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L’Arsenal è in cerca di nuovi scout

L’Arsenal è in piena rivoluzione. L’attuale ottavo posto in classifica dietro a Liverpool e Tottenham e la crisi finanziaria in cui il mondo del calcio è piombato negli ultimi dodici mesi hanno portato una grande riforma in casa Gunners.

Se da anni l’Emirates Stadium di Londra è casa di talenti scovati in giovanissima età, il merito lo si deve dare ai grandi scout che i Gunners avevano in giro per l’Europa e per il mondo. 

Secondo quanto riportato dal The Guardian però, dopo il licenziamento di Francis Cagigao (se non avete idea di chi sia, più avanti ve lo raccontiamo) risalente alla scorsa estate all’orizzonte si profilano altri cambiamenti.

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Arsenal: cambio di rotta

Prima di raccontarvi chi sia Cagigao, la notizia: l’Arsenal sta rivoluzionando il suo parco scout. Un team formato da senior manager che si occupavano di intere aree geografiche come Germania, Italia e Spagna, che ora verrà completamente rivoluzionato 

“Abbiamo intenzione di cambiare il modo in cui lavoriamo. Non ci interessa più avere una sola persona che si occupi di un’intera area, ma di un team ristretto con molte più responsabilità.”

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Fonte immagine: @ansacalciosport

Queste le parole del Direttore Tecnico dell’Arsenal Edu che il The Guardian riporta per accertare di come in casa Gunners le cose stiano cambiando rapidamente: in agosto ben 55 dipendenti sono stati licenziati, e tra loro anche i senior manager che si occupavano di Francia, Germania, Italia e Spagna. 

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Una rete di contatti completamente rasa al suolo che, però, darà la possibilità all’Arsenal di ripartire da zero.

Francis Gagigao, chi era il plenipotenziario dell’Arsenal

Mandato via dall’Arsenal nella scorsa estate Francis Gagigao è un ex calciatore spagnolo che ha militato – tra le altre – anche nel Barça B, accrescendo la propria influenza e iniziando a conoscere in maniera approfondita il mondo dei trasferimenti. 

Tra le sue scoperte più importanti annoveriamo Cesc Fabregas, portato all’Emirates nel 2003, Hector Bellerin, altro prodotto dell’Academy del Barcellona, e Gabriel Martinelli, italo- brasiliano dalle bellissime speranze e dalle grandi qualità tecniche. 

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La scelta dunque di privarsi di uno dei rappresentati dell’epoca d’oro dell’Arsenal come scopritrice di talenti è sicuramente rivoluzionaria, ma non del tutto negativa.

Quali prospettive?

L’Arsenal ha già infatti pronto il piano per il prossimo futuro: sarà Jason Ayto, già scout dei Gunners dal 2014, a sostituire Gagigao nel ruolo di recruitment manager, grazie ad un software di ultima generazione. 

Proprio come Kevin De Bruyne si è affidato a un team di esperti in data analysis per proporre la propria cifra al City nel corso delle trattative per il rinnovo del contratto, anche l’Arsenal ha intenzione di usare un sistema chiamato StatDNA per cercare i talenti del futuro, confermando come la tecnologia sia ormai essenziale in qualsiasi campo dello sport professionistico. 

A questo proposito, la società individuata per reclutare degli executive manager di livello internazionale è la Nolan Partners, società già legata ad altre realtà del mondo del calcio come la FA, l’Inter, i Vancouver Whitecaps e il Birghton. 

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Sul loro sito si può leggere lo storico riguardo ciò che fanno dal 2006, le loro sedi dislocate a New York, Los Angeles e Londra e i partner con cui hanno lavorato per farsi un’idea di che macchina l’Arsenal stia muovendo per rivoluzionare il proprio modo di fare business sportivo e non. 

Ciò che però pone dei dubbi, riguarda l’area dei contatti e delle relazioni interpersonali, tanto importanti in questo tipo di mondo e spesso lasciati in mano a personalità storiche del club o a uomini con passato calcistico importante. L’Arsenal entra ora in una nuova era, dove Nolan Partners si assicurerà di offrirle i migliori professionisti del settore, in modo che il club riemerga dalle difficoltà in cui ha versato in questi anni. 

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Simone Mannarino
Classe '94 e laureato in Storia all'Università Statale di Milano, ama il calcio in ogni sua forma ed espressione. Alla costante ricerca di storie da raccontare che permettano di andare oltre ciò che vediamo tutte le domeniche.

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