Brazao, in ritiro con l’Inter l’erede di Julio Cesar

Gabriel Brazão è stato convocato da Simone Inzaghi per il ritiro dell’Inter in vista della prossima stagione: andiamo alla scoperta del giovane brasiliano, che ha incassato la stima di Julio Cesar

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Handanovic, Radu, Cordaz e poi Brazão. Un nome che ai più non dirà nulla, ma che Simone Inzaghi sembra interessato a valutare con cura, nel corso dell’imminente ritiro estivo dei nerazzurri.

Soprattutto perché, in mezzo a tante voci di mercato sul futuro portiere dell’Inter, una soluzione interna potrebbe fare molto comodo, considerando anche le limitazione che il club avrà sul mercato a causa della difficile situazione economica. Sul ragazzo, inoltre è già arrivata l’investitura ufficiale di Julio Cesar.

Brazão, astro nascente tra i pali del Brasile

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L’ex numero 1 della Seleção, protagonista dell’anno d’oro del Triplete, ha infatti rivelato alla Gazzetta dello Sport, nel gennaio 2021, che la promessa nerazzurra “ha le potenzialità per diventare il più forte al mondo“.

Un complimento considerevole, per un ragazzo che a ottobre compirà 21 anni e che si trova sotto contratto con l’Inter fin dal luglio 2019, quando fu acquistato dal Parma. Gabriel Nascimento Resende Brazão è cresciuto nel Cruzeiro, prima di arrivare in Italia nel gannaio di quell’anno con i Ducali, dove fu inserito nella rosa come terzo portiere dietro Sepe e Frattali, nonostante la giovane età.

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L’Inter lo aveva opzionato, parcheggiandolo inizialmente al Parma e poi acquistandolo definitivamente per 6 milioni di euro: un’operazione simile a quella che, nel 2005 attraverso il Chievo, portò proprio a Julio Cesar.

Brazão, da allora, non ha mai giocato per i nerazzurri, venendo sempre prestato per fare esperienza: due stagioni nella Segunda Division spagnola, prima con l’Albacete e poi con il Real Oviedo, totalizzando però solo 10 presenze complessive, tra campionato e coppa.

Brazão, crescita e caratteristiche tecniche

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Di lui si parla in realtà già da qualche anno: nel 2017 fu eletto miglior portiere dei Mondiali U17 in Inghilterra, dopo che già due anni prima era stato protagonista nella vittoria del Brasile nel Torneo Sudamericano U15.

Istinto, senso della posizione, tempi giusti in fase di uscita, presa plastica, sicurezza”: così lo descriveva, all’epoca, Stefano Chioffi sul Corriere dello Sport. Non male per un ragazzo alto 192 centimentri che ha iniziato a giocare a pallone come attaccante nel futsal, prima di essere spostato in porta.

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Estremo difensore agile e reattivo, dall’impostazione molto moderna, Brazão è molto stimato in Brasile, al punto che già nel 2018 Tite lo portò in panchina con la Nazionale maggiore per due amichevoli contro Uruguay e Camerun. Qualità maturate negli anni giovanili al Cruzeiro, lavorando accanto a un leggenda del calcio verdeoro come Fabio.

Ciò che serve oggi a Brazão è prima di tutto la fiducia e un po’ di minutaggio, però: le ultime stagioni in Spagna gli hanno permesso poco di mettersi in mostra, e anche nell’U21 brasiliana è scivolato dietro ai colleghi Fuzato e Brenno nelle gerarchie, travandosi ora a dover lottare per un posto nella rosa delle prossime Olimpiadi.

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