Juventus, atti trasmessi a 6 procure: cosa succede ora

Juventus, prosegue l’indagine Prisma della Procura di Torino: oggi gli atti sono stati trasmessi ad altre 6 procure. Cosa significa e cosa può succedere adesso?

Una mossa attesa, ma non per questo meno importante. Nel tardo pomeriggio di oggi è stato rivelato che la Procura di Torino ha trasmesso ad altre 6 procure italiane gli atti dell’inchiesta Prisma, incentrata sulle plusvalenze e le possibili falsificazioni di bilancio della Juventus. Si tratta di una notizia che, pur non riguardando direttamente il club bianconero, potrebbe avere ripercussioni importanti per la Serie A e, in generale, il calcio italiano.

Juventus, inchiesta Prisma: cosa succede adesso

Innanzitutto, un piccolo ma doveroso recap: l’inchiesta Prisma è quella condotta dalla Procura di Torino, cioè dalla giustizia ordinaria (e non sportiva). Riguarda due principali filoni d’inchiesta: quello sulle plusvalenze del club bianconero, e quello sugli accordi con i giocatori per il differimento degli stipendi durante la prima fase della pandemia. Al momento, 12 dirigenti della Juventus all’epoca dei fatti – tra cui Andrea Agnelli – sono stati rinviati a giudizio. Il 27 marzo si terrà l’idienza preliminare del processo.

Come noto a tutti, il primo filone d’indagine riguarda valori presumibilmente gonfiati da parte della Juventus nello scambio di alcuni giocatori, e per questo motivo coinvolge anche altri club italiani. Sui quali però la Procura di Torino non ha competenza (può infatti indagare solo la Juve e il Torino, che però non risulta coinvolto nelle trattative prese in esame). Per questo motivo, gli atti relativi ad altri club che hanno operato scambi sospetti con i bianconeri sono stati trasmessi alle procure competenti.

Le informazioni diffuse oggi parlano di altre 6 procure, oltre a quella torinese, ma non è stato specificato quali, né si conoscono i dettagli di questi atti. È quindi difficile al momento dire con certezza cosa potrebbe accadere. Di sicuro, le procure che hanno ricevuto gli atti dell’inchiesta valuteranno se da essi sussistono abbastanza elementi per aprire nuove indagini sulle società in questione, al termine delle quali si potrebbe andare a processo.

Solo in questo modo le altre società coinvolte assieme alla Juventus potrebbero venire sanzionate a livello penale. Difficile dire cosa potrebbe accadere invece sul piano sportivo. Se le eventuali nuove indagini aperte in queste 6 procure faranno emergere elementi probanti contro i club accusati, potrebbero aprirsi nuovi procedimenti sportivi contro di essi.

Inchiesta Prisma: a quali procure sono stati trasmessi gli atti

Quali sono i club a rischio? Difficile dirlo, al momento, dato che non conosciamo a quali procure sono stati trasmessi gli atti. Ma un’idea può arrivare controllando l’elenco delle plusvalenze sospette della Juventus, guardando quali erano le altre società italiane coinvolte: Empoli, Genoa, Novara, Parma, Pisa, Pescara, Pro Vercelli e Sampdoria. 8 club, ma in realtà solo 7 procure coinvolte, dato che Genoa e Sampdoria rispondono entrambe a quella di Genova. L’altra esclusa potrebbe essere il Novara, che rispetto all’epoca contestata è fallito.

Perché tra queste società non c’è il Napoli? Semplice: perché il Napoli non ha fatto operazioni sospette con la Juventus, almeno per quanto ha potuto appurare la Procura di Torino. Il presunto coinvolgimento dei partenopei è dovuto principalmente al trasferimento di Osimhen dal Lille, sul quale però al momento non risultano inchieste aperte. Era per questo motivo che i campani figuravano tra le società coinvolte inizialmente nel processo sportivo, ma la cui posizione era poi stata stralciata.

Il fatto che la Procura di Torino non avesse trovato nulla sulle plusvalenze del Napoli è all’origine anche del mancato coinvolgimento del club di De Laurentiis nel processo sportivo presso la Corte d’appello federale (quello in cui la Juventus è stata condannata a 15 punti di penalizzazione).

Valerio Moggia
Valerio Moggia
Nato a Novara nel 1989, è il curatore del blog Pallonate in Faccia, ha scritto per Vice Italia e Rivista Undici, e collabora con la rivista digitale Linea Mediana.

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