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Fonte Immagine: @olympiquedemarseille (Instagram)

Il Marsiglia pareva in grado di lottare seriamente per lo scudetto, quest’anno, ma in un mese è precipitato in classifica e tutti i nodi di una società in crisi sono venuti al pettine.

Il 14 dicembre, al termine della quattordicesima giornata di Ligue 1 – in cui aveva sconfitto il Monaco con reti di Thauvin e Benedetto – l’Olympique Marsiglia si trovava quarto in classifica a soli due punti dalla vetta e con due partite da recuperare: la possibilità di conquistare il primo posto in solitaria, un evento più unico che raro nell’ultimo decennio, era a portata di mano. Oggi, che le giornate disputate sono ventuno, l’OM è sesto; è rimasta una sola partita in arretrato, ma i punti di ritardo sono diventati tredici.

A metà dicembre, il Marsiglia si ritrova ancora una volta con la consapevolezza di aver gettato al vento una stagione, complice anche l’ultimo posto nell’abbordabile girone di Champions con City, Porto e Olympiakos. Cosa è successo ai biancazzurri?

Una stagione di alti e bassi

All’inizio della stagione, i motivi per essere fiduciosi erano molti: dall’arrivo in panchina di Villas Boas, nella scorsa stagione, la squadra sembrava aver trovato una propria identità tattica, chiudendo al secondo posto dietro il PSG. All’inizio di quest’annata, l’OM aveva ottenuto una clamorosa vittoria al Parco dei Principi e, dopo un passo falso col St. Etienne, aveva inanellato una serie di risultati utili durata nove partite, fino alla nuova sconfitta a Rennes il 16 dicembre.

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Da allora, è arrivata una sola vittoria e la vendetta dei parigini in Supercoppa; il morale della squadra pare a terra e le proteste dei tifosi fuori dallo stadio sono divenute ricorrenti. Sabato, il Marsiglia è caduto al Velodrome contro il Nimes terzultimo, e i giocatori si sono presi una pesantissima sfuriata negli spogliatoi da parte del presidente Eyraud, che secondo la stampa francese potrebbe aver anche peggiorato gli animi.

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Al punto che Villas-Boas ha minacciato le dimissioni immediate. Non è la prima volta che succede: il portoghese voleva lasciare la squadra già in estate, non soddisfatto delle prospettive della società, ma i giocatori lo avevano convinto a restare.

Tutto quello che non funziona al Marsiglia

Il problema principale consiste nell’improvviso calo di rendimento delle stelle della squadra, tanto decisive nell’avvio di stagione. Se per Payet e Mandanda si può parlare del peso degli anni che avanza inesorabile, più grave è stato il progressivo eclissarsi di Florian Thauvin, che viene accusato di avere ormai la testa altrove: il suo nome è sui taccuini dei principali club europei, con un contratto in scadenza a giugno. E come lui, anche Germain e Amavi rischiano di partire a costo zero tra cinque mesi.

Dei giovani, solo il mediano Boubacar Kamara si sta dimostrando all’altezza delle aspettative. Di certo, la speranza del Marsiglia era che Dimitri Payet continuasse a offrire un rendimento costante ancora per un po’, così da dare tempo e modo alla 18enne promessa Luis Henrique di ambientarsi in Europa.

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Questo non sta succedendo, ma soprattutto il Marsiglia sconta le conseguenze di un mercato estivo pieno di errori e falle. La perdita di Bouna Sarr, ceduto al Bayern Monaco, ha aperto un vuoto nel ruolo di terzino destro che Sakai non è mai stato in grado di colmare, tanto che pochi giorni fa è stato preso Lirola in prestito dalla Fiorentina. A gennaio è partito, sempre in prestito, Kevin Strootman, arrivato in Provenza due anni fa per 25 milioni e con un contratto fuori scala per quello che, poi, è stato il suo rendimento.

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L’orizzonte dell’OM

Al momento, sono due le questione a tenere banco in casa Marsiglia. La prima riguarda il possibile arrivo di Arkadiusz Milik dal Napoli: a Villas-Boas serve disperatamente una prima punta di peso, perché Germain e Benedetto hanno fatto appena 7 gol in due, e i biancazzurri sono l’undicesimo attacco della Ligue 1.

La seconda ruota attorno a Thauvin e, in generale, al futuro del club: in estate si rischia di perdere alcuni importanti giocatori senza vedere un euro, in più continuare a chiedere a Payet (34 anni a marzo) di andare avanti a tirare la carretta diventa sempre meno proponibile. Eyraud non è un presidente con cui è facile trattare, e ha già fatto presente agli stranieri della rosa che, se entro l’estate non avranno imparato a parlare in francese, saranno ceduti. Non è difficile immaginare che Villas-Boas, tra qualche mese, potrebbe di nuovo minacciare le dimissioni.

Mercoledì 20 gennaio, l’OM ha recuperato la sfida interna col Lens, perdendo, e pochi giorni dopo ha subito un’altra sconfitta in trasferta contro il Monaco. Con un solo match da recuperare, contro un Nizza che non è ancora uscito dalla crisi, i provenzali possono giusto riavvicinarsi al Rennes quinto e tornare a meno dieci della vetta: per l’Europa League serve il quarto posto, al momento distante sette punti.

Un futuro tutt’altro che roseo, quindi, a cui si aggiunge la necessità di fare mercato per supplire alla partenza di Morgan Sanson, passato all’Aston Villa per 16 milioni di euro. Gli ultimi risultati hanno infine messo in crisi la solidità della panchina di Villas-Boas, con Movistar e As che hanno già preannunciato il suo licenziamento e i contatti del Marsiglia con l’ex-tecnico del Barcellona Ernesto Valverde.

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