Liga
Fonte immagine: profilo Ig @LuisSuarez

Luis Suarez e l’Atletico Madrid stanno dominando la Liga. A sette anni di distanza dall’ultima volta, l’ex fuoriclasse del Barcellona sta guidando la squadra di Simeone verso il titolo. 

58 punti in 24 partite, 16 gol in 21 gare: questo il tabellino che Luis Suarez e l’Atletico sono riusciti a far incidere sulle classifiche della Liga in questi primi sei mesi insieme. 

Luis Suarez Colchoneros 

“Non capisco come si possano essere lasciati sfuggire Suarez, è fortissimo. Per Messi? Le porte a Madrid sono aperte.”

Riassumendo le parole di Joaquin Correa, attaccante dell’Atletico ed ex obbiettivo di mercato delle grandi della Serie A, sembrerebbe che a Madrid non si siano ancora resi conto di come il Barcellona abbia scelto di privarsi di Luis Suarez. 

Il 23 settembre scorso veniva ufficializzato il trasferimento dell’uruguaiano per soli 6 milioni di euro dalla Catalogna alla Castilla, nemici giurati per più di mezzo millennio che a causa delle fatiche societarie blaugrana hanno trovato una soluzione che andasse bene a tutti. 

Suarez passa all’Atletico dopo sei anni a Barcellona, e all’esordio segna subito due gol. L’avversario è il Granada e al Wanda Metropolitano l’Atletico lancia un segnale chiaro di come sarebbe andata la Liga nei mesi successivi: sei gol segnati, di cui due dell’esordiente Luis Suarez (che fornisce anche un assist) e vittoria importante alla prima gara stagionale. 

Da allora sono 16 i gol nelle 21 partite di Liga giocate – che diventano 26 se aggiungiamo le cinque presenze in Champions League – che gli valgono il secondo posto nella classifica di Pichichi di questa stagione davanti a Gerard Moreno del Villarreal (14) e dietro proprio al suo amico ed ex compagno Leo Messi (19). 

Il dato sorprendente, oltre alla terrificante media gol di una rete ogni 101 minuti in Liga, è il record infranto da parte di Suarez detenuto fino a una settimana fa da Cristiano Ronaldo. Nessuno, prima di Luis Suarez, si era spinto fino a 16 marcature nelle prime 17 gare: CR7 ne aveva segnati 15.

 

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Atletico Madrid come Cerbero 

Simeone, Suarez e Oblak: ecco le tre teste di un Atletico Madrid mai così dominante negli ultimi sette anni. Cinquanta punti dopo diciannove giornate erano stati registrati dalle parti del Calderon nella stagione del titolo: allora, appaiati in testa alla classifica c’erano il Barcellona di Suarez e Messi, e l’Atletico di Griezmann, entrambe con 50 punti conquistati. 

Oggi l’Atletico ha fatto ancor di più: 58 punti in 24 gare, con cinque punti di distacco dal Barcellona (che ha una partita in più) e sei sul Real con lo stesso numero di partite. Addirittura sono 17 i punti di vantaggio sul quinto posto, dove la Real Sociedad staziona con 24 partite giocate. 

In difesa sono solo 16 i gol subiti e 13 le reti inviolate: miglior dato in Europa, dietro solo al PSG (16) e al Manchester City (15). Mentre in attacco sono 47 i gol segnati, di cui 16 vengono proprio dall’attaccante uruguaiano che in estate chiedeva a gran voce di rimanere al Barcellona. 

Simeone, terza testa del Cerbero di Madrid, mantiene la propria leadership all’interno dello spogliatoio dopo un paio di stagioni complicate: il terzo posto dell’anno scorso a -17 punti dal Real non venne accetto di buon grado tra i tifosi, così come i due secondi posti delle stagioni precedenti. 

Ora, con Luis Suarez in formato Barcellona e un Joao Felix finalmente decisivo (21 partite con 7 gol e 5 assist in Liga), il Cholo si può godere la vetta della classifica, progettando il girone di ritorno. 

Una stagione inaspettata? 

Ma torniamo a Suarez e a come l’arrivo all’Atletico abbia di fatto cambiato le carte in tavola della sua carriera dopo una stagione resa difficile a causa di una brutta operazione al ginocchio. Alla fine dello scorso anno, complice la situazione ingarbugliata che tuttora si estende nelle viscere del Camp Nou, Luis Suarez venne visto più come un peso che come un pilastro da cui ripartire dopo il fallimento in Liga e in Champions League. 

I 21 gol segnati e i 12 assist forniti nelle 36 presenze stagionali non furono abbastanza per meritarsi la conferma al fianco di Leo Messi – che tra l’altro era sul punto di andar via – avverando il trasferimento a Madrid. 

Forse solo Simeone credeva davvero alla rinascita di Luis Suarez, giocatore in grado di segnare 419 gol in 646 gare giocate con i club di cui ha vestito le maglie: l’Atletico ripartiva dall’uruguaiano, dalla sua esperienza e dalla sua voglia di rivincita per puntare forte alla vittoria della Liga. 

Quanto è successo dopo è solo la logica conseguenza di un’azione pensata, elaborata e congegnata da due uomini mossi dal desiderio di vittoria. Simeone e Suarez si sono capiti al volo, e Luis Suarez ha ripagato al volo la fiducia: 10 gol al Wanda metropolitano, 6 in trasferta e 5 gol decisivi per portare in dote quattro vittorie contro Getafe, Alaves, Eibar e Cadice. 

Ora, con una partita da recuperare rispetto al Real Madrid ma una in meno del Barcellona, l’Atletico deve ritrovare la direttrice nei risultati in modo da rimettere distanza tra lei e le inseguitrici. Una realtà solida, che Simeone ha voluto proteggere e perpetuare nonostante le difficoltà delle stagioni passate, e che oggi può schierare uno dei migliori centravanti del panorama internazionale. 

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