Inter Borussia Monchengladbach

Nel 1971 Inter e Borussia Monchengladbach danno vita ad una sfida passata alla storia per una famigerata lattina

Il match di Champions League tra Inter e Borussia Monchengladbach, in programma questa sera alle 21.00, ha un fascino particolare. Non perché si tratta di una classica del calcio europeo, ma perché evoca un precedente passato alla storia come uno degli incontri più surreali di sempre. Già il fatto che venga ricordata come “la partita della lattina”, la dice lunga sulla particolarità di ciò che successe quella sera.

Inter e Gladbach contro nella Coppa dei Campioni 71/72

Siamo nella stagione 1971/72 quando, negli ottavi di finale di Coppa dei Campioni, si affrontano Inter e Borussia Monchengladbach. I nerazzurri sono reduci da un campionato vinto dopo una clamorosa rimonta ai danni del Milan, mentre i tedeschi sono all’inizio di un ciclo d’oro che durerà per tutti gli anni ’70. Il 20 ottobre 1971, si gioca la partita al Bokelbergstadion di Monchengladbach. Fin dai primi minuti salgono in cattedra due tra gli uomini più temuti dalla squadra di Invernizzi, ovvero il regista Gunter Netzer e l’attaccante Jupp Heynckes.

Al minuto 7, proprio il 10 del Gladbach innesca il bomber – e futuro allenatore di successo – per il gol dell’1-0. La reazione dell’Inter è immediata, tanto che al 19′ arriva il pareggio di Roberto Boninsegna. Un gol accolto da sonori fischi del pubblico tedesco, ancora scottato dalla rete di Bonimba nel famoso Italia-Germania 4-3 di Messico ’70. Un inizio di partita intenso tra due grandi squadre, ma il bello – anzi, il brutto – deve ancora venire.

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La lattina della discordia

Al minuto 29 Boninsegna sta per battere una rimessa laterale, quando dagli spalti gli arriva addosso una lattina di Coca Cola. L’attaccante stramazza al suolo privo di sensi e in campo scoppia una rissa tra le due squadre, che l’arbitro olandese Jef Dorpmans fatica a contenere. Gli interisti vogliono la sospensione del match, mentre i tedeschi sono del parere opposto. Oltretutto Netzer calcia via la lattina incriminata, nascosta da un tifoso del Gladbach sotto il giubbotto.

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Nel parapiglia generale, Sandro Mazzola nota due tifosi che stanno bevendo una Coca Cola e si fa dare la lattina ancora piena. In seguito va a dire all’arbitro che quello è l’oggetto che ha colpito Boninsegna, mentre in realtà la lattina originale era vuota. Dormpans, come riporta poi sul suo referto, ritiene che l’episodio sia ininfluente per il regolare svolgimento della gara (che riprende dopo 7 minuti di sospensione). Boninsegna viene portato via in barella e i suoi compagni escono mentalmente dalla partita. Il match termina infatti con il punteggio di 7-1 in favore del Borussia Monchengladbach.

Capolavoro di Prisco, goleada del Glabach annullata

Finita la partita sul campo, comincia quella a livello legale per l’eventuale ripetizione della partita. Molti giocatori dell’Inter – da Giacinto Facchetti a Lele Oriali – dichiarano di aver sostanzialmente smesso di giocare dopo quell’episodio, sia per la sua gravità che per le rassicurazioni dell’arbitro riguardo alla ripetizione del match. Sul versante tedesco, invece, sottolineano come Bonisegna sia stato colpito da una lattina vuota e accartocciata e che avrebbe potuto tranquillamente continuare a giocare.

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Per la sua difesa d’ufficio l’Inter si affida al suo vicepresidente: l’avvocato Peppino Prisco. In prima istanza viene chiesta la vittoria a tavolino ma il regolamento Uefa, al contrario di quello della FIGC, non prevede il principio della responsabilità oggettiva per episodi del genere. Inoltre la partita non è stata trasmessa in televisione, quindi le fonti ufficiali corrispondono alle testimonianze dei giornalisti presenti allo stadio. Con una linea difensiva eccellente, Prisco riesce ad ottenere che la partita venga rigiocata in campo neutro.

All’Olympiastadion di Berlino Ovest le due squadre pareggiano per 0-0, mentre nel match di ritorno vince l’Inter per 4-2. Un doppio confronto storico, di cui ancora si parla a 49 anni di distanza e che non poteva non essere rievocato in occasione di un nuovo confronto europeo tra i nerazzurri e il Gladbach.

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