, l’attaccante del futuro

Un gol di rapina, di furbizia, come in quello stadio ne ha segnati tanti uno dei più grandi attaccanti di sempre: Filippo Inzaghi. L’altro con un movimento da attaccante vero, a smarcarsi in area per poi punire il portiere avversario con un tiro secco. Il tutto entrando a poco meno di mezz’ora dalla fine, stravolgendo una partita che stava girando male per la sua squadra.

Ieri sera Giacomo Raspadori ha regalato il successo al suo Sassuolo e ha fatto felice De Zerbi. Sia per avergli regalato una rivincita personale, ma soprattutto per aver dimostrato di star recependo i suoi insegnamenti.

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Dopo il match vinto dal Sassuolo a Firenze, De Zerbi aveva parlato così del suo attaccante: “Dopo il Benevento gli ho detto che una sera saremmo dovuti andare a rubare portafogli, per fargli capire che è un ragazzo bravissimo e certe volte non malizioso. Il rigore che ha conquistato era netto eh, ma c’era pure la malizia dell’attaccante esperto e questo mi ha fatto sorridere, e durante la partita non è una cosa facile. Me l’è venuto a dire e mi fa piacere, perché a 41 anni io ricordo ancora le frasi dei miei allenatori del tempo e significa che a lui ciò che gli ho detto è rimasto impresso, cioè che un attaccante deve sapere un attimo prima cosa accadrà dopo. Se migliora in questo diventa forte, forte, forte“.

La malizia dell’attaccante si è vista a San Siro. La furbizia di giocare sulle palle sporche, di saper lottare e sfruttare i momenti della partita. Contro il Milan si è visto l’attaccante smaliziato che De Zerbi vuole ammirare, per cui preannuncia un futuro luminosissimo.

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Dalla prima fascia di capitano contro la Roma alla doppietta col Milan Raspadori ha vissuto 20 giorni da sogno, che però devono essere solo un punto di partenza. Il giovane attaccante azzurro si appresta a vivere un finale di stagione da protagonista, sotto la saggia guida di De Zerbi, pronto a rendere il suo pupillo uno degli attaccanti più importanti del futuro del calcio italiano.

 

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Danilo Budite
Danilo Budite
Romano, classe '95. Amo il calcio, soprattutto raccontarlo. Scrivo di tutto ciò che mi circonda.

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