Il Bodo/Glimt sta costruendo uno stadio ecologico

Il Bodo/Glimt non è tra i club più ricchi e famosi al mondo, ma è di sicuro lungimirante: il nuovo stadio del club norvegese sarà ecosostenibile e realizzato interamente in legno

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Cosa ne direste di andare allo stadio e, in attesa della partita, farsi una passeggiata nel parco posto sul tetto? Sembra una bizzarra fantasia, ma il Bodo/Glimt intende reanderla realtà: la società norvegese ha infatti annunciato il progetto di un nuovo stadio del tutto innovativo ed ecosostenibile.

I campioni di Norvegia intendono realizzare uno dei progetti più coraggiosi nel mondo dello sport, integrando sensibilità ambientale con efficienza e funzionalità. L’ecologia e la sostenibilità stanno diventando temi sempre più centrali nel mondo dello sport, e soprattutto nel Nord Europa, dove qualche anno fa è nato il movimento Firdays for Future di Greta Thunberg.

Calcio ed ecologia, il progetto del Bodo/Glimt

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Negli ultimissimi anni il Bodo/Glimt ha vissuto una vera e propria riscossa: dopo il periodo d’oro degli anni Novanta, quando fece due finali di Coppa di Norvegia (vincendone una) e arrivò una volta secondo e una terzo in campionato, la società proveniente dall’estremo nord del paese scandinavo ha avviato un interessante progetto tecnico che l’ha portata a vincere il suo primo scudetto un anno fa, lanciando anche un talento come l’ex-milanista Hauge.

Ma non si limita all’aspetto sportivo, il club di Bodo. Il 24 settembre la società ha infatti annunciato il progetto di un nuovo stadio ecologico, che punta ad aprire nel 2024, anno in cui la città sarà Capitale europea della Cultura.

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Una struttura interamente realizzata in legno, improntata alla sostenibilità ambientale e all’autosufficienza in termini di energia elettrica e riscaldamento. Ma non solo: il nuovo impianto avrà un tetto in erba che ospiterà percorsi escursionistici dedicati ai visitatori.

Non sono al momento noti altri dettagli sul nuovo stadio del Bodo/Glimt, ma certamente andrà a sostituire l’attuale Aspmyra Stadion, un impianto da quasi 9.000 posti realizzato negli anni Sessanta e poi ristrutturato una prima volta nel 1990 e di nuovo nel 2008. Già durante gli ultimi lavori, il Bodo/Glimt aveva scelto un approccio green, optando per un campo in erba sintetica totalmente riciclabile.

L’esempio della Norvegia

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L’ecologia sta diventando un tema sempre più centrale nella nostra società, e di riflesso anche nel calcio. Un ottimo esempio arriva da figure come il terzino del Betis, ex-Arsenal. Hector Bellerin, da tempo impegnato nell’ambientalismo, ma anche dal piccolo club inglese Forest Green Rovers, considerato il club più green al mondo.

Ma da questo punto di vista, anche la Norvegia si sta segnalando per una sempre più crescente sensibilità ambientale. Lo dimostra un caso che qua in Italia conosciamo bene, quello del centrocampista della Sampdoria Morten Thorsby: ha un’auto elettrica e, dal suo arrivo a Genova, ha spronato i compagni e il club a prestare più attenzione agli sprechi energetici e alla raccolta differenziata. Lo scorso aprile ha anche creato la fondazione We Play Green, per sostenere l’ecologia nel calcio.

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Se nel resto del mondo ancora i temi dell’ecologia ancora faticano a prendere piede nella sfera politica, in Norvegia il problema sta iniziando a essere molto sentito. Le elezioni tenutesi lo scorso 13 settembre, che hanno visto vincere dopo 8 anni i laburisti, hanno visto l’ecologia più che mai al centro della campagna elettorale, e temi come l’abbandono dell’economia petrolifera potrebbero essere molto influenti nel nuovo governo.

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