Cos’è la “carta segreta” di Ronaldo? Nuova perquisizione per la Juventus

La Juventus resta nel mirino della Procura di Torino per il caso plusvalenze, e oggi c’è stata una nuova perquisizione negli uffici. Ecco che sta succedendo.

Nuova perquisizione negli uffici della Juventus, nell’ambito dell’inchiesta Prisma portata avanti dalla Procura di Torino, e che vede il club bianconero al centro di varie accuse che configurerebbero il reato di falso in bilancio.

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La notizia del supplemento d’indagine è stata comunicata dalla stessa Juventus poco prima della mezzanotte di giovedì 2 dicembre e riguarda in particolare la cessione di Cristiano Ronaldo, su cui i magistrati del capoluogo piemontese vogliono ottenere maggiori informazioni e verificare alcuni sospetti.

La carta “misteriosa” del caso Ronaldo

Sospetti dovuti in gran parte a quanto emesso dalle intercettazioni di alcuni dirigenti juventini: in una di esse il direttore sportivo Federico Cherubini e l’avvocato del club Cesare Gambasio parlano di una “famosa carta che non deve esistere teoricamente”.

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Federico Cherubini
Fonte: profilo Twitter @JuventusTV

Non è chiaro a cosa i due si riferiscano, ma questo documento, relativo alla cessione di Cristiano Ronaldo, interessa molto la Procura di Torino, al punto che si vocifera che il portoghese (o più probabilmente il suo procuratore Jorge Mendes) potrebbe essere convocato dai magistrati.

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La “famosa carta” dovrebbe essere una scrittura privata tra la Juventus e Ronaldo e potrebbe riguardare gli stipendi posticipati durante la pandemia o di una sorta di buonuscita. Ma alla Procura non interessa tanto il contenuto del documento, quanto il modo in cui è stato indicato nell’esercizio finanziario.

La Juventus e i motivi della nuova perquisizione

Ecco quindi il punto: scoprire in cosa consista questo documento misterioso, non ancora rinvenuto nelle indagini, per appurare se la Juventus ha fatto ricorso ad artifici contabili illegali per metterlo a bilancio. Da qui, il bisogno di nuove perquisizioni e sequestri negli uffici della società.

Nel frattempo, è anche emersa un più ampio testo dell’intercettazione, risalente al 23 settembre 2021, che ha fatto nascere i sospetti dei magistrati. A parlare è Gabasio, attualmente tra gli indagati, che dice a Cherubini: “Ti dico solo questo: ho fatto un discorso col Pres. Gli ho detto che io non arriverei a fare la causa contro di loro. Fede, ti spiego solo perché noi abbiamo quella carta lì che tecnicamente non deve esistere. Se salta fuori ci saltano tutti alla gola sul bilanci… i revisori e tutti… poi magari dobbiamo fare una transazione finta… Non arriverei all’estremo di fare una causa perché poi quella carta lì che loro devono tirare fuori non è che ci aiuti tanto a noi”.

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