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Fonte immagine: @Pirlo_official (Twitter)

Milan-Juventus è un incrocio storico, tattico e psicologico. Un match che coinvolge due squadre praticamente opposte. Sia nel morale che nelle idee. 

Quando Giampaolo parlò alla stampa post Napoli-Torino il 23 dicembre 2020, disse che “non sono questi i punti che il Toro deve recriminare”. Un concetto totalmente opposto per l’altra sponda di Torino, stasera. Il problema di Pirlo, infatti, è che si trova a lavorare in un sistema in cui non esistono partite senza punti da recriminare e/o possibilità di avere seconde occasioni.

Scegliendo di dire si quest’estate ad Andrea Agnelli, l’ex Milan ha deciso implicitamente che, nonostante il perdono per certi errori (causa giovane età), fin dalla sua prima esperienza da allenatore avrebbe potuto sbagliare pochissimo. Purtroppo non è andata così e la Juventus ha perso diversi punti in maniera inattesa – soprattutto, tanti errori difensivi e confusione fra centrocampo e reparto arretrato. I 6 pareggi in campionato unite alle 7 vittorie certificano una sola sconfitta in Serie A, quella con la Fiorentina in casa. Quello è stato il momento più basso di Pirlo finora sulla panchina della Juve, che ha giocato una sfida delicata (per storia e scivolosità dell’avversario) con poche idee e tanta imprecisione.

Milan-Juventus: Pirlo non può sbagliare

Per questo Milan-Juventus è un appuntamento che Pirlo non può mancare. Quest’anno, finora, la Juve ha sempre incontrato avversari al massimo pari alle proprie risorse di gioco, mai superiori. Anche il Barcellona, infatti, essendo sempre il Barcellona di Messi e Piqué, quest’anno sta affrontando un periodo delicato della propria storia e per una Juventus indifesa e fragile questo Barcellona è stato il miglior avversario difficile possibile. Lo stesso Milan, a San Siro, sarà si un avversario primo in classifica, ma comunque, non certo un panzer.

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Anzi, il Milan è una squadra tecnicamente con un valore molto più inferiore alla Juventus, e le assenze di Ibrahimovic, Bennacer e Tonali, ammetteranno qualche difficoltà in più per Pioli. Clamorosamente, per quanto momentaneo primatista italiano, viste le assenze al Milan si perdonerebbe di più un risultato negativo.

Al contrario, la Juve e Pirlo – che comunque non potrà avere Alex Sandro e Cuadrado, indisponibili causa positività al covid-19 – dovranno giocare per vincere assolutamente. Per la classifica (i bianconeri andrebbero a -13 in caso di sconfitta e, visto il calendario, Napoli, Sassuolo e Atalanta rischiano di superare nel tabellone la Juve), per la storia (è comunque un Milan-Juventus) e soprattutto per la credibilità dell’allenatore bresciano.

La Juventus ha certamente un intero girone di ritorno per dimostrare che l’andata del campionato sia stata solo una fase di assestamento di un percorso lungo – ed è quello che ha comunicato Andrea Agnelli parlando di “identità e continuità” in estate -, ma per ottenere un risultato simile, bisogna iniziare già da San Siro.

Questo Milan-Juventus, per Pirlo, al di là dei suoi incredibili anni da rossonero, significa molto più per il futuro che per il suo presente o quel grande passato.