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Manchester United: I tifosi boicottano il merchandising

Il Manchester United è definitivamente nella bufera. Dopo le proteste che hanno anticipato la gara poi rimandata contro il Liverpool, un gruppo anonimo di tifosi ha iniziato il boicottaggio dei prodotti di merchandising del club.

200 milioni di sterline persi, questo è quanto riporta l’Observer riguardo l’accordo che Manchester United e THG avevano intenzione di far partire il prossimo 1 luglio in merito allo sponsor dei kit di allenamento. Una partnership che con i recenti sviluppi si è arenata violentemente. 

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Manchester United, ancora problemi

Nonostante il campo stia finalmente rispondendo presente dopo anni di assenze ingiustificate con la finale di Europa League da giocare e un secondo posto in Premier League da blindare nel corso di questa settimana, il Manchester United permane nella bufera.

Dopo gli assalti alla casa di Ed Woodward nello scorso gennaio e le proteste riguardo la Superlega, i tifosi dei Red Devils sono tornati a farsi sentire la scorsa domenica, 3 maggio, in occasione della gara contro il Liverpool. 

Alle proteste è seguita una lettera indirizzata a Joel Glazer, vicepresidente del club, in cui i tifosi spiegavano i motivi delle loro proteste, sottolineando come i 487 milioni di sterline di debiti che la società ha accumulato siano solo una minima parte di una gestione fallimentare a livello economico e sportivo. 

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Questioni di sponsor

Se tutto questo non bastasse, un gruppo anonimo chiamatosi NOTAPENNYMORE ha inviato un’altra lettera ai vari brand che collaborano con il Manchester United – tra cui adidas, THG e Cadbury – in cui si esplicitava l’intenzione di non contribuire più alla diffusione del merchandising della squadra per dare ancor più forza alle proteste. 

Questa lettera – e l’effettiva attuazione di tale intenzione – ha avuto l’effetto immediato di portare The Hut Group a distanza di sicurezza dall’accordo estivo con lo United. 

Dieci anni di sponsorship riguardanti i completi di allenamento, in sostituzione del vecchio sponsor AON, congelati in attesa che la situazione si sblocchi. La compagnia THG, molto forte in Inghilterra e con store anche nell’aeroporto di Manchester, ha intenzione di approfondire la questione prima di legarsi per una decade a un club i cui tifosi non intendono comprare il merchandising. 

In merito a questo, sia lo United – nella persona di Richard Arnold Group managing director – sia THG hanno preferito non commentare, assicurando però che le consultazioni sono tutt’ora in corso e che l’affare non è naufragato del tutto. 

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Ci perdono tutti

Questa l’ennesima situazione pericolosa che lo United sta affrontando nel corso di queste ultime stagioni. Dopo il terremoto Superlega infatti, lo scontro con i tifosi si è fatto più cruento e fisico, rendendo mondiale una questione che inizialmente sembrava limitata alle mura di Manchester.

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Con una finale di Europa League da giocare e con una campagna acquisti da programmare per l’estate in arrivo, i 200 milioni di sterline congelati dalla situazione attuale non aiutano una società che da tempo ha un piede fuori da Old Trafford. 

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Fonte: @IsaacWaihenya (Twitter)

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Simone Mannarino
Classe '94 e laureato in Storia all'Università Statale di Milano, ama il calcio in ogni sua forma ed espressione. Alla costante ricerca di storie da raccontare che permettano di andare oltre ciò che vediamo tutte le domeniche.

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