HomeCalcio EsteroCom'è andata la prima di De Zerbi con lo Shakhtar Donetsk

Com’è andata la prima di De Zerbi con lo Shakhtar Donetsk

Per De Zerbi Shakhtar-Inhulets era la prima uscita ufficiale della stagione: com’è andato l’esordio dei Minatori?

C’era molta attesa per la prima uscita ufficiale del nuovo Shakhtar di Roberto De Zerbi, impegnato all’esordio in campionato contro la matricola Inhulets. Alla fine i Minatori hanno vinto, seppure di misura e con il brivido finale, per 2-1, portandosi a casa i primi tre punti della stagione.

La pratica è stata archiviata in poco più di mezz’ora: dopo la rete che ha sbloccato il match firmata dall’ivoriano Lassina Traorè, uno dei colpi di mercato estivi del club ucraino, al minuto 34 il brasiliano Alan Patrick ha chiuso i conti con un assolo in solitaria. Solo nel finale, grazie al nigeriano Stephens, gli ospiti hanno provato a rialzare la testa, senza tuttavia trovare il gol del pareggio.

De Zerbi Shakhtar, il feeling sta sbocciando

Lo Shakhtar visto in campo allo stadio NSK Olimpijs’kyj di Kiev è ancora una squadra fortemente sperimentale. Nonostante il nucleo centrale sia forte, rodato e collaudato, si vede come gli ucraini stiano ancora cercando un’identità che collimi che i nuovi dettami tattici di De Zerbi.

Tuttavia, alcuni punti fermi come il possesso palla insistente e la costruzione dal basso come principio – o uno dei – di base pare già molto chiara. Il resto, almeno per il momento, lo si pone dietro a un gigantesco cartello di lavori in corso.

Numeri alla mano, i Minatori hanno comunque tenuto in mano il pallino del gioco per larga parte, palleggiando e sviluppando anche alcune trame offensive interessanti, sbagliando un po’ troppo in rifinitura ma creando complessivamente diverse palle gol. Per il resto, serve uno step in più da parte dei singoli.

Champions League e mercato

Le prime due partite di campionato, in realtà, saranno propedeutiche per preparare a dovere l’esordio internazionale, previsto per inizio agosto. Infatti, per De Zerbi Shakhtar e Champions League rappresenta un binomio inscindibile: se ha accettato la destinazione ucraina, è per costruire qualcosa anche in Europa.

L’ostacolo Genk non è da sottovalutare, giacché nel club belga ci sono molti elementi di valore. Qualora gli ucraini facessero bene superando il turno, la proprietà potrebbe decidere di regalare al mister ulteriori puntelli.

Al momento, i milioni spesi sul mercato dalla proprietà sono già 46. Questi soldi hanno al momento portato a quattro acquisti, tre dei quali – Marlon, Pedrinho e appunto Lassina Traorè – titolari contro l’Inhulets. Il quarto è il 18enne Vinicius Tobias, promettente terzino che continua così la tradizione dei brasiliani allo Shakhtar.

 

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Un’enclave brasiliana

A proposito di brasiliani, i calciatori di nazionalità verdeoro rappresentano ancora l’asse portante dello Shakhtar.

In difesa Marlon, già con De Zerbi al Sassuolo, rappresenta una sicurezza e si è già implementato molto bene all’interessante Matvienko, mentre sulla destra sfreccia il giovane Dodo e in mezzo al campo si alternano Marcos Antonio e Maycon.

Davanti, oltre a Pedrinho – arrivato dal Benfica per quasi 20 milioni di euro – questa potrebbe essere la stagione di Tetè, esterno offensivo capace di spaccare le partite entrando a gara in corso. In totale, i brasiliani nella rosa dello Shakhtar sono 14, in attesa di capire se il mercato ne porterà altri.

Magari, perché no, per svecchiare ulteriormente una rosa che a oggi si assesta sui 25,5 anni di età media, esattamente a metà per quanto concerne la Premier League locale. Fare calcio proiettandosi nel futuro: il processo De Zerbi Shakhtar consiste anche in questo.

 

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Andrea Bracco
Cuneese, ha fondato il primo sito di calcio sudamericano in Italia e collaborato con diverse realtà editoriali di importanza nazionale, come Ultimo Uomo e Rivista Undici. Liga e Sudamerica le sue stelle polari, il calcio minore la sua debolezza.

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