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Fonte: Instagram: @rafalcantara

Se le speranze di salvezza del Celta sono aumentate, molto del merito va ascritto alla crescita di Rafinha. Che, senza infortuni, è tornato decisivo

Sono settimane molto particolari quelle che sta vivendo la famiglia Alcantara. No, il Coronavirus per fortuna non c’entra nulla: Mazinho, ex centrocampista del Lecce e della nazionale brasiliana, ha due figli che hanno avuto la fortuna di raggiungere grandi livelli. Entrambi stanno, proprio in questi giorni, decidendo cosa fare nel prossimo futuro. Da una parte c’è Thiago, che ha annunciato di non voler più rimanere al Bayern Monaco: sul centrocampista si sono fiondati subito alcuni club inglesi e, probabilmente, la sua prossima destinazione sarà la Premier League.

Rafael, meglio conosciuto come Rafinha, è quello dei due che ha più talento, ma anche colui il quale, molto probabilmente, non sempre ha saputo sfruttarlo nel migliore dei modi. Finito al Celta in estate, Rafinha sembrerebbe finalmente aver trovato la dimensione giusta per esplodere definitivamente. In un contesto di medio-bassa classifica, infatti, il brasiliano è stato capace di prendere per mano i compagni e trascinarli, almeno momentaneamente, fuori dalle acque torbide della lotta salvezza. Sia chiaro, i galiziani sono ancora in pericolo, ma dopo il doppio successo contro Alaves e Real Sociedad si può tornare a respirare.

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Finalmente decisivo: Rafinha si è preso il Celta

Al ritorno in campo post lockdown, il Celta si è presentato con un nuovo allenatore – Oscar Garcia, che prima della sosta aveva preso il posto di Fran Escribà – e soprattutto un’attitudine differente. Dopo il brutto esordio con sconfitta in casa per mano del Villarreal, i galiziani hanno pareggiato a Valladolid per poi inanellare una miniserie positiva di due vittorie. Nelle ultime tre partite, rispetto al match perso contro il Submarino Amarillo, la costante è sempre stata la presenza in campo di Rafinha: il centrocampista brasiliano, che col Villarreal rientrava da un infortunio e ha giocato solo 59 minuti, ha messo insieme due presenze per intero più mezza nel match contro l’Alaves.

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Dopo aver fatto le prove a inizio mese, già contro la Pucela si intravedeva un calciatore nuovo rispetto a prima della sosta forzata: Rafinha in questi mesi ha lavorato e recuperato una forma fisica decente, in grado da garantirgli una tenuta più lunga nel tempo. Prima, infatti, aveva praticamente sempre giocato a singhiozzo, alternando grandi prove a prestazioni insufficienti, mixando il tutto con assenze più o meno disseminate in ogni parte della stagione.

Contro i baschi è arrivata la sua prima doppietta stagionale, il quarto gol di un’annata talmente travagliata che, se si parlasse di qualcun altro, farebbe senza dubbio notizia. La rete con la quale ha segnato il 3-0 provvisorio, inoltre, è un vero cioccolatino di tecnica balistica: Rafinha, dopo aver ricevuto palla defilato sulla fascia destra, si accentra saltando un avversario e sgancia un sinistro che si infila all’incrocio dei pali, imparabile per il portiere ospite.

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Classe pura, tanti infortuni e il passaggio in Italia

Una vera e propria perla balistica, che ne sottolinea quelle qualità che il Barcellona intravide nel lontano 2011, quando lo sottrasse a un piccolo club galiziano, l’Ureca, dove lui e il fratello Thiago erano stati sistemati da papà Mazinho, capace di scrivere alcune delle pagine più importanti della storia del Celta. Purtroppo la sua ascesa è stata fortemente arrestata da diversi gravi infortuni. In particolare, nel giro di pochi anni Rafinha ha accusato due rotture dei legamenti crociati, l’ultima poco dopo essere rientrato dall’Inter al Barcellona, più un’altra serie di stop che di fatto lo hanno depotenziato.

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Già, perché la classe è cristallina e non si discute: dopo aver giocato in varie selezioni giovanili del Barcellona, il classe 1993 è rimasto sempre in forza ai catalani con la sola eccezione di una breve parentesi al Celta. Tornare a Vigo, a 20 anni, gli ha fatto apprezzare l’aria di casa, regalandogli un ambiente sano nel quale poter coltivare le proprie qualità. Il tutto, sotto la guida di Luis Enrique, uno che conosce bene il Barça e tutti i talenti che gli gravitano attorno.

Il rientro alla base è abbastanza duro da affrontare: Gerardo Martino non lo vede, lui gioca poco, si rompe spesso e più in generale finisce in fondo alle gerarchie di uno dei Barcellona più vincenti di sempre. Mentre la MSN incanta, Rafinha si guarda intorno e, dopo aver superato i postumi dell’ennesimo infortunio, a gennaio del 2018 finisce all’Inter, dove diventa fondamentale nel girone di ritorno aiutando i nerazzurri di Spalletti nella corsa alla Champions League.

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Una risorsa per Oscar Garcia

Il resto è storia recente. Rafinha, dopo un altro anno a fare la muffa in panchina, accetta la chiamata del Celta, unico club in grado di rilanciarlo facendo leva su quelle motivazioni che, piano piano, sembravano essere prossime alla scomparsa. Il brasiliano diventa subito centrale nello scacchiere tattico galiziano: nelle partite giocate fino a oggi è stato utilizzato in più ruoli, cominciando da mezzala per poi evolversi in trequartista o esterno offensivo.

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In particolare, Oscar Garcia gli chiede di partire largo a destra, per poi decentrarsi e tentate la giocata col piede forte – vedi gol all’Alaves – ma in generale ha molta libertà di movimento. L’importante è che cerchi con continuità la connessione con Iago Aspas e Smolov, le due punte del Celta. A braccetto con il  centravanti spagnolo, Rafinha rappresenta una delle poche risorse di una squadra monotematica, senza troppi singoli in grado di dare gli strappi adeguati. Ma, grazie alle sue giocate, il Celta si sta tirando fuori dalla zona bollente della classifica.

Gli scenari di mercato

Cosa succederà a fine stagione? Il primo a chiederselo è lui stesso. Il cartellino di Rafinha appartiene al Barcellona, club al quale il giocatore è legato fino al 2021. Il Celta lo ha preso in prestito oneroso (pagando 1.5 milioni di euro) con diritto di riscatto fissato a 16 milioni di euro, cifra che i galiziani potrebbero anche spendere a patto che il brasiliano sia d’accordo nel fermarsi ancora a Vigo. Cosa non affatto scontata, poiché nelle ultime ore si è aperto uno spiraglio che porterebbe Rafinha in Inghilterra, e più precisamente all’Arsenal.

Il 27enne originario di San Paolo però piace molto anche in Italia: qualche mese fa Inter e Juventus hanno fatto un sondaggio per riportarlo in Serie A, ora sarebbe il Milan a essersi messo sulle sue tracce. Di certo, è da escludere la sua permanenza alla casa madre: il Barcellona ha urgenza di monetizzare per risanare i bilanci dissanguati dalla crisi economica post CoVid-19, così Rafinha finirà sicuramente sul mercato. In ogni caso, c’è comunque una stagione da portare a termine e una salvezza da conquistare con il Celta. Il club di famiglia, l’unico a concedergli una seconda possibilità quando tutte le porte davanti a lui sembravano chiudersi irrimediabilmente.

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