HomeCalcio EsteroChe cosa sappiamo, a oggi, delle candidature per il Mondiale 2030

Che cosa sappiamo, a oggi, delle candidature per il Mondiale 2030

La Conmebol, la confederazione sudamericana, sta lavorando a una candidatura congiunta per far accaparrarsi i favori della FIFA in vista del Mondiale 2030

Alejandro Dominguez, presidente della Conmebol, ha presentato il progetto della federazione sudamericana per ospitare il Mondiale 2030, la rassegna iridata che rappresenterà anche il centenario del torno vinto un secolo fa dall’Uruguay.

“Stiamo lavorando il più velocemente possibile per dare rassicurazioni alla FIFA e al presidente Infantino – ha detto Dominguez a Mundo Deportivo – vogliamo fargli sapere che noi ci siamo e stiamo studiando una manifestazione senza precedenti”.

Mondiale 2030 in Sudamerica: i dettagli della candidatura

La candidatura sudamericana per il Mondiale 2030 non è più un’idea in fase embrionale. Infatti, più di un anno fa Argentina e Uruguay si erano messe a disposizione per una collaborazione che avrebbe portato entrambi i paesi a ospitare il torneo, con finale a Montevideo a richiamare il primo evento storico datato 1930.

Ad Argentina e Uruguay si sono aggiunti, col tempo, Cile e Paraguay, a completare un mazzo di opzioni che, con un programma in mano, dovranno presentarsi davanti alla FIFA per convincerla che la soluzione sudamericana sia la migliore da prendere in considerazione.

C’è comunque ancora tempo per affinare la candidatura: infatti l’ufficialità dell’assegnazione avverrà soltanto dopo Qatar 2022, in programma tra un anno e mezzo visto che si giocherà in inverno.

Mondiale 2030, le altre candidature

A proposito di candidature congiunte, va registrata quella composta dalla coppia Spagna e Portogallo, due paesi che, contrariamente al Sudamerica, avrebbero meno problemi a garantire lo svolgimento dei lavori adeguati per risistemare gli stadi e per dare un’organizzazione di primo livello per quanto riguarda sicurezza, alloggi e spostamenti.

L’Asia, invece, ha deciso di mandare avanti la Cina, un paese che al momento sta vivendo un periodo particolare ma, con i tanti impianti moderni a disposizione – mai sfruttati in pieno, visto il livello della Chinese Super League – non avrebbe problemi a consegnare per tempo le garanzie necessarie.

Sempre in Europa si è parlato di Regno Unito e di est, con Serbia, Grecia, Bulgaria e Romania pronte a spartirsi la manifestazione per rilanciare l’economia locale. In Africa, invece, le proposte sono un po’ tutte in fase di stallo: dal Marocco, per il quale si è speso in prima persona il re, fino all’Egitto passando per Tunisia e Algeria, nessuno ha dato ancora risposte concrete alle richieste della FIFA.

Infine, va considerata seriamente la variabile Arabia Saudita, il cui nome per l’organizzazione del Mondiale 2030 era addirittura stato accostato all’Italia. Non ci sono riscontri, almeno a oggi, ma certo è che gli sceicchi stanno monopolizzando il calcio e la prospettiva che a Riyadh vogliano prendersi il loro primo grande torneo della storia è più reale e concreta che mai.

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Andrea Bracco
Cuneese, ha fondato il primo sito di calcio sudamericano in Italia e collaborato con diverse realtà editoriali di importanza nazionale, come Ultimo Uomo e Rivista Undici. Liga e Sudamerica le sue stelle polari, il calcio minore la sua debolezza.

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