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Messi al PSG, spiragli e ostacoli della trattativa

Lionel Messi è in scadenza con il Barcellona, ma pochi club possono pensare di ingaggiarlo. Tra questi c’è il PSG, la ricca squadra francese di proprietà qatariota. Ma le cose sono più complicate di quanto non si direbbe.

È destinato a essere il grande tema dei prossimi mesi: a giugno scade il contratto di Leo Messi con il Barcellona, club in cui gioca da quando aveva 13 anni (oggi ne ha 33), e il giocatore sarà libero di accordarsi con qualsiasi altra squadra al mondo.

Certo, non è da tutti permettersi, economicamente e tecnicamente, un giocatore come lui, per cui questo apparente affare è in realtà ben più complicato di quanto non sembrerebbe. Il PSG, comunque, fa parte della ristrettissima rosa di squadre che potrebbero ambire al giocatore e, anzi, sembra anche quella in pole position per il suo ingaggio. Prendete fiato, perché inizia un articolo un po’ lungo.

Perché Messi può andare al PSG

È vero che tecnicamente l’acquisto di Messi per la prossima stagione sarà a costo zero (quello di Ronaldo da parte della Juventus non lo fu, per capirci, perché il portoghese era ancora sotto contratto con il Real Madrid), ma resta pur sempre da pagare un ingaggio al giocatore. Che, per essere precisi, ammonta a circa 29 milioni di euro. Non finisce qui, però, perché all’ingaggio puro si sommano vari bonus e diritti d’immagine: secondo quanto calcolato da Forbes, nel corso dello scorso anno Messi è stato pagato dal Barcellona 92 milioni di euro.

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Fonte Immagine: @dunkhopes (Instagram)

Club in grado di pagare una simile cifra sono molto pochi. Il Barcellona si sta letteralmente svenando per tenerlo in squadra (il club blaugrana è notoriamente pieno di debiti: quelli della scorsa stagione sono arrivati a 379 milioni), e le possibilità di restare in Spagna lontano dalla Catalogna sono praticamente nulle: il Real Madrid, unica altra squadra abbastanza ricca da sostenere questa spesa, è lo storico rivale del Barcellona e, nonostante i problemi di Messi col suo attuale club, sembra impossibile che possa trasferirsi a Madrid, una cosa che i tifosi riterrebbero un tradimento.

Scartiamo subito la Serie A, dove il club più ricco, la Juventus, sta già spendendo tantissimo per pagare Cristiano Ronaldo. Lo stesso vale per la Bundesliga, dove vige una filosofia di mercato molto più focalizzata sui giovani e meno sui grandi colpi. Anche in Inghilterra pochi sarebbero in grado di pagarlo, ma il Manchester City potrebbe fare uno sforzo: è un club molto ricco, di proprietà della famiglia reale di Abu Dhabi, ed è allenato da Pep Guardiola, ex-allenatore del Barcellona e molto legato a Messi.

Il futuro economico della Premier League deve però fare i conti con molte incognite legate alle conseguenze della Brexit, in vigore da inizio mese, e quindi non è facile immaginare un suo trasferimento in Inghilterra. Resta il PSG, società francese di proprietà della ricchissima famiglia reale del Qatar, che nel 2017 acquistò proprio dal Barcellona Neymar, il calciatore più costoso della storia (222 milioni di euro, più 37 milioni di euro l’anno). Neymar e Messi non hanno mai nascosto la propria amicizia, e un mese fa il brasiliano ha suggerito una prossima reunion in campo tra i due: viste le difficoltà economiche del Barcellona, è più facile immaginare che sia Messi ad andare a Parigi, piuttosto che Neymar a tornare in Spagna.

C’è anche chi ha ipotizzato un trasferimento in campionati minori, tipo il Qatar, gli Stati Uniti, gli Emirati Arabi o la Cina. A giugno, Messi compirà 34 anni, ma in questi mesi sta dimostrando di essere ancora in ottime condizioni fisiche, e ancora uno dei primissimi calciatori al mondo: una pensione anticipata in un campionato extra-europeo di secondo piano sembra poco credibile. Inoltre, la lega nordamericana sta affrontando grosse difficoltà economiche dovute al Covid, e la Chinese Super League ha appena deciso di stabilire un tetto salariale per limitare le spese dei club, spingendo molte stelle a tornare in Europa.

Le complicazioni economiche

Il Paris Saint-Germain è probabilmente la squadra di calcio più ricca al mondo, ma negli ultimi tempi ha cercato di invertire la rotta. Dopo gli onerosi acquisti di Neymar e Mbappè, il club ha ridotto di molto le spese: nella scorsa stagione, per la prima volta si è trovato a incassare più di quanto ha speso sul mercato, e nell’ultima sessione ha contenuto le spese a soli 61 milioni di euro, concentrandosi sui prestiti (Kean, Florenzi, Danilo Pereira) e liberandosi di ingaggi pesanti (Thiago Silva, Cavani, Jesé).

Come tutte le squadre di calcio del mondo, anche il PSG ha dovuto affrontare la crisi scatenata dalla pandemia, ma ad essa si sono aggiunti altri problemi più “personali”. I parigini traggono infatti la loro forza economica dal Qatar, che negli ultimi due anni si è però ritrovato al centro di una grande crisi geopolitica, venendo di fatto isolato dagli altri paesi del Golfo e sottoposto a un duro embargo. La situazione si è risolta negli scorsi giorni, ma non è ancora chiaro quando il Qatar potrà tornare ai fasti di un tempo.

TalkSport ha ipotizzato, quindi, che il PSG debba alleggerire il proprio monte ingaggi per poter fare spazio a Messi. In rosa, i francesi hanno tanti giocatori con stipendi consistenti, ma quello che sembra più in predicato a partire, facendo fruttare una cifra molto alta al club, sarebbe Kylian Mbappè, da tempo nel mirino del Real Madrid. L’operazione, comunque, non è semplice e presenta un problema anche progettuale per il PSG: rinunciare a una stella di 22 anni, destinata a dominare almeno il prossimo decennio calcistico, per un giocatore di quasi 34 anni.

Messi al PSG: come giocherebbe?

L’ipotesi della cessione di Mbappè ha un senso anche a livello tecnico: il francese è un attaccante relativamente simile a Messi (non è, per intenderci, una prima punta di peso come Icardi o Kean). Considerando anche Neymar, è difficile immaginare un modo per farli coesistere tutti e tre in campo con l’aggiunta di un centravanti.

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Fonte Immagine: @neymarjrpr (Instagram)

Il ruolo che andrebbe a rivestire Messi è un altro aspetto del suo possibile trasferimento, reso anche più complicato dal fatto che il PSG ha da poco cambiato allenatore, licenziando Thoms Tuchel e prendendo al suo posto Mauricio Pochettino (argentino come Messi). Finora, la squadra ha tendenzialmente giocato con un attacco a tre, due punte esterne rapide e tecniche (Neymar e Mbappè) e una centrale forte fisicamente (Kean). È ancora presto per dire come si schiererà Pochettino, ma nell’esordio di mercoledì ha riproposto questo scherma, sostituendo l’indisponibile Neymar con Di Maria.

Messi, in carriera, ha rivestito un po’ tutti i ruoli in attacco: ha iniziato come ala, poi è diventato un falso 9, e spesso lo abbiamo visto anche giocare trequartista puro. Nel primo caso, il PSG si ritroverebbe con cinque attaccanti esterni (oltre a quelli già citati, ci sono Draxler e Sarabia), e quindi almeno uno di troppo. Nel secondo e nel terzo, dovrebbe cambiare il sistema di gioco, e ancora potrebbe diventare necessaria qualche altra cessione.

Le prospettive di mercato del PSG

A margine di tutto questo, bisogna tenere presente un punto: tra Messi e il Paris Saint-Germain non c’è ancora stato nessun contatto. Teoricamente il giocatore è libero di iniziare a trattare con altri club, ma un mese fa Leonardo, il direttore sportivo dei francesi, diceva che non era il momento di parlarne. Più di recente, Pochettino ha detto che lui è pronto ad accogliere qualunque grande giocatore, ma anche che è un argomento di cui non si è ancora parlato in società.

Il PSG ha già un importante obiettivo, secondo quando dicono gli esperti di calciomercato, per questa sessione di acquisti di gennaio, ed è Christian Eriksen, centrocampista dell’Inter in rotta con Antonio Conte, e che Pochettino ha avuto al Tottenham, nel periodo d’oro della carriera del danese. Eriksen è un acquisto che si può concludere in breve tempo a prezzo abbastanza contenuto: 9 milioni di euro d’ingaggio complessivo; l’Inter lo ha pagato 27 milioni in epoca pre-pandemia, e il suo valore nel frattempo potrebbe essere calato a causa delle poche partite giocate. Più giovane di Messi (ha 28 anni), è un trequartista, quindi andrebbe ad occupare una zona del campo simile a quella dell’argentino.

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Fonte Immagine: @semprefutebol (Instagram)

Inoltre, il club francese si ritrova con altri probemi in rosa. In estate è stata conclusa la trattativa da 50 milioni con l’Inter per il centravanti Mauro Icardi (un giocatore che guadagna 5,7 milioni a stagione), che però ora si ritrova ai margini della squadra, avendo giocato appena 5 partite e riducendosi a essere la riserva di Moise Kean (che, invece, sta andando molto bene).

Se l’attaccante italiano dovesse continuare a giocare così, il PSG potrebbe pensare di riscattarlo a fine stagione (è in prestito dall’Everton). La stessa decisione potrebbe essere presa per gli altri due giocatori attualmente in prestito a Parigi, Alessandro Florenzi e Danilo Pereira, che stanno trovando spazio e fiducia. Se queste operazioni verranno concluse, in base alle valutazioni di Transfermarkt il PSG arriverebbe a spendere 57 milioni la prossima estate solo per confermare la rosa attuale. In quest’ottica, arrivare a Messi non sarebbe poi così semplice.

Nonostante questo, una nuova ipotesi di fantamercato sta circolando in Spagna: il capitano del Real Madrid Sergio Ramos, un difensore di 34 anni e oltre 16 milioni d’ingaggio, non avrebbe intenzione di rinnovare con i Blancos e accetterebbe un’offerta del PSG per giocare accanto a Messi e Neymar. Altre voci ancora parlano dei possibili arrivi di due pupilli di Pochettino, il portiere francese Hugo Lloris (34 anni e 5 milioni di stipendio) e il centrocampista inglese Dele Alli (24 anni e 3 milioni di stipendio), entrambi oggi al Tottenham.

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Valerio Moggia
Valerio Moggia
Nato a Novara nel 1989, è il curatore del blog Pallonate in Faccia, ha scritto per Vice Italia e Rivista Undici, e collabora con la rivista digitale Linea Mediana.

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