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Italia Belgio, gli azzurri si inginocchiano ma non per il razzismo

L’Italia si inginocchierà contro il Belgio: mancano ancora dei giorni alla partita, ma il gesto antirazzista torna al centro delle polemiche nel nostro Paese, dopo una controversa nota della FIGC

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L’Italia si inginocchierà contro il razzismo, venerdì sera nel match col Belgio. Non una novità, a dire il vero: già il capitano Giorgio Chiellini, prima di sfidare l’Austria, aveva precisato che la posizione degli Azzurri era di non ingninocchiarsi, a meno che non fosse l’avversario a farlo. Nel prossimo turno, l’Italia affronterà il Belgio, che ha sempre compiuto il gesto del kneeling prima del fischio d’inizio delle sue partite.

Ma, se prima ci sono state polemiche sulla decisione di restare in piedi contro l’Austria, ora ce ne sono altre sulla decisione di seguire l’esempio belga, in particolare a causa di una nota della FIGC, in cui si spiegano le ragioni del cambio d’idea della Nazionale.

Italia Belgio: perché l’Italia s’inginocchierà

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La posizione dell’Italia è sempre stata quella di inginocchiarsi solo se la stessa cosa veniva fatta dall’avversario: “Se e quando capiterà una richiesta da parte delle altre squadre ci inginocchieremo” aveva detto sabato Giorgio Chiellini ai microfoni della Rai, prima della gara contro l’Austria. In quel match, gli avversari degli Azzurri non avevano compiuto il gesto, per cui nemmeno i giocatori di Mancini l’avevano fatto, ma il Belgio ha sempre adottato un comportamento differente.

Nel corso della giornata di oggi ha iniziato a circolare una presunta nota della FIGC, che però non ha fatto altro che aumentare la confusione e le polemiche. Il comunicato, infatti, precisava che la decisione di inginocchiarsi rappresenterà un segno di supporto e solidarietà verso gli avversari, “e non per la campagna in sé, che non condividiamo“.

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La frase ha subito generato grandi polemiche online, perché scritta così lasciava intendere che la Federcalcio non condividesse l’idea di una campagna contro il razzismo. Nel pomeriggio, però, è emerso che la nota non sarebbe stata ufficiale, ma un virgolettato attribuito a un responsabile della comunicazione della FIGC, lasciato circolare per ore senza smentita dalla stessa Federazione.

Le polemiche sull’Italia e l’inginocchiamento

Le polemiche sul gesto di inginocchiarsi in solidarietà alla causa antirazzista – un gesto reso celebre dal giocatore di football americano Colin Kaepernick, che lo aveva ripreso da Martin Luther King, e poi diffuso più di recente dalla calciatrice Megan Rapinoe – vanno avanti da tempo, in particolar modo nel Regno Unito. Relativamente all’Italia sono iniziate dopo l’avvio della sfida col Galles, la terza del girone eliminatorio degli Europei.

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In quell’occasione, solo cinque o sei giocatori azzurri s’inginocchiarono, seguendo l’esempio dei gallesi, e l’immagine di una squadra spaccata a metà su un gesto sociale reiterato nel calcio europeo da oltre un anno ha suscitato molti malumori, da una parte e dall’altra. Ci si sarebbe attesi un pronto chiarimento della squadra, ma venerdì sera in conferenza stampa Bonucci aveva confessato che i giocatori ancora non ne avevano discusso.

Un comunicato successivo ha chiarito che l’Italia si sarebbe inginocchiata solo se l’avesse deciso l’Austria, cosa che poi non è avvenuta. Ma da molti questa posizione degli Azzurri è stata percepita come un volersi lavare le mani della questione, demandando ad altri la decisione. L’ultimo episodio relativo a Italia Belgio non ha fatto che peggiorare le cose.

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Valerio Moggia
Valerio Moggia
Nato a Novara nel 1989, è il curatore del blog Pallonate in Faccia, ha scritto per Vice Italia e Rivista Undici, e collabora con la rivista digitale Linea Mediana.

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