Il trasferimento da Firenze a Torino mette nei guai Vlahovic

Vlahovic è sotto accusa per il suo trasferimento da Firenze a Torino: non una questione sportiva, ma di rispetto dei protocolli sanitari. Ecco cosa rischia.

Sembrava iniziata nel migliore dei modi l’avventura di Dusan Vlahovic alla Juventus, con la rete all’esordio in bianconero contro il Verona, e invece ecco che le cose si complicano. Non tanto sul piano sportivo, in verità, quanto su quello giuridico: l’Asl Toscana ha infatti comunicato alle autorità giudiziarie competenti una possibile violazione dei protocolli Covid da parte del nuovo attaccante della Juventus.

Il problema riguardarebbe proprio il trasferimento, intenso in senso fisico, da Firenze a Torino, avvenuto nel periodo in cui il giocatore era positivo al coronavirus: Vlahovic non avrebbe comunicato all’autorità sanitaria il suo spostamento, incorrendo in una violazione, che potrebbe avere conseguenze a livello legale. Quali? Cerchiamo di capire.

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Caso Vlahovic-Asl: cosa succede

A fine gennaio, la punta serba della Fiorentina aveva lasciato il capoluogo toscano per effettuare le visite di rito presso il centro medico della Juventus a Torino. In quei giorni, però, Vlahovic era positivo al Covid, tanto che aveva dovuto saltare la sfida contro il Cagliari del 23 gennaio, venendo sostituito da Piatek.

Proprio per questo, il 28 gennaio il Tg3 Toscana aveva comunicato che il calciatore era a rischio denuncia per aver violato le norme sull’isolamento in caso di positività, senza avere il consenso dell’Asl competente. “Le regole sono chiare – aveva detto al Tg3 il direttore dell’Asl Toscana Centro Giorgio Garofalo – il vaccinato con tre dosi tra la positività e la negatività deve aspettare 7 giorni. Se abbandona l’isolamento, è una violazione delle norme che ha rilevanza anche penale”.

La mancata comunicazione della necessità di spostarsi a Torino per ragioni di lavoro è stata confermata poco fa dall’assessore alla Sanità della Regione Toscana Simone Bezzini, che ha dovuto rispondere a un’apposita interrogazione in consiglio regionale. “Non risulterebbe pervenuta dal calciatore, né da altri in sua rappresentanza, istanza di trasferimento del luogo di isolamento, come previsto dal Ministero della salute” ha detto Bezzini.

L’assessore ha anche comunicato che, in base a questa possibile violazione, l’Asl ha trasmesso gli atti alle autorità giudiziarie, a cui ora spetta il compito di portare avanti le indagini. Nel caso dovessero essere riscontrati validi motivi per accusare Vlahovic di un reato, il caso si trasferirà in tribunale.

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Caso Vlahovic-Asl: cosa rischia il giocatore

Per adesso occorre usare prudenza, dato che lo stesso assessore regionale Bezzini ha utilizzato il condizionale per descrivere quelle che per adesso è solo una possibile violazione, quindi non ancora un reato accertato.

Tuttavia, i tifosi bianconeri iniziano a farsi domande su cosa potrebbe succedere al nuovo acquisto della loro squadra, costato molto e ritenuto fondamentale per il raggiungimento almeno della qualificazione alla prossima Champions League.

Le norme attualmente in vigore prevodono sanzioni anche abbastanza pesanti per la violazione dell’isolamento per i contagiati da Covid-19. Nello specifico, l’articolo 260 del testo unico della legge sanitaria 265 stabilisce una ammenda da 500 a 5.000 euro, e la reclusione da 3 a 18 mesi.

Se dovesse venire condannato, Vlahovic rischia quindi una multa e anche la reclusione. Tuttavia, anche in caso dovesse essere appurata la sua responsabilità penale ci sarà da valutare la gravità del fatto, considerando anche che il giocatore non ha precedenti penali, e quindi il giudice potrebbe optare per una sospensione condizionale della pena (vale a dire, niente carcere, a meno che non commetta altri reati nei mesi successivi). Inoltre, l’eventuale processo potrebbe non avere comunque tempi brevi.

Dal canto suo, la Juventus – che non corre ovviamente alcun rischio, essendo l’eventuale responsabilità del reato interamente a carico del giocatore – ha ribattuto che il serbo aveva ricevuto l’autorizzazione allo spostamento a Torino da parte dell’Asl del capoluogo piemontese, in seguito all’esibizione di un tampone negativo.

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