Forse non stiamo parlando abbastanza dell’Empoli

Una squadra da trasferta, giovane e che diverte: l’Empoli di Andreazzoli è sicuramente una delle novità di questo inizio stagione

Un anno fa Aurelio Andreazzoli vagava per le stanze di Vinovo per fare da tutor a Un Pirlo che, probabilmente, della sua consulenza non si è mai avvalso. Capito il probabile errore, l’attuale allenatore dell’Empoli ha deciso di accettare nuovamente la chiamata dell’Empoli, orfano di Dionisi e deciso a riprendere in mano un rapporto chiusosi un paio di anni.

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Curiosamente, dell’Empoli si torna a parlare con la squadra neopromossa e dopo una vittoria a Sassuolo, proprio contro la squadra allenata da Dionisi, che lasciando la Toscana ha permesso ad Andreazzoli di riabbracciare uno dei progetti più seri, giovani, freschi e interessanti dell’intera Serie A.

Empoli da trasferta: la statistica

Per inquadrare al meglio l’inizio di stagione dell’Empoli occorre però partire da una statistica pubblicata dallo stesso account Twitter dei toscani. Con il successo del Mapei Stadium, gli azzurri hanno conquistato la quarta vittoria in trasferta e, a oggi, sono tra le prime sei squadre con più punti fatti lontano dal proprio pubblico.

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Numeri curiosi e importanti, impreziositi per esempio dal successo in casa della Juventus firmato da Mancuso, uno degli eroi della promozione dello scorso anno, poi un attimo accantonato perché Andreazzoli sta ancora valutando le rotazioni ideali per l’attacco.

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Poi sono arrivate anche le vittorie di Cagliari e Salerno, dove non solo Pinamonti e compagni hanno vinto, ma hanno anche rubato l’occhio dal punto di vista del gioco espresso. E se in casa è arrivato un solo successo – il 4-2 al Bologna -, al momento i 15 punti in classifica permettono di fare i primi calcoli in chiave salvezza, visto che in proiezione e mantenendo questa andatura, i toscani potrebbero addirittura sfiorare quota 50.

Gruppo e idee: i segreti dell’Empoli

Nella stagione 2018/19 l’Empoli retrocesse anche perché a un certo punto la società decise di esonerare Andreazzoli per dare la squadra a Iachini. Quando l’ex romanista tornò in panchina ormai era troppo tardi per completare la rimonta, nonostante la bella vittoria finale sul Torino e la prestazione d’orgoglio di San Siro contro l’Inter.

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Eppure la linea gestionale degli azzurri è sempre la stessa: a capo di tutto c’è ancora Fabrizio Corsi, in carica dal 1991 e pronto a cedere a breve il timone alla figlia Rebecca, che dovrebbe nelle intenzioni modernizzare la gestione del club anche per quanto riguarda le nuove tecnologie.

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L’obiettivo è quello di non fare mai il passo più lungo della gamba e, pensandoci bene, è incredibile come un’azienda a conduzione familiare faccia la spola tra A e B da ormai oltre vent’anni. La dirigenza e lo scouting sono gli altri due punti di forza. Oggi a mandare avanti la parte sportiva è Pietro Accardi, che di recente ha ribadito le priorità del club: “Vogliamo ragazzi che vedano Empoli come un’opportunità”.

Stipendi Empoli Cutrone Mancuso
Fonte immagine: profilo Ig @EmpoliFC

Non solo Ricci: le stelle dell’Empoli

In estate sono stati fatti innesti mirati propedeutici per raggiungere agilmente la salvezza. Per questo motivo Accardi ha preso due attaccanti giovani ma già abituati alla categoria come Pinamonti e Cutrone, aggiungendo a zero gente di esperienza del calibro di Tonelli, Luperto, Di Francesco, Vicario e Marchizza.

Samuele Ricci, il centrocampista dell’Empoli che piace in serie A

Gli occhi degli osservatori sono però puntati sui due veri talenti della gioielleria toscana, Samuele Ricci e Nadim Bajrami. Il primo è un classe 2001 che gioca da play davanti alla difesa, già pronto per il salto in una big; il secondo, invece, è una creatura di Dionisi, capace di valorizzarlo nel ruolo di trequartista dopo che la società lo ha pagato solo 800mila euro dal Grassoppher.

Il resto ce lo mette Andreazzoli, con il suo 4-3-1-2 solido e organizzato, senza troppi fronzoli ma comunque volto a premiare dinamismo, corsa e qualità dei singoli. Che non saranno eccellenti, ma in una Serie A quasi priva di novità rappresentano se non altro una realtà differente, senz’altro piacevole da seguire.

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