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Il calcio olandese ha un problema con l’omofobia

L’omofobia è ancora un problema molto grosso nel calcio olandese, come evidenzia uno studio condotto tra i calciatori professionisti

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Sette giocatori olandesi su dieci riconoscono che il calcio sia un ambiente sostanzialmente ostile a omosessuali e bisessuali: è quello che riporta uno studio di Alliantie Gelijkspelen, un’associazione che collabora con la Federcalcio olandese per favorire l’accettazione degli atleti e delle atlete LGBT+ nel mondo dello sport.

“La conclusione è che le cose non stanno andando troppo bene nel calcio professionistico” dice Stephan Hakkers, rappresentante dell’associazione, parlando dello studio realizzato assieme al Mulier Instuut e di come l’omofobia continui ad essere un problema nello sport.

Il contenuto dello studio

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Al momento, nessun calciatore olandese ha mai fatto coming out, e a quanto pare i colleghi non sembrano sorpresi: per il 41% degli intervistati, la discriminazione verso i gay è un evento regolare, dovuta a una cultura fortemente maschilista, al ruolo dei media e anche alle possibili reazioni dei tifosi.

Ma circa il 90% degli intervistati precisa che, per parte loro, non ci sarebbe alcun problema ad accettare dei compagni gay in squadra, e che tra i calciatori c’è sempre un grande sostegno, che va al di là dell’orientamento sessuale. Le difficoltà, semmai, provengono da ciò che sta al di fuori dello spogliatoio.

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Il vero dato preoccupante dello studio realizzato da Alliantie Gelijkspelen e Mulier Instituut, però, è la partecipazione degli atleti al questionario: sui 1.044 calciatori professionistici dei Paesi Bassi, solo 118 hanno risposto alle domande dell’associazione.

L’omofobia nel calcio olandese

Ad oggi, l’unico caso di giocatore gay nel calcio dei Paesi Bassi è quello di John De Bever, che però è stato un giocatore di futsal. Negli anni Ottanta, però, l’arbitro internazionale John Blankenstein divenne uno dei primissimi atleti olandesi a fare coming out durante la propria carriera, e divenne in seguito un importante attivista per i diritti gay.

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Nel 2009 fece molto scalpore la decisione dell’allenatrice della Nazionale femminile di escludere dalle convocazioni le giocatrici Dyanne Bito e Claudia van den Heiligenberg, che avevano una relazione da un anno e mezzo. Da quel momento, il calcio olandese ha iniziato a confrontarsi con il problema dell’omofobia, anche grazie al lavoro del presidente della Federazione Danny Hesp.

Nel 2013, anche l’allora ct della Nazionale maschile Louis van Gaal prese posizione contro l’omofobia, partecipando in prima persona al Gay Pride di Amsterdam, e venendo imitato anche da una leggenda come Patrick Kluivert. “Devi essere molto coraggioso e avere grande forza per fare coming out – ha spiegato Van Gaal alla rivista olandese Gaykrant, nel 2020 – perché il mondo del calcio e la società di oggi faticano a venire a patti con differenti orientamenti sessuali”.

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Oggi, in Olanda gli unici casi di omosessualità nel calcio si trovano a livello femminile, come ad esempio la stella della Nazionale finalista ai Mondiali del 2019 e centravanti dell’Arsenal Vivianne Miedema.

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Valerio Moggia
Nato a Novara nel 1989, è il curatore del blog Pallonate in Faccia, ha scritto per Vice Italia e Rivista Undici, e collabora con la rivista digitale Linea Mediana.

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