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Un mercato a saldo zero: com’è stata l’estate del Cagliari

Il Cagliari chiude il mercato perfezionando qualche innesto a zero euro, ma la stagione promette montagne russe in vista della corsa salvezza

Quando tra qualche anno si riparlerà della sessione estiva di mercato del 2021, non ci si ricorderà soltanto degli addii di Messi e Ronaldo: tra le telenovelas più importanti, infatti, c’è stato anche il mancato ritorno di Nainggolan al Cagliari.

La società sarda ha fatto di tutto per riportare il Ninja in Sardegna, mettendo sul piatto uno stipendio importante non appena il calciatore si fosse liberato dall’Inter. Cosa che però è successa in ritardo: così, mentre Nainggolan volava in Belgio sparando frecciate alla dirigenza rossoblu, l’estate di austerity si è protratta fino all’ultimo giorno di mercato.

Cagliari, più idee che investimenti

Dopo due anni nei quali Tommaso Giulini ha spesso tanto per rinforzare il Cagliari, l’ultima sessione di calciomercato ha visto i sardi rimanere abbastanza al palo, con la dirigenza che ha cercato di cogliere qualche occasione e mantenere, per quel che è stato possibili, in rosa tutti i migliori.

Per le operazioni in entrata, infatti, sono stati stanziati soltanto i 13,5 milioni di euro utilizzati per i riscatti obbligatori di Razvan Marin e Gabriele Zappa. Per il resto, solo prestiti: quello più importante riguarda Keita Baldé, attaccante 26enne arrivato dal Monaco dopo la doppia esperienza tra Inter e Sampdoria.

Inoltre, sempre in prestito il Cagliari ha prelevato l’olandese Kevin Strootman e il terzino brasiliano Dalbert, andando a sistemare due zone di campo che nella scorsa stagione avevano creato non pochi problemi. Infine, il mercato è stato chiuso dagli arrivi di Raoul Bellanova e Alberto Grassi, due seconde linee che potrebbero trovare spazio a stagione in corso.

 

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Bloccati da Nandez

Fronte uscite non ci sono state grandi novità, ma è anche vero che il Cagliari per tutta l’estate ha cercato di monetizzare al massimo quello che era il suo più grande pezzo pregiato, ovvero Nahitan Nandez. Il centrocampista uruguayano doveva partire, cercato da Leeds e Tottenham, ma la squadra più vicina ad acquistarlo è stata l’Inter.

I rapporti tra le società sono buoni, ma le parti non si sono mai incontrate nemmeno di fronte all’evidente voglia di Nandez di lasciare il Cagliari. Così, di punto in bianco, a Giulini è saltare l’unica fonte di finanziamento per un’estate all’insegna del risparmio e dell’abbattimento dei costi.

Che cosa resta a Semplici

La rosa quindi resta questa, con qualche innesto e qualche partenza di second’ordine. L’unico potenziale titolare andato via è Giovanni Simeone, per il quale il Verona ha sfruttato la formula del prestito oneroso.

Per il resto, il Cagliari andrà avanti con la maggior parte di quel gruppo che la scorsa stagione faticò a salvarsi, un allenatore in evidente difficoltà e la speranza di trovare altre tre squadre da mettersi dietro. Si poteva fare di più, per i più disparati motivi non lo si è fatto e ora Semplici avrà da fare un lavoro decisamente profondo.

Le prime due partite di campionato hanno confermato i vari bug di una squadra incerte dietro, poco incisiva in mezzo e quasi nulla davanti, aggrappata all’estro di Joao Pedro e poco altro. Forse tutto questo basterà per salvarsi, ma servirà un’altra stagione a denti stretti.

 

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Andrea Bracco
Cuneese, ha fondato il primo sito di calcio sudamericano in Italia e collaborato con diverse realtà editoriali di importanza nazionale, come Ultimo Uomo e Rivista Undici. Liga e Sudamerica le sue stelle polari, il calcio minore la sua debolezza.

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