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Bellerin, il Forest Green Rovers e l’ambiente

Hector Bellerin e il Forest Green Rovers. Che lo spagnolo fosse un filantropo oltre che un calciatore di fama internazionale è ormai risaputo. Ma che il suo legame con il Forest Green Rovers potesse approfondirsi tanto da far pensare a un suo futuro passaggio al club più Eco-Eco-friendly del mondo non era previsto. 

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Hector Bellerin: molto più che un calciatore

Terzino all’Arsenal, icona della moda, stakeholders di uno dei club più futuristici del globo, ecologista e ora simbolo di una nuova generazione di campioni che rivolgono lo sguardo a un calcio più eco sostenibile. Hecotr Bellerin si conferma come uno dei simboli dello stravolgimento ambientale che il mondo del calcio sta attraversando. 

Dopo la scoperta del Forest Green Rovers e i molteplici tentativi da parte di organi internazionali di coinvolgere il mondo del calcio nella lotta per salvare l’ambiente, la popolazione mondiale si è accorta – questa volta definitivamente – che urge iniziare un piano di salvaguardia del pianeta.  In questo le squadre di calcio e i loro campioni serviranno a stimolare la massa di tifosi, che grazie all’esempio dei loro beniamini potranno seguire comportamenti più eco-friendly. 

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In questo Bellerin è campione a tutto tondo: dopo aver aiutato la riforestazione dell’Amazzonia con 60 mila alberi piantati, è notizia di qualche mese fa che dalla fine del lockdown calcistico in avanti, per ogni vittoria dell’Arsenal Bellerin avrebbe fatto piantare 3 mila alberi al fianco della fondazione One Tree Planted, aiutando in modo sensibile il pianeta. 

 

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Oltre a questa iniziativa, Bellerin conduce il Podcast “More Than a Footballer”, uno spazio in cui raccontare ciò che si nasconde dietro la figura pubblica del calciatore, l’uomo alle spalle del campione. Tra gli ospiti delle sette puntate per ora online (si trova anche su Spotify) anche gli ex compagni Mathieu Flamini e Serge Gnabry chiamati a raccontare la loro esperienza. 

Bellerin, la moda, il WWF

Ma se tutto questo non bastasse, prima di tuffarci nell’oceano in cui il laterale catalano ha recentemente deciso di nuotare, c’è la moda da considerare parte fondamentale della sua vita. 

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Figlio di una disegnatrice di vestiti catalana, Bellerin ha ereditato una grandissima passione per i vestiti e il design, riportata poi nella sua vita londinese. La particolarità di Hector sta proprio qui: oltre ad aver posato per Vogue e aver collaborato con vari brand come modello, ha scelto di coinvolgere il suo club, l’Arsenal, in due progetti di altissimo profilo. Il primo, in comunione con la 424, ha portato alla creazione della prima linea “Formal” di abiti per l’Arsenal e l’Arsenal Woman in cui calciatori e calciatrici hanno posato insieme sotto la supervisione dello stesso Hector. 

Il secondo ha visto la partecipazione del WWF, dell’Arsenal e di Fokohaela, designer di fama internazionale con il quale il calciatore ha creato una maglietta appositamente congegnata per lanciare un messaggio legato al WWF. 

 

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Intervistato da Vogue, dal Mundial, dal Guardian e da The Tribune Players tra le altre, Bellerin incarna il modello di calciatore moderno, interessato di politica estera, indipendenza catalana, inquinamento, salute mentale, yoga e alimentazione. 

Dal 2016 è infatti vegano e, proprio questo primo passo, ci porta al legame con il nostro Forest Green Rovers. 

Forest Green Rovers: un nuovo tipo di calcio 

“Quello che penso è che stiamo creando un nuovo tipo di tifosi. Persone che si interessano di ambiente e di calcio, congiuntamente. Noi vogliamo migliorare proprio questo, nel coinvolgere le persone nella prova di creare uno sport sostenibile.”

Queste le parole di Dale Vince, proprietario di Ecotricity (e quindi del Forest Green Rovers) e principale autore della politica del club, determinato a fare un ulteriore step nella crescita dell’influenza della squadra nel mondo del calcio.  

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Nato nel 1889 e da sempre attento alle questioni ambientali, il Forest Green Rovers FC ha sede a Nailsworth nel Gloucestershire, e milita nella quarta lega inglese. La specificità di questo club così famoso nel mondo risiede nella sua attenzione alla sostenibilità, rispecchiata nel progetto del nuovo stadio Eco Park. 

Impianto da 5000 posti a sedere progettato dal’archistar Zaha Hadid dal lontano 2016, l’Eco Park ha ottenuto la benedizione municipale dalla città di Nailsworth solo nel dicembre 2019, a seguito di tre anni di dibattimenti legati all’inserimento della struttura nel quartiere residenziale. 

Il risultato? Riqualificazione di tutta la zona circostante con l’installazione di 2 chilometri di siepi, 500 alberi piantati, un parcheggio da duemila posti auto preferibilmente elettriche, un progetto di mobilità sostenibile per il quartiere circostante, due campi da calcio per la comunità e l’abbattimento del vecchio “The New Lane” al posto del quale sorgeranno ottanta abitazioni totalmente a impatto zero da affidare alla comunità. 

Una svolta eco sostenibile che ha puntato i fari su un club che nel 2017 ha ricevuto il premio come “World’s first club carbon neutral” e nel luglio 2018 il riconoscimento come “Greenest Club” del mondo del calcio. 

Certo, poi sono vegani. 

Bellerin e il Forest Green Rovers 

Entrano in contatto per la prima volta il 7 novembre 2018, quando in un match di FA Cup l’Arsenal va a casa dei Rovers, talmente lontana da Londra che il catalano di quella trasferta dirà: “Ricordo solo che erano molto molto lontani da Londra, non sapevo nulla di loro in quel momento.”

Proprio come Hector dal 2016, il club di Nailsworth è totalmente vegano dal 2015, punto di contatto tra due mondi che senza la magia della FA Cup probabilmente non sarebbero mai entrati in contatto. Bellerin ha così raccolto subito la palla al balzo interessandosi ai progetti di un club che ricicla l’acqua piovana, ha uno stadio che non produce emissioni di Co2 e fa dell’ecosostenibilità la propria bandiera. 

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Nel corso dell’anno passato poi la svolta: Bellerin entra a far parte della holding che detiene il Forest Green Rovers. Investimento di 250 mila sterline per possedere il 2% dei Rovers, secondo azionista di maggioranza dopo – appunto – Dale Vince ed Ecotricity. Al fianco del calciatore spagnolo, anche la star dei Massive Attack Robert Del Naja ha deciso di investire, al quale è stato recentemente offerto anche il ruolo di direttore artistico del club. 

 

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La summa finale di questo legame è la terza maglia della scorsa stagione del Forest Green Rovers, quella usata per le coppe, costituita al 50% da bambù riciclato e per la quale Hector Bellerin è stato supervisore. I ricavi ottenuti dalla vendita delle magliette saranno investiti nella Sea Sherpard, associazione che si occupa di documentare, investigare e proteggere i mari e gli oceani. 

Il mondo, del calcio e non, ora aspetta le prossime mosse del difensore e del “suo” club, il più verde del mondo, che forse un giorno – secondo Dale Vince – potrebbero anche incontrarsi sul campo.

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Simone Mannarino
Simone Mannarino
Classe '94 e laureato in Storia all'Università Statale di Milano, ama il calcio in ogni sua forma ed espressione. Alla costante ricerca di storie da raccontare che permettano di andare oltre ciò che vediamo tutte le domeniche.

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