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Come l’Atletico Madrid sta perdendo la Liga

Cosa sta succedendo all’Atletico Madrid? Con soli 10 punti nelle ultime cinque gare, l’Atletico di Simeone ha pericolosamente fatto avvicinare le inseguitrici alla vetta che mantiene da inizio stagione. 

Con due punti da Real Madrid e sette dal Barcellona, il Cholo è sempre più vicino alla vittoria della Liga ma con molte più difficoltà di quelle previste solamente due mesi fa.

Se Luis Suarez non ha abbassato il proprio rendimento tra girone di andata (11 gol) e girone di ritorno (9 gol), i problemi riscontrati nelle ultime uscite stagionali parlano di un calo fisico generalizzato che non può passare inosservato. 

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Atletico Madrid: la stagione

50 punti nelle prime 19 giornate l’Atletico Madrid li aveva fatti registrare solo nella stagione dell’ultimo titolo, quando alla fine del girone di andata era leader della classifica appaiato al Barcellona a quota 50. 

In questa stagione la squadra di Simeone ha mostrato di avere tutte le carte in regola per dominare la Liga dall’inizio alla fine: 65 gol fatti, solo 24 subiti, 15 reti inviolate e +8 da Barça e Real alla 25esima giornata, permettevano di programmare in tranquillità i festeggiamenti per la vittoria della Liga sette anni dopo l’ultima volta, ma le ultime prestazioni hanno complicato il percorso. 

Dopo una prima parte di campionato esaltante – composta da 22 risultati utili da settembre a febbraio interrotti solamente dalla sconfitta intermedia contro il Real Madrid -i due pareggi tra Barça e Atletico e tra Real e Siviglia hanno lasciato immutate le distanze di classifica nelle scorse settimane, mentre i risultati dell’ultima giornata hanno detronizzato il Barcellona, ora fuori dalla corsa al titolo. 

Con una gara all’arrivo, la classifica attuale recita infatti così: 

  1. Atletico Madrid: 83 punti (37 partite)
  2. Real Madrid: 81 punti (37 partite)
  3. Barcellona: 76 punti (37 partite) 
  4. Siviglia: 74 punti (37 partite)

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Problemi fisici 

Il primo eclatante problema che Simeone dovrà risolvere risiede nella brillantezza fisica dei suoi giocatori. Se nella prima parte di campionato il dominio fisico dell’Atletico Madrid era evidente al punto da rendere alcune partite totalmente inviolabili per gli avversari, nelle ultime settimane la forma fisica di giocatori chiave come Koke e Llorente si è decisamente abbassata. 

Nella gara contro il Siviglia si è rivisto lo stesso missmatch fisico palesatosi in Champions League contro il Chelsea: i due centrali del centrocampo di Simeone non riuscivano a reggere i ritmi dei diretti avversari, perdendo i duelli nella zona centrale del campo ed esponendo così la difesa a tre ad incursioni su tutti i fronti. 

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Llorente, ad esempio, ha giocato 3.539 minuti con l’Atletico Madrid in questa stagione: assommandovi anche le due gare da titolare con la Spagna nell’ultima sosta, il tuttocampista di Simeone ha raggiunto il proprio limite fisico. 

Se con 12 gol e 11 assist in Liga era stato il pilastro del nuovo centrocampo del Cholo, ha dovuto osservare un turno di riposo forzato nel pareggio contro il Betis (quinto in classifica) a causa del cartellino giallo maturato contro al Sanchez Pizjuan. 

Problemi individuali

Oltre a Llorente e Koke però, altri giocatori hanno abbassato vertiginosamente il proprio rendimento nell’Atletico Madrid. I difensori centrali, ad esclusione di Savic, hanno progressivamente perso sicurezza e fluidità nelle rotazioni, esponendosi ai contropiedi laterali a causa della mancata copertura di tutta la metà campo difensiva. 

In attacco, Joao Felix e Correa hanno perso smalto con l’inizio del 2021: il portoghese ha segnato 7 gol e fornito 6 assist nella prima parte di stagione, non riuscendo mai ad incidere nel girone di ritorno. Simeone gli ha riservato molte panchine nel corso degli ultimi mesi, attirandosi anche numerose critiche dalla stampa spagnola. 

Per Correa il discorso è invece differente: schierato in più ruoli nel corso della stagione, l’argentino ha contribuito in maniera corposa alla fase realizzativa con 8 gol e 8 assist in Liga, ma i molti ruoli giocati (seconda punta, punta, esterno a tutta fascia) ne hanno limitato l’incisività sul lungo periodo. 

Le parole di Simeone

“Quando un tecnico fa un cambio al trentesimo del primo tempo significa che non ha preparato bene la partita mettendo in difficoltà la propria squadra. Ora subiamo l’intensità dei nostri avversari e non riusciamo a sfruttare il talento dei nostri giocatori.”

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Il cambio a cui si riferisce è quello eseguito alla mezz’ora del primo tempo tra Renan Lodi e Angel Correa, con l’argentino pronto a subentrare sulla fascia laterale al posto dello spaesato brasiliano. 

Una scelta immagine definitiva della confusione che regna oggi tra le fila dell’Atletico Madrid: Simeone dovrà quindi cercare di ricostruire le certezze di una squadra che solo quindici giornate fa aveva 11 punti di vantaggio su Barcellona e Real Madrid, e che ora rischia di vedersi scivolare di mano una Liga fino a questo momento dominata. 

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Simone Mannarino
Simone Mannarino
Classe '94 e laureato in Storia all'Università Statale di Milano, ama il calcio in ogni sua forma ed espressione. Alla costante ricerca di storie da raccontare che permettano di andare oltre ciò che vediamo tutte le domeniche.

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