Jorge Jesus lascia il Benfica nel caos: cronaca di un progetto fallito

Jorge Jesus si è dimesso da allenatore del Benfica, dopo un anno e mezzo di investimenti e scarsi risultati. Pirlo in pole per sostituirlo.

È finita la seconda esperienza di Jorge Jesus sulla panchina del Benfica: mercoledì 28 dicembre l’allenatore si è dimesso, dopo che già da tempo la sua posizione sembrava compromessa, non tanto per i risultati in campo ma per questioni di spogliatoio.

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La decisione di mettere fuori squadra il senatore Pizzi ha infatti distrutto l’armonia interna alle Aguias, con la squadra che martedì ha rifiutato di allenarsi, mettendo di fatto l’allenatore alla porta. Ma i problemi andavano avanti da tempo, legati soprattutto ai tanti soldi spesi a fronte di nessun titolo conquistato.

La crisi del Benfica e l’addio di Jorge Jesus

Il “Grande Vecchio” Jorge Jesus, artefice della rinascita del Benfica tra il 2009 e il 2015 (dieci trofei, una semifinale e due finali di Europa League), era tornato nell’estate del 2020 dopo aver conquistato un eccezionale titolo continentale in Sudamerica con il Flamengo.

 

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A sua disposizione, il presidente Rui Costa avevo messo uno sforzo economico massiccio per ricostruire la sua squadra, spendendo 130 milioni di euro nelle ultime due estati (finanziati quasi per la metà con la cessione di Ruben Dias) per acquistare giocatori come Vertonghen, Everton, Otamendi, Darwin Núñez e Yaremchuk. Il tutto, senza però avevo ottenuto alcun risultato concreto.

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Nella scorsa annata, il Benfica è scivolato al terzo posto in campionato (peggior risultato dal 2009), dopo essere uscito dalla Champions League ai preliminari e dall’Europa League ai sedicesimi. Quest’anno, le cose erano sembrate essere in miglioramento, soprattutto in Europa, dove le Aguias sono agli ottavi dopo aver fatto fuori il Barcellona nel girone.

Ma la situazione interna allo spogliatoio era divenuta incandescente. Nelle scorse settimane si era diffusa la voce che Jorge Jesus volesse andarsene il prima possibile, e prima di Natale la stampa lusitana aveva rivelato un suo incontro con i dirigenti del Flamengo, sebbene fosse ancora in carica come tecnico del Benfica.

Il 23 dicembre, la squadra è crollata in Coppa di Portogallo contro il Porto, perdendo 3-0, e nello spogliatoi sono volati gli stracci. Pizzi, 32enne veterano delle Aguias che quest’anno è stato messo ai margini da Jorge Jesus, ha attaccato l’allenatore e il suo staff, ed è così stato messo fuori rosa e costretto ad allenarsi a parte. Ma il giorno dopo, il resto della rosa si è ammutinato, rifiutando di allenarsi fino al reintegro di Pizzi.

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Verissimo traghettatore, Pirlo per il futuro?

Nel pomeriggio di mercoledì 28 dicembre, a cinque giorni dalla debacle di Porto, Jorge Jesus e il Benfica hanno annunciato la separazione consensuale: per il tecnico lusitano, la possibilità di tornare al Flamengo è molto concreta.

Ma nel frattempo le Aguias si sono affidate all’allenatore della squadra B Nelson Verissimo, dato che giovedì 30 dicembre si torna a giocare in campionato con un potenzialmente drammatico remake della sfida dell’Estadio do Dragão. Verissimo è stato annunciato come traghettatore fino alla fine della stagione, ma voci insistenti riportano che Rui Costa starebbe pensando ad affidare la squadra del prossimo futuro ad Andrea Pirlo.

I due hanno giocato assieme ai tempi del Milan tra il 2001 e il 2006, e l’ex-allenatore della Juventus è ancora alla ricerca di una panchina, dopo essere stato accostato negli scorsi mesi a Sampdoria, Sassuolo e Barcellona. Data la situazione, Rui Costa vuole puntare prima di tutto a ristabilire l’ordine con un uomo noto all’ambiente, ma per la prossima stagione dovrà partire un nuovo progetto tecnico.

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