Caso Juve: chi è Claudio Chiellini e perché è coinvolto

Claudio Chiellini

Claudio Chiellini è il fratello del calciatore ex-Juventus Giorgio Chiellini. Ma chi è esattamente, e perché è coinvolto nel caso Juve?

Si è ampiamente parlato del coinvolgimento dell’ex capitano della Juve Giorgio Chiellini nel caso bianconero ora sotto indagine. Tutti hanno letto il messaggio inviato a tutti i calciatori dello spogliatoio dal difensore, oggi in MLS. Parole che svelavano l’accordo segreto con la società e che oggi fanno discutere. Non tutti sanno, però, che un altro membro della famiglia è coinvolto nella questione. Si tratta di Claudio Chiellini, fratello di Giorgio.

Il suo sarebbe stato un lavoro cruciale per portare avanti il progetto della società bianconera, sotto la guida di Andrea Agnelli, nell’ambito delle plusvalenze. La procura di Torino sta analizzando a fondo il coinvolgimento di tutti i membri societari. L’ipotesi è che il ruolo del fratello di Chiellini andasse ben oltre quello di responsabile dell’area prestiti.

Caso Juve, chi è Claudio Chiellini e che ruolo ha nello scandalo

Prima di proseguire, però, è bene chiarire come Claudio Chiellini non sia indagato. Fatta questa precisazione, ecco come pare andassero le cose all’interno della società. I pm lo ritengono una figura cruciale all’interno del sistema di plusvalenze della Juve, in particolar modo in relazione alla compravendita dei giocatori di fascia più giovane.

Leggendo La Gazzetta dello Sport, si evidenzia come per la Procura lui fosse il vero contabile delle plusvalenze. Impegnato regolarmente nel ricordare ai dirigenti, soprattutto Paratici e Cherubini, le previsioni di perdite e le possibili plusvalenze da raggiungere. Il tutto al fine di colmare il valore negativo di partenza entro la chiusura del bilancio di ogni anno.

Vi sono delle mail che sottolineano come il fratello di Chiellini occupasse un ruolo ufficioso. L’oggetto di tali scambi era sempre manovre correttive. Parlando con gli ispettori della Consob, Claudio Chiellini ha spiegato come si trattasse di operazioni dalla finalità tecnica, anche se con chiari risvolti economici. La relazione redatta, però, sottolinea come vi sia il sentore che le mail in questione avessero una particolare importanza, ben più di quanto i soggetti protagonisti vogliano far credere.

Si analizzano nel dettaglio delle possibili tipologie di operazioni, con anche plusvalenze da scambi di calciatori, poi realizzate. Il tutto precedentemente la decisione di sospendere la serie A a causa del Covid. Tali considerazioni, dunque, non riflettono scelte basate su perdita di ricavi.

Interessante però dare uno sguardo approfondito alle manovre correttive di cui Claudio Chiellini ha ampiamente parlato in quelle mail. Definiva nel dettaglio nomi di calciatori e squadre con le quali avviare trattative. In una comunicazione di fine maggio 2020 propone un ampio elenco di club italiani e stranieri, tra Pescara, Parma, Empoli, Anderlecht e Basilea. Il 13 giugno seguente, invece, si aggiungono dei dettagli economici. La sua stima è di 50 milioni di plusvalenze, suddivisi così:

  • 10 milioni da cessioni di giocatori
  • 10 milioni di risparmio tra premi e agenti
  • 30 milioni da affati da concludere con diverse società

Di particolare rilevanza la mail del 10 luglio 2020, che ha come oggetto Plusvalenze/scambi prima squadra 90 M. Si ipotizza così l’addio di calciatori come Rugani, Bernardeschi o Pjanic. Vi è poi una sezione dedicata ad “altri giocatori”, con un valore di 30 milioni complessivi da raggiungere. Si indica così la monetizzazione di calciatori come Portanova, Nicolussi e Toure, tentando di fare scambi. Un passaggio chiave per gli inquirenti, dal momento che consente di far emergere chiaramente come gli “scambi” venissero trattati in maniera separata rispetto ai “calciatori venduti”.