Dagli insulti razzisti al consiglio comunale: la storia di Ebagua

Nella giornata di ieri l’ex calciatore Giulio Ebagua è stato eletto consigliere comunale della città di Varese.

Tra l’intera giornata di domenica e la mattinata di lunedì, in molti comuni italiani si sono svolti i ballottaggi per l’elezione del sindaco. Oltre alle metropoli Roma e Torino, si è votato in altre città più piccole, tra le quali c’è anche Varese.

Nel capoluogo di provincia lombardo ha trionfato il sindaco uscente Davide Galimberti, sostenuto dal Partito Democratico, dal Movimento 5 Stelle e da altre liste civiche di centro-sinistra. A contribuire al successo di Galimberti, ci ha pensato anche Giulio Ebagua: l’attaccante nigeriano – che gioca ancora in Serie D – ha ottenuto molti voti, venendo così eletto in consiglio comunale.

Ebagua 2
fonte immagine: profilo Ig @assocalciatori

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Giulio Ebagua, la carriera

Nato in Nigeria, ad appena un mese di vita Giulio Ebagua si trasferisce con i genitori prima a Roma e poi a Torino, dove acquisisce la cittadinanza. Entra nel club granata fin da piccolo, esordendo tra i professionisti in Serie C con la maglia del Casale.

Dopo un girovagare tra Novara, Pescara e Canavese, trova a Varese la sua dimensione, disputando in due stagioni – la prima in Lega Pro, la seconda in Serie B – 64 partite e 28 gol. Le buone prestazioni in Lombardia attirano il Toro, che lo richiama alla base per farsi aiutare a raggiungere la promozione. In granata, però, le cose non vanno per il meglio e dopo soli sei mesi Ebagua viene mandato in prestito a Catania, questa volta in Serie A.

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Tranne che per l’esordio nel massimo campionato italiano, l’esperienza siciliana è da dimenticare e l’attaccante nigeriano sceglie di ritornare a Varese. Qui, con i suoi 17 gol in campionato, prova in tutti i modi a trascinare la sua squadra ai play-off, senza però riuscirci.

Da questo momento inizia a girare l’Italia, andando a Spezia, Bari, Como, Vicenza e Vercelli e provando anche l’esperienza negli Emirati Arabi.

Varese gli è però rimasta nel cuore e decide così di tornarci: prima firma per la Citta di Varese (società rifondata dopo il fallimento) giocando in Serie D e poi, appunto, si candida con successo al consiglio comunale.

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L’episodio degli insulti razzisti

L’avventura del nativo di Benin City con la maglia dei Leopardi non è stata però tutta rosa e fiori: la parte più estrema della tifoseria non aveva preso per nulla bene la sua scelta di tornare a Torino e, quando nel 2012 l’attaccante rientra a Varese, succede il putiferio.

E’ il 12 agosto, quando al Franco Ossola arriva il Pontisola per un turno preliminare di Coppa Italia. La frangia di estrema destra della curva inizia ad utilizzare appellativi indegni nei confronti del proprio attaccante, prendendo di mira il colore della sua pelle e le sue origini. Pochi minuti dopo, Ebagua segna e corre sotto la curva portandosi il dito alla bocca, mimando ai “tifosi” di stare zitti.

Nel post partita la società prende le distanze dai tifosi, ma il calciatore richiede l’imminente cessione. Non viene trovato un accordo e così il tecnico Fabrizio Castori lo reintegra in squadra, rendendolo il calciatore centrale dell’ottima stagione dei varesotti.

Ebagua
fonte immagine: profilo Ig @depazofficial

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