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La Liga NOS portoghese sta per essere riformata

Secondo Diario Record, la federazione portoghese starebbe pensando a un cambio di format della Liga NOS da completare entro la stagione 2022/23. Che cosa prevede?

La Liga NOS portoghese medita un altro cambio strutturale. Alla fine della stagione, quindi a giochi fatti e retrocessioni stabilite, la federazione si riunirà per decidere una modifica al format del campionato della massima divisione lusitana. La proposta, secondo Diario Record, sarebbe stata avanzata direttamente dal presidente della lega Pedro Proença e prevederebbe la riduzione delle squadre partecipanti alla Liga NOS.

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Dalle 18 attuale si passerebbe a 16, con il 2022 come deadline definitiva per compiere il definitivo cambio e presentarsi, nell’estate pre Qatar, con un campionato più snello e competitivo. D’altronde, in questi anni il Portogallo ha dimostrato di non poter reggere una manifestazione da 34 giornate complessive e, di conseguenza, il taglio – vedendo come stanno oggi le cose – sembrerebbe estremamente necessario.

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Liga NOS ridotta: l’assemblea vota

Perché passi la proposta di Proença, abbastanza deciso a far sì che la Liga NOS riduca il numero di squadre, servirà una votazione in assemblea, evento che come detto verrà programmato a bocce ferme e nel quale dovrà emergere una maggioranza. Secondo fonti portoghesi, le grandi del calcio lusitano appoggerebbero il cambio per convenienza – avrebbero più tempo per dedicarsi all’Europa – per avere meno partite di campionato e fronteggiare quindi meglio gli altri impegni.

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Infatti, il Portogallo ha anche due coppe nazionali che portano via un sacco di weekend, forze ed energie. A cascata, verrebbero modificati anche i criteri di promozione e retrocessione dalla e per la seconda divisione, modificati solo qualche anno fa per fare fronte al caso Boavista. Possibile l’introduzione di un altro playoff e comunque, nel caso passasse la linea Proença, la prossima Liga NOS dovrà essere un campionato con quattro retrocessioni e due sole promozioni.

liga nos
Fonte immagine: @boavistafutebolclube (Instagram)

Il caso Boavista

La Liga NOS è passata a 18 squadre nella stagione 2013/14 in seguito al ripescaggio del Boavista. Infatti, il club con sede in un distretto di Oporto, aveva vinto il ricorso presentato per una sentenza di quasi dieci anni prima, quando nell’inchiesta Apito de ouro – letteralmente, “fischietto d’oro” – si era scatenato uno degli scandali più clamorosi di corruzione applicato al calcio portoghese.

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A farne le spese furono inizialmente il Porto – l’ex moglie di Pinto da Costa, Carolina Salgado, riferì di una presunta combine per un match contro l’Estrela Amadora, accuse poi cadute in secondo grado – e all’interno delle intercettazioni venne fuori anche il nome della famiglia Loureiro, allora proprietaria del Boavista, coinvolta secondo le indagini in traffici illeciti in occasione della partita tra lo stesso Porto e il Beira Mar.

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Mentre Pinto da Costa se la cavò con una multa e sei punti di penalizzazione per la squadra, il Boavista nel 2008 venne retrocesso in seconda divisione. Una volta vinto il ricorso il club, che a inizio degli anni Novanta sfidò anche l’Inter in Coppa UEFA, ha chiesto e ottenuto un ripescaggio praticamente scontato, ma la federazione non poteva mantenere una Liga NOS con 17 squadre e allora decise di allargarla. Una situazione oggi non più sostenibile della quale, paradossalmente, potrebbe farne le spese proprio il Boavista, attuale fanalino di coda del campionato.

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Andrea Bracco
Cuneese, ha fondato il primo sito di calcio sudamericano in Italia e collaborato con diverse realtà editoriali di importanza nazionale, come Ultimo Uomo e Rivista Undici. Liga e Sudamerica le sue stelle polari, il calcio minore la sua debolezza.

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