Perché Jude Bellingham è la certezza del Borussia Dortmund

Già lo scorso anno Jude Bellingham ha dimostrato ampiamente di essere uno dei prospetti più interessanti della Bundesliga attuale. Con l’inizio di questa stagione però, ha superato qualsiasi prospetto di crescita si fossero prefissati a Dortmund.

Finalista dell’Europeo con l’Inghilterra – con la quale è divenuto il più giovane giocatore a giocare un torneo simile a 17 anni e 345 giorni – e titolare inamovibile di una realtà importante come il Dortmund, Bellingham è ora una realtà per il calcio internazionale.

Il problema? Ha solo diciott’anni. 

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Bellingham: pilastro inamovibile

Il 3-4-2-1 del Borussia è una delle granitiche certezze presenti a ridosso del Muro Giallo del Westfalenstadion: con Haaland a guidare l’attacco giallonero, la squadra del tecnico Marco Rose conosce a memoria il tipo di calcio da eseguire a Dortmund. 

All’interno di tale schema tattico non solo Haaland, Reus e Guerreiro ricoprono un ruolo fondamentale: fin dal suo arrivo Jude Bellingham ha rappresentato un perno intorno a cui far ruotare tutta la squadra. 

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L’inglese è infatti capace di totalizzare il campo a sua disposizione, coprendo le linee difensive e offendendo nel momento opportuno. I numeri, che quest’anno parlano di 2 gol e 4 assist in otto partite, sono la matematica dimostrazione di come l’integrazione sia ormai completa. 

Per questo la scorsa stagione ha fatto registrare 44 presenze tra tutte le competizioni (con 4 gol e 3 assist) per un totale di 2943 minuti in campo nella stagione d’esordio con il Borussia Dortmund a soli diciassette anni. 

Ma c’è qualcosa che va oltre i numeri. 

Personalità debordante 

Ciò che però fa letteralmente rabbrividire quando si guarda Bellingham giocare, è la freddezza con cui gestisce ogni fase di gioco. Dall’impostazione alla finalizzazione, il centrocampista classe 2003 è in grado di scegliere lucidamente ogni azione da eseguire, gestendo il tempo intorno a lui nel modo più funzionale allo spazio a disposizione. 

Per dirla più facilmente: fa esattamente quello che deve fare in ogni momento della partita con una lucidità propria di un giocatore esperto ed affermato. Per un teenager questa è una qualità di impressionante valore, che si congiunge alla personalità debordante messa in mostra nel corso di questi primi quattordici mesi di Bundesliga. 

Golden Boy Jude Bellingham
Fonte immagine: profilo Twitter @JudeBellingham

Bellingham nel corso delle partite influenza il ritmo del gioco del Borussia, lo gestisce a proprio piacimento, diventando fondamentale nella transizione offensiva – quattro assist non sono casuali – e gestendo la connessione neurale con Haaland al meglio. 

Il centravanti norvegese, dopo aver perso Sancho si è ritrovato con alle spalle un’altro talento d’oltremanica, pronto a servirlo per inseguire record su record. 

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Record europeo 

Per completare il quadro di un inizio di stagione travolgente, non possiamo non citare il record che Bellingham ha appena strappato ad Mbappé. 

Nella prima giornata di questa Champions League, Bellingham ha segnato e fornito un assist nella vittoria giallonera contro il Besiktas, diventando il più giovane giocatore nella storia della competizione a segnare in due partite consecutive. 

L’ultima volta era stato lo scorso 14 aprile, quando aveva messo a segno il gol del provvisorio 1-0 al Westfalenstadium contro il Manchester City, partita poi finita 1-2 per gli inglesi. 

A 18 anni e 78 giorni dunque, ha superato Kylian Mbappé, capace di farlo nel marzo 2017 a 18 anni e 85 giorni. 

I Gemelli di Bellingham 

Parte della generazione d’oro che si sta affacciando prepotentemente al calcio internazionale, Bellingham è solo uno dei gioielli di quella classe 2002-03 che ad oggi ha sfornato talenti dalla brillantezza assoluta. 

Jamal Musiala, Florian Wirtz, Pedri, Camavinga, Reyna e Granveberch per citarne solo alcuni, sono l’ossatura di quella che potrà essere la squadra dell’anno nel corso delle prossime stagioni. 

Giovani, forti e sfrontati, tutti capaci di gestire le pressioni nel modo migliore. E poi c’è Bellingham, che oltre alle pressioni, riesce a gestire tempo e spazio intorno a lui come più gli aggrada, confermandosi certerà di una delle squadre più spettacolari d’Europa. 

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