Immortale Kazu Miura: a 54 anni, nuovo rinnovo a Yokohama

Kazu Miura compirà tra poco 54 anni, ma ha scelto di prolungare ancora una volta il suo contratto con lo Yokoham FC: l’ex-attaccante del Genoa rinuncia ancora una volta al ritiro, portando avanti la sua immagine di mascotte del calcio nipponico.

Il record vero e proprio lo ha battuto nel 2018; adesso sta solo rifinendolo, come fanno gli artisti. Kazuyoshi Miura è il più vecchio giocatore in attività e il più longevo della storia: il 26 febbraio, le candeline sulla torta saranno 54, ma l’attaccante giapponese ex-Genoa ha deciso di prolungare ulteriormente il suo contratto con lo Yokohama FC.

La sua è la storia di un campione inossidabile, della stessa generazione di Roberto Baggio (che, però, si è ritirato nel lontano 2004), diventato un simbolo del calcio in Giappone fin da quand’era un ragazzino. Oggi, nonostante l’età, il suo ruolo è simbolicamente quello del portastendardo del calcio nipponico a livello globale.

Il nuovo contratto e i record

Nel 2018, Kazu Miura superava il record di anzianità di Kevin Poole, portiere ex-Leicester City, ritiratosi nel 2014 a 51 anni, e da allora non si è più fermato. Da qualche anno, ormai, gennaio è diventato il mese in cui il suo nome torna a riempire le pagine web e cartacee di mezzo mondo, con l’annuncio di un nuovo contratto.

Anche questa volta si tratta di un prolungamento di un anno, che per Miura significa un’altra stagione nella massima serie nipponica, la 16a con lo Yokohama FC e la 36a della sua infinita carriera. Questo nonostante le sue prestazioni si siano logicamente molto ridotte di incisività e minutaggio negli ultimi anni (appena 67 minuti in campionato, nella scorsa stagione), restando comunque eccezionali in rapporto all’età dell’attaccante.

Il giapponese detiene anche il record del più anziano marcatore della storia del calcio professionistico, stabilito nel marzo 2017 con la rete al Thespakusatsu Gunma (che poi è anche la sua ultima in carriera) a 50 anni da poco compiuti, superando così il leggendario Bill Meredith, 49enne bomber del Manchester City in un match di FA Cup del 1924.

Il mito Kazu Miura

King Kazu, sono soliti chiamarlo i tifosi. Cresce in una famiglia complicata, a causa dei rapporti del padre con la criminalità organizzata, e si dedica al calcio seguendo l’esempio del fratello maggiore Yasutoshi (che, per la cronaca, si è ritirato nel 2003), venendo subito riconosciuto come un talento eccezionale. Tanto che a 15 anni decide di lasciare da solo il Giappone per compiere un viaggio “di studio” in Brasile, dove resterà fino al 1990 giocando per vari club, tra cui il mitico Santos.

Dopo il ritorno in patria, la sua fama cresce e nel 1993, a 26 anni, vince il Pallone d’Oro asiatico, dopo aver trascinato la Nazionale al titolo continentale. Si trattava del primo grande trofeo della storia del Giappone, un decisivo punto di partenza che avrebbe portato i Samurai, negli anni successivi, a diventare una presenza fissa ai Mondiali (a cui, però, Miura non parteciperà mai per dei conflitti con i vari ct).

In Italia lo conosciamo soprattutto per essere stato il primo calciatore asiatico in Serie A, approdando nel 1994 al Genoa (anche se non fu, come alcuni erroneamente pensano, il primo in Europa: nel 1977 fu anticipato dal connazionale Yasuhiko Okudera, al Colonia). Segnò anche un gol, nel derby contro la Sampdoria, ma rimase in Italia solo quella stagione. Nel 1999 visse una seconda avventura europea, andando a giocare nel Croazia Zagabria.

Dal 2005, fatta salva una breve esperienza in prestito in Australia, Miura gioca allo Yokohama FC. Ad oggi, ha disputato 288 incontri con il club, segando 27 reti; non una squadra di primo piano, ma una in cui può ancora mettersi in mostra: nel 2019, lo Yokohama FC è riuscito a ottenere la promozione in J1 League, dove Miura è così tornato a giocare dopo tredici anni, mettendo assieme 6 presenze tra campionato e coppa nazionale.

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