Vazquez
Fonte: Twitter @realmadridnote

Come ormai noto, in settimana il Real Madrid ha avuto la meglio sull’Inter, con il risultato di 3-2 per i Blancos. Una buona fetta nel grafico meritocratico di questa vittoria, senza dubbio, va consegnata nelle mani di Lucas Vazquez, reinventato ed arretrato a terzino da Zinedine Zidane vista la mancanza di alternative valide sull’out di destra, al fianco di Raphael Varane. Il sacrificio dell’iberico, nato esterno offensivo, non è però una novità, non solo in questa stagione.

Young arginato

Nella sfida settimanale in Champions League, di fronte all’indubbiamente più esperto Ashley Young, dalla parabola simile a quella dell’avversario spagnolo, vista la sua nascita in fase offensiva, Lucas Vazquez si è dimostrato determinante nell’arginarlo. In alcune occasioni, però, è importante sottolineare come Ivan Perisic (comprensibilmente) gli abbia reso la vita difficile. Sulla rete del croato, la copertura dell’iberico non è stata delle migliori.

Vazquez
Fonte: Twitter @TheRMadridTV

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L’analisi dello stesso Vazquez, a fine partita, denota una preparazione tecnico-tattica notevole da parte del diretto interessato:

tutti sapevamo che sarebbe stato complicato, l’Inter è un avversario tosto che non avrebbe reso le cose facili per noi. Loro usano benissimo le loro armi, volevamo pressare per rubare palla nella metà campo avversaria ed è stato complicato. L’Inter ha qualità ed è uscita fuori. oggi abbiamo vinto una finale e ne abbiamo ancora tre.

Soffermandosi su quel “volevamo pressare per rubare palla nella metà campo avversaria”, è chiaro come Zinedine Zidane abbia chiesto a suoi di spingere in avanti per arginare la manovra di gioco degli uomini di Antonio Conte. Inoltre, ben prima delle reti di Benzema e Sergio Ramos, che hanno portato momentaneamente il Real Madrid in vantaggio 2-0, Vazquez è stata una mina vagante a ridosso dell’area avversaria.

In determinate occasioni, infatti, ha ricordato proprio la propensione a spingersi in avanti del compagno di spogliatoio Carvajal, padrone di quella fascia in pianta stabile ormai dal 2013. Manca l’approccio difensivo del connazionale, ma con il tempo, se il numero 17 dovesse rimanere un’alternativa come terzino destro, potrebbe arrivare.

Vazquez, non è la prima volta

In quest’avvio stagione, Dani Carvajal ed Alvaro Odriozola, reduce dal prestito al Bayern Monaco, dove ha vinto una Champions League dalla panchina, si sono fermati più volte in infermeria. Con la cessione di Hakimi ai nerazzurri, l’unica alternativa sembrava Nacho Fernandez, ma anche il numero 5 delle Merengues ha dovuto dare forfait dopo l’infortunio occorsogli durante il Clásico contro il Barcellona al Camp Nou.

Da quel momento, dunque, il tecnico francese non ha potuto fare a meno che confermare la titolarità di Lucas Vazquez, che nelle due sfide di Champions League contro Borussia Mönchengladbach ed Inter è partito nella retroguardia davanti a Courtois. Anche in campionato, però, si è mostrato valido sulla fascia difensiva, nel 4-1 contro l’Huesca: l’assist per il gol del momentaneo 2-0 firmato Karim Benzema, infatti, porta la sua firma.

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Nel resto della sua carriera con i Blancos, Vazquez è stato schierato sull’out arretrato di destra solamente in 11 occasioni tra Champions League, Liga e Copa del Rey. Nessuna rete per i suoi in queste partite, ma, come anticipato in precedenza, la possibilità di rendersi al contempo pericoloso in fase offensiva. Questa dote, i numeri lo dimostrano, non gli è mai mancata. Ne sai qualcosa il Valencia, avversario odierno in Liga per le Merengues:

Stasera, dunque, il Real Madrid torna a giocare in campionato, in casa di un Valencia condizionato dalle esigue risorse economiche nelle casse societarie. I risultati dei Blanquinegres, 13esimi in campionato, ne risentono, ma attenzione alle mine vaganti. Per Lucas Vazquez due ospiti temibili come Gaya e Gonçalo Guedes: l’ennesimo banco di prova per l’inedito terzino destro nell’undici dei Blancos.