De Bruyne sta passando il suo primo momento di crisi al City

Un editoriale del Guardian si focalizza sul periodo no di Kevin De Bruyne: cosa sta succedendo all’asso del Manchester City?

Qualche giorno fa Kevin De Bruyne e Oleksandr Zinchenko stavano girando un video per il canale ufficiale del Manchester City, quando un tifoso collegato live ha chiesto ai due calciatori chi pensavano sarebbe stato il miglior calciatore al mondo nel 2030.

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Il belga ha risposto dicendo che lui sarebbe stato già in pensione, ma il compagno di squadra – con tono scherzoso – gli ha fatto notare che, avendo già 30 anni, ha già imboccato la parabola discendente della carriera. Una battuta presa ovviamente sul ridere da De Bruyne, ma allo stesso momento struggente e con un terribile fondamento reale.

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Fonte: @kevindebruyne (Instagram)

Cosa succede a De Bruyne?

In una articolo pubblicato qualche giorno da The Guardian viene sottolineata una situazione che non in molti avevano compreso: secondo chi ha firmato l’articolo, da tempo la leadership di De Bruyne nello spogliatoio del Manchester City non avrebbe più presa.

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Il belga viene visto come uno ‘statista anziano’, posizione rafforzata anche da alcune delle sue ultime prestazioni recenti. Se è vero che lo scorso anno i guai fisici non gli hanno permesso di incidere, questa sarebbe dovuta essere la stagione del suo ritorno definitivo.

Guardiola lo adora e non lo ha mai messo ovviamente in discussione, però pare che dalle parti di Manchester in molti comincino a farsi delle domande sul suo status. Questo non gli ha impedito di sciorinare ancora alcuni dei suoi colpi, ma complessivamente il calciatore parrebbe in regressione.

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Le sue statistiche di passaggio e i numeri difensivi sono tutti nettamente diminuiti rispetto alle stagioni precedenti. Il tutto, inoltre, è stato condito da giocate sbagliate che non hanno mai fatto parte del suo repertorio. Si ha, insomma, l’impressione di un giocatore che attualmente pur sforzandosi non riesce a imporsi.

Un talento da preservare

Ci si domanda quindi per quale motivo sia arrivata questa involuzione. Nel derby contro il Manchester United De Bruyne è stato alla fine mandato in campo come titolare, ma non ha affatto inciso.

Per di più, da tempo va avanti una campagna volta a proteggere i calciatori di èlite come lui, che perdono smalto vista l’enorme mole di partite che sono obbligati a disputare. Fisicamente ne ha pagato le conseguenze in molte situazione recenti.

Per esempio, nella finale di Champions League persa contro il Chelsea, quando ha dovuto lasciare lo stadio in lacrime per infortunio dopo un rude contrasto subito da Rudiger, che con il suo intervento gli procurò una frattura all’orbita facendogli perdere la coscienza.

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De Bruyne, secondo Jonathan Liew, andrebbe quindi preservato alla pari dei tanti altri campioni che si occupano di riempire le nostre serate calcistiche, tuttavia non si può non considerare anche il fattore legato alle ambizioni personali del ragazzo.

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Kevin De Bruyne of Manchester City during the UEFA Champions League Group C match between Manchester City and Shakhtar Donetsk at the Etihad Stadium on November 26th 2019 in Manchester, England. (Photo by Daniel Chesterton/phcimages.com)

Ciao Manchester?

Già, perché nonostante il contratto in scadenza nel 2025, De Bruyne secondo indiscrezioni già l’estate scorsa avrebbe pensato di lasciare il City. Ora, a 30 anni compiuti, dovrà prendere una delle decisioni più importanti della carriera.

Cambiare squadra potrebbe permettergli di rinascere, termine da scrivere tra molte virgolette, per provare a ritagliarsi un ultimo stint di carriera importante. Ma non sarà facile: i tifosi citizens lo amano, Guardiola lo idolatra e il City lo paga veramente tanto.

Certo è che in Europa farebbe ancora comodo a molti. Alla faccia di Zinchenko, che scherzosamente ha provato a fargli ammettere, senza fortuna, di non aver più nulla da dare al calcio che conta.

 

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