Meteora in Italia, decisivo in Libertadores: la seconda vita di Mastriani

Un passato tra Parma e Crotone, un presente da protagonista in Libertadores: il Barcelona si gode Mastriani, ex meteora del calcio italiano

La Copa Libertadores 2021 entra nel vivo. Come spesso accade, ogni edizione riserva almeno una sorpresa: quest’anno è toccato al Barcelona di Guayaquil rovinare i piani dei club brasiliani, che per poco non riuscivano a egemonizzare l’intero tabellone delle semifinali.

A rendere amara la serata del Fluminense, che già sognava un derby ad alto tasso di tensione contro il Flamengo, ci ha pensato Gonzalo Mastriani, centravanti uruguayano dei Toreros che, nel primo tempo, ha sfruttato un grande assist di Hoyos regalando di fatto il passaggio del turno alla squadra di Bustos.

Mastriani e Italia, una parentesi da dimenticare

Forse molti non se lo ricordano, ma Mastriani qualche anno fa aveva collezionato anche un paio di passaggi fugaci in Italia. Infatti, nell’estate del 2013 fu il Parma a prelevarlo dal Club Atletico Cerro dopo che lo stesso centravanti si era messo in evidenza per le tante reti segnate in Uruguay e con la nazionale under 20.

In realtà, Mastriani in Italia faticherà a imporsi: dopo una stagione passata con i Ducali e zero presenze accumulate, il club prova a mandarlo in prestito al Crotone, in Serie B, ma il risultato non cambia. Al termine del campionato il classe 1993 totalizzerà solo 5 spezzoni per un totale di 145 minuti totali.

Poca roba, veramente, tanto che il Parma non ha intenzione di puntarci su e, fino alla fine del contratto, decide di mandarlo in giro cercando di trovargli una sistemazione. Prima l’attaccante finisce in Slovenia, poi in Portogallo e infine in Messico. In mezzo un paio di esperienze in patria, senza fortuna.

Il rilancio in Ecuador

Nel frattempo Mastriani si svincola dal Parma e torna in Uruguay, firmando con il Boston River. Il club di Montevideo, gestito da un fondo di investimento, lo dirotta al Sud America e poi lo riporta a casa. Nonostante i numeri offensivi siano sempre bassi, nel 2019 il ragazzo di barrio Florida svolta con l’approdo in Ecuador.

Il Guayaquil City lo acquista per pochi spiccioli e Mastriani risponde molto bene: 14 gol alla prima stagione, 11 la seconda, 0 la terza perché nel frattempo il Barcelona, alla ricerca di un numero nove, lo intercetta prima che Emelec e LDU Quito ci mettano le mani su.

“Giocare qui è una responsabilità – ha detto in una intervista – all’inizio ho avuto difficoltà, ma poi parlando col mister ho capito cosa voleva da me e col lavoro mi sono ritagliato uno spazio”.

 

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Obiettivi ambiziosi

Mastriani ora è una delle stelle del Barcelona, tra le squadre più interessanti e moderne dell’intero continente sudamericano: “Si parla molto di noi perché abbiamo fatto un’impresa-  ha detto dopo l’eliminazione inflitta al Fluminense – dobbiamo rimanere umili ma consapevoli della nostra forza”.

Numero 9 sulle spalle, pietra angolare dei Toreros, l’uruguayano è il vertice perfetto del 4-2-3-1 a trazione anteriore studiato da Bustos, capace di valorizzarne le doti chiedendogli efficacia nell’ultimo terzo di campo.

Una rinascita, una sorta di seconda giovinezza per un ragazzo che, tanto tempo fa, provò a imporsi in Italia senza fortuna. Ora ha trovato la sua dimensione e può continuare a sognare, assieme al Barcelona e a un intero popolo che a livello internazionale non ha mai festeggiato nulla.

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Andrea Bracco
Andrea Bracco
Cuneese, ha fondato il primo sito di calcio sudamericano in Italia e collaborato con diverse realtà editoriali di importanza nazionale, come Ultimo Uomo e Rivista Undici. Liga e Sudamerica le sue stelle polari, il calcio minore la sua debolezza.

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