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Mario Pasalic: il rientro del pupillo di Gasperini

Mario Pasalic è ormai rientrato dall’infortunio. Nella partita di mercoledì contro il Napoli ha festeggiato la centesima presenza con la maglia dell’Atalanta, ed è pronto a riprendersi il posto da titolare che manca dallo scorso novembre. 

Un’operazione per pubalgia e 16 gare più tardi, Pasalic torna finalmente a disposizione di Gasperini. Ma che concorrenza troverà sulla trequarti? 

Pasalic e i momenti top  

Sei mesi fa scrivevamo così di Mario Pasalic: “Con una tripletta, Mario Pasalic si è portato a casa il pallone della partita, imponendosi ancora una volta come uno dei centrocampisti più decisivi di tutta la Serie A.” 

Era il 15 luglio e l’Atalanta aveva appena schiantato 6-2 il Brescia nel derby lombardo d’estate portandosi a -6 dalla Juventus capolista. Pasalic in quei novanta minuti segnò una tripletta certificando il suo status di imprescindibile per Gasperini. 

Pochi giorni prima, inoltre, il presidente Percassi aveva sciolto le riserve acquistandolo a titolo definitivo dal Chelsea per 20 milioni di euro dopo due stagioni in prestito. 

Dopo i 12 gol e i 7 assist della stagione precedente, l’inizio di quella attuale aveva confermato la sua importanza nello scacchiere nerazzurro: 8 gare giocate, 6 da titolare con 1 gol e 1 assist messi a referto nella gara contro il Cagliari. 

Poi il momento più complicato, coinciso con l’arrivo della pubalgia e l’operazione di inizio dicembre. Da quel momento il classe ’95 di Mainz ha saltato un totale di 16 gare (11 in Serie A, 3 in Champions League e 2 in Coppa Italia) sparendo dai radar per un po’. 

La rinascita in vista del finale di stagione

Il DG dell’Atalanta Umberto Marino si era espresso così all’inizio di gennaio: “I nostri acquisti saranno i rientri dagli infortuni. Aspettiamo Pasalic e Caldara che per noi sono fondamentali.” 

Ed ecco il rientro: 31 gennaio, ultima partita prima della fine del mercato. Mario Pasalic entra in campo nel secondo tempo e segna il gol dell’1-2 provvisorio (la gara finirà 1-3 per la Lazio) al minuto 79. 

Un primo lampo, consistente nell’inserimento al centro dell’area dalla posizione a lui più congeniale – quella da trequartista – a raccogliere il pallone respinto dal palo sul tiro di Luis Muriel. 

La risalita non si arresta qui però: ieri sera, nella gara di andata valida per le semifinali di Coppa Italia, Gasperini gli riserva 17 minuti per celebrare la sua centesima presenza con l’Atalanta. Un traguardo importante per il croato, che in maglia nerazzurra ha segnato 22 gol e fornito un totale di 15 assist. 

La concorrenza

Ora bisognerà capire come inserirlo con più continuità in un ingranaggio che sta dimostrando di saper fare a meno anche del Papu Gomez. Partito in direzione Siviglia, l’argentino ha lasciato un vuoto sulla trequarti che Pessina (sopratutto) e Miranchuk (meno) hanno colmato egregiamente. 

Soprattutto, l’ex centrocampista di Milan e Verona ha dimostrato di essere affidabile per Gasperini, mettendo insieme 18 presenze con 1 gol e 1 assist in pochi mesi. 

Pasalic prima dell’infortunio occupava più frequentemente il posto di centrale di centrocampo al fianco di uno tra De Roon e Freuler, ma vista l’assenza del Papu e la fiducia incondizionata che Gasperini nutre nei suoi confronti, sarà molto più probabile vederlo avanzato sulla trequarti, al fianco di Ilicic. 

La concorrenza con Pessina (e Miranchuk) sarà sicuramente positiva per la Dea, che nel prossimo mese giocherà otto partite, tra cui la semifinale di ritorno contro il Napoli e l’andata degli ottavi di finale contro il Real Madrid. 

In conferenza stampa Gasperini si è detto lieto del rientro dei giocatori, necessari ad avere possibilità di scelta e di rotazione in vista di un mese impegnativo. Pasalic si farà trovare pronto, un po’ come ha sempre fatto da quando veste la maglia dell’Atalanta. 

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Simone Mannarino
Simone Mannarino
Classe '94 e laureato in Storia all'Università Statale di Milano, ama il calcio in ogni sua forma ed espressione. Alla costante ricerca di storie da raccontare che permettano di andare oltre ciò che vediamo tutte le domeniche.

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