patrik schick

A Genova la sua eleganza ha ammaliato tutti. Con la maglia della Roma ha mostrato i suoi limiti. A Lipsia sembra aver trovato la sua dimensione. Patrik Schick è rinato.

La rinascita di Schick

Gli inizi in Bundesliga non sono stati facili, il fastidioso infortunio alla caviglia rischiava di protrarsi molto a lungo e a fine novembre, quando è ritornato a calcare i campi di gioco, qualcosa è cambiato. L’attaccante sterile in fase realizzativa si è trasformato in punta capace di segnare e di stupire il pubblico con le sue giocate di altissima qualità. Il merito è dell’allenatore Nagelsmann che ha inserito il ceco in un contesto capace di valorizzare le sue caratteristiche di prima punta tecnica e fisica. Alla Roma spesso è stato costretto a giocare ala, Edin Dzeko era intoccabile. Quando ha giocato nel suo ruolo ha dimostrato di non riuscire a sfruttare il suo fisico.

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Le statistiche top e i punti deboli

Le difese della Bundesliga hanno fatto riemergere la sua ottima tecnica. 10 i gol siglati in 1098 minuti con una media di un gol ogni 110 minuti. Numeri specchio della sua rinascita, grazie anche al lavoro del suo compagno di reparto Timo Werner, sempre più vicino al Chelsea. Il ceco ha mostrato anche punti deboli su cui lavorare , come la poca costanza nell’arco dei 90 minuti e l’apparente indolenza, limiti che sembrano ormai parte integrante del suo modo di stare in campo.

Tanti gol decisivi, tanto sacrificio e un futuro tutto da scrivere: Patrik Schick potrebbe diventare il tormentone della prossima sessione di mercato. Il suo futuro è nelle sue mani.

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Il suo futuro con la maglia del Lipsia è incerto. Le parole dell’allenatore Nagelsmann sulla possibilità di riscattare la punta ceca hanno fomentato questa ipotesi. “Sarebbe difficile anche in caso di qualificazione in Champions”, le parole del mister che lo ha rivitalizzato. La frase che ha stupito i tifosi dei Tori Rossi è stata un’altra: “Non abbiamo soldi da buttare via”. Una doccia gelata per i supporters e lo stesso Patrik Schick.

L’acquisto dell’attaccante è uno spreco di soldi? Un’affermazione ambigua, forse strategica per abbassare il prezzo del calciatore. Considerando il rendimento dell’attaccante, che ha segnato anche dopo le parole shock dell’allenatore, l’ipotesi è un’altra. Spingere la società ad investire su Schick, anche per colmare la lacuna che lascerà Timo Werner, promesso sposo del Chelsea per circa 60 milioni di euro.

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