Mondiali 2022, Messi ha ricevuto soldi dall’Arabia Saudita?

Messi e la sua Argentina esordiscono con una clamorosa sconfitta ai Mondiali 2022, perdendo contro l’Arabia Saudita. Di cui però la Pulce è a libro paga.

C’è un caso di corruzione dietro la clamorosa sconfitta dell’Argentina di Leo Messi contro l’Arabia Saudita, nell’esordio di entrambe in questi Mondiali 2022 in Qatar? No, meglio chiarirlo subito. Ma sicuramente c’è una vicenda poco nota che mette in luce alcune contraddizioni pratiche del calcio contemporaneo.

Infatti, che Messi abbia recentemente ricevuto soldi dal governo dell’Arabia Saudita è purtroppo un fatto acclarato e che nessuno ha mai provato a negare. Una vicenda, appunto, che è passata molto sottotraccia, nonostante la sua problematicità.

Messi e i soldi dell’Arabia Saudita: l’accordo

I fatti risalgono allo scorso ottobre, quando Messi e il suo compagno di Nazionale Leandro Paredes (oggi giocatore della Juventus in prestito dal PSG) si sono recati in visita a Jeddah per incontrare Ahmed Al Khateeb, ovvero il Ministro del Turismo dell’Arabia Saudita. Un invito a visitare il paese arabo, ma anche per discutere del nuovo ruolo della Pulce come ambasciatore del turismo in Arabia Saudita.

Quanto sia stato pagato Messi da Riyad per accettare questo incarico di testimonial non è stato ufficialmente rivelato, ma secondo il Daily Tepegraph in precedenza Cristiano Ronaldo aveva rifiutato un accordo da 5 milioni di sterline l’anno. The Athletic scrive oggi che il contratto tra i saduti e Messi sarebbe stato circa cinque volte superiore a quello offerto al portoghese.

Quindi, che Messi sia a libro paga del governo saudita è innegabile. Questo ovviamente non significa certo che abbia perso di proposito o giocato sottotono a causa dell’acordo in questione, ma sicuramente dovrebbe aprire una discussione. È normale che un giocatore possa affrontare la Nazionale di un paese dal cui governo riceve denaro? La stessa cosa varrebbe se avesse affrontato il Qatar, o se lo avesse fatto qualsiasi altro giocatore del PSG, che è di proprietà del governo di Doha. Ma è un problema che potrebbe presto presentarsi in Champions League, se nella prossima stagione Messi dovesse trovarsi contro il Newcastle.