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Dalla fascia di Neuer allo stadio arcobaleno: lo scontro tra Germania e UEFA sull’omofobia, spiegato bene

L’Allianz Arena non sarà illuminata di arcobaleno, mercoledì sera per Germania – Ungheria: è quello che ha stabilito la UEFA, non senza polemiche

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A poco più di 24 ore alla partita tra Germania e Ungheria, prosegue lo scontro tra il calcio tedesco e la UEFA sulla questione dell’omofobia: la confederazione europea del football ha infatti comunicato questa mattina che l’Allianz Arena di Monaco di Baviera, teatro della partita, non potrà essere illuminata coi colori dell’arcobaleno, simbolo della comunità LGBT+.

Ma la diatriba va avanti da domenica pomeriggio, quando era stata annunciata un’inchiesta della UEFA contro la fascia da capitano di Manuel Neuer, che in questi giorni ha i colori dell’arcobaleno proprio in sostegno alla causa LGBT+. Un ruolo decisivo in questa storia lo gioca l’avversario della Germania di mercoledì, ovvero l’Ungheria.

Dalla fascia arcobaleno all’Allianz Arena arcobaleno

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La fascia arcobaleno del capitano della Germania sarebbe potuta essere, secondo la UEFA, un simbolo politico, la cui esibizione è considerata vietata nei campi da calcio. La notizia dell’apertura di un’indagine, che avrebbe potuto portare a una multa contro la Federcalcio tedesca, ha destato grande scalpore e polemiche, anche perché Neuer indossa la fascia da inizio giugno, quando c’è stata l’amichevole pre-Europeo contro la Danimarca.

L’iniziativa è stata decisa dalla Federcalcio tedesca in accordo con i giocatori della Nazionale per celebrare il Pride Month, cioè il mese internazionalmente dedicato alla lotta per i diritti LGBT+ e contro l’omofobia in ogni ambito della società. La difesa tedesca, infatti, è stata proprio che la fascia era già stata utilizzata in incontri amichevoli e anche nelle prime due partite del girone degli Europei contro Francia e Portogallo, senza che nessuno se ne fosse mai lamentato.

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Infatti, nel giro di poche ore è stato comunicato che l’indagine era stata archiviata senza alcuna sanzione. Ma nel frattempo il Consiglio Comunale di Monaco di Baviera aveva stabilito che per la serata di mercoledì l’Allianz Arena si sarebbe colorata di arcobaleno, aprendo una nuova polemica.

Leon Goretzka, centrocampista del Bayern Monaco e della Nazionale, noto per le sue prese di posizione politiche, è intervenuto lunedì dicendo che lo stadio arcobaleno è “un’ottima idea”, e aggiungendo che una multa per la fascia di Neuer sarebbe stata “completamente assurda, non c’è nulla di cui dobbiamo scusarci“.

Il ruolo dell’Ungheria

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Non è sfuggito a nessuno che queste polemiche sono sorte proprio nei giorni immediatamente precedenti a una partita con l’Ungheria, una nazione in cui il governo ha approvato (peraltro proprio poche ore prima dell’esordio agli Europei della propria squadra) una discussa legge che vieta la discussione di tematiche LGBT+ nelle scuole, giudicata omofoba dall’Unione Europea.

La UEFA ha giustificato il veto allo stadio arcobaleno di Monaco dicendo che è una decisione nata in un “contesto politico” e non sportivo, e la confederazione è “politicamente e religiosamente neutrale”. Scuse che convincono poco, visto che la stessa UEFA in passato ha approvato e spesso pure promosso senza problemi iniziative contro l’omofobia, e ora ha proposto alla Germania di rinviare l’illuminazione arcobaleno dell’impianto ad altra data, cioè quando non ci sarà l’Ungheria.

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L’Ungheria è divenuta, in questi mesi, un partner importantissimo per la UEFA: quando alcuni match di Champions ed Europa League non si sono potuti disputare nelle loro sedi originali a causa delle limitazioni causate dalla pandemia, alcune sono state spostate a Budapest, che attualmente è l’unico stadio degli Europei in cui è concessa la capienza del 100%. Inoltre, negli scorsi giorni il Times ha ventilato l’ipotesi che, se semifinali e finale del torneo dovessero essere spostate da Londra a causa della variante Delta, potrebbero essere trasferite proprio alla Puskas Arena.

La polemica sui profili social arcobaleno

Dopo lo stop all’illuminazione dell’Allianz Arena, altri club della Bundesliga (Eintracht Francoforte, Hertha Berlino) hanno comunicato che coloreranno i propri stadi di arcobaleno la sera di Germania – Ungheria. Altri si sono aggiunti con discrezione alla polemica, cambiando i propri loghi sui social con colori arcobaleno già nel pomeriggio di martedì, a partire da Juventus e Barcellona. Mats Hummels, difensore della Germania, si è presentato in conferenza stampa con una maglietta a sostegno della causa LGBT+, e anche il ct Low ha difeso le scelte del calcio tedesco.

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Mercoledì, nelle ore precedenti la partita, la UEFA ha provato a mettere una pezza con un post social, colorando anch’essa il suo logo di arcobaleno e specificando che non si tratta di un simbolo politico, ma che è politica la decisione di illuminare così uno stadio in vista dell’arrivo dell’Ungheria. Come fanno notare diversi commenti, questo significa sostanzialmente che la UEFA rinuncia alle proprie posizioni sui diritti umani proprio quando si trova davanti a chi questi diritti non li rispetta.

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Valerio Moggia
Valerio Moggia
Nato a Novara nel 1989, è il curatore del blog Pallonate in Faccia, ha scritto per Vice Italia e Rivista Undici, e collabora con la rivista digitale Linea Mediana.

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