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20 anni da Euro 2000, ripercorriamo la cavalcata dell’Italia di Dino Zoff fino alla beffarda finale contro la Francia

Giugno 2000: alla radio passano “It’s My Life” di Bon Jovi e “Vamos a Bailar” di Paolo e Chiara, due tormentoni destinati a durare per tutta l’estate. Mentre al cinema proiettano “Il Gladiatore” con Russell Crowe, gli italiani iniziano ad andare al mare per i primi bagni del nuovo Millennio.

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In Belgio e Olanda, la Nazionale di Dino Zoff è impegnata negli Europei del 2000, al termine di una stagione che ha visto la Lazio stellare di Sergio Cragnotti spezzare il duopolio di Milan e Juventus, vincendo lo Scudetto nell’anno del Centenario e del Giubileo a Roma.

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Euro 2000: le scelte di Zoff

Nelle orecchie di un Paese intero rimbomba ancora il rumore della traversa colpita da Di Biagio due anni prima: erano i Mondiali di Francia ’98 e i rigori maledetti furono nuovamente fatali all’Italia. C’è voglia di rivalsa e Zoff ha creato un gruppo compatto, costruendo una squadra granitica fin dalle fondamenta.

Buffon si fa male in amichevole e deve lasciare il posto a Toldo. Il terzetto difensivo è da urlo: Nesta, Cannavaro, Maldini, il meglio sulla piazza. Non mancano i gregari come “Soldatino” Di Livio e Pessotto. Fiore è il jolly, Totti e Del Piero i due numeri 10 che daranno vista ad una nuova staffetta.

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Il percorso dell’Italia agli Europei di Belgio e Olanda

Percorso netto nel girone di Euro 2000: vittorie contro Turchia, Belgio e Svezia. Un filotto che nelle grandi competizioni l’Italia non riuscirà più a replicare. I quarti di finale contro la Romania si rivelano una formalità. Segnano Totti, alla sua consacrazione a livello internazionale, e Pippo Inzaghi.

Con lo spirito di chi sa di poter arrivare fino in fondo, l’Italia si appresta ad affrontare l’Olanda in semifinale. Partita assurda quella giocata in un’Amsterdam ArenA completamente colorata di arancione. In dieci uomini per l’espulsione di Zambrotta, gli azzurri resistono 120 minuti contro i padroni di casa che sbagliano due rigori con Kluivert e de Boer. Per una volta, la lotteria dal dischetto sorride all’Italia: gli olandesi sbagliano anche l’impossibile, Totti irride Van der Sar con un cucchiaio che entrerà dritto nella pinacoteca del calcio mondiale, Toldo para l’ennesimo rigore regalando la finalissima.

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Francia-Italia: la finale di Euro 2000

A Rotterdam tornano i fantasmi di Parigi: di fronte c’è la Francia campione del mondo di Zinedine Zidane. Il sorteggio ha fatto sì che l’Italia scenda in campo con la tenuta bianca. Zoff sorprende tutti e schiera Delvecchio titolare in attacco. Una mossa apparentemente azzardata ma non per il Dino nazionale.

Al 10′ del secondo tempo, il sogno sembra diventare realtà: tacco di Totti, cross di Pessotto e piattone volante proprio di Delvecchio. L’Italia è avanti, i campioni del mondo sono alle corde. La partita si può chiudere con Del Piero, entrato al posto di Fiore, ma Pinturicchio fallisce due volte il colpo del ko.

Quando il quarto uomo segnale cinque minuti di recupero, la panchina dell’Italia è tutta in piedi, abbracciata in attesa del fischio finale. È tutto pronto per la festa, ma nessuno ha fatto i conti con il destino. Il guastafeste assume le sembianze di Wiltord: è lui il “cattivo” del film, il “Grinch” che ruba il Natale.

Il golden gol di Trezeguet: la beffa per gli azzurri

La Francia pareggia allo scadere e il resto è storia. Trezeguet segna nei supplementari il golden gol che regala il titolo ai transalpini. Beffa resa ancora più grande per gli azzurri, visto che quello dell’attaccante, in procinto di passare alla Juventus, resta l’ultimo golden gol che ha deciso una partita degli Europei. Bruno Pizzul, la Voce della Nazionale italiana, lo racconta così a milioni di telespettatori davanti alla tv:

“La Francia è campione d’Europa. Trezeguet ha segnato il 2-1 per la Francia ed è finita come peggio non poteva. Abbiamo cullato a lungo il sogno, l’illusione di conquistare il titolo europeo che era alla nostra portata”.

Le sue parole entrano nelle case degli italiani che guardano i francesi gioire e il sogno svanire. Ancora non sanno che sei anni più tardi l’incubo svanirà per sempre. E quella sarà tutta un’altra storia.

di Silvio Frantellizzi

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