Non è più così sicuro che la finale degli Europei si giocherà a Wembley

La finale di EURO 2020 dovrebbe giocarsi a Wembley, ma i problemi legati alla pandemia nel Regno Unito hanno costretto la UEFA a escogitare un piano B

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“Siamo fiduciosi che l’ultima settimana si svolgerà a Londra” ha detto un portavoce della UEFA, che però ci ha tenuto a precisare che, in ogni caso, la confederazione del calcio europeo ha pronto un piano B. Non è stato anticipato quale sia, ma la convinzione generale è che possa trattarsi di Budapest.

Attualmente, il Regno Unito è alle prese con una nuova ondata di contagi e, sebbene la situazione sia ancora sotto controllo, il governo ha dovuto promulgare nuove leggi che potrebbero rendere complicato ai tifosi recarsi a Wembley per assisere a semifinali e finale di EURO 2020.

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La questione riguarda essenzialmente la variante Delta del Covid-19, molto più contagiosa rispetto alle precedenti, che sta facendo rapidamente aumentare i contagi nel Regno Unito. Diverse nazioni europee hanno così preso precauzioni, prevedendo dei periodi di quarantena per chi arriva dal Regno Unito: in Italia, per esempio, proprio oggi è stato comunicato dal Ministro Speranza che la quarantena, in questo caso specifico, durerà cinque giorni. Il provvedimento entrerà in vigore il 21 giugno, quindi dopo Italia – Galles.

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fonte: twitter @tutticonvocati

Anche il governo di Boris Johnson ha dovuto, di conseguenza, prendere delle contromisure. Londra ha rallentato il piano delle riaperture, e l’idea, che circolava nelle scorse settimane, di persuadere la UEFA ad aumentare la capienza di Wembley fino al 100% in vista della finale degli Europei sembra ormai accantonato.

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Certamente un brutto colpo per il Regno Unito: fino a questo momento, Johnson aveva sfruttato l’ottima situazione dei contagi nel Paese per rafforzarsi politicamente, anche sfruttando il calcio: aveva infatti provato a far spostare la finale di Champions League da Istanbul a Londra, ma senza successo. Ora, invece, rischia addirittura di perdere semifinali e finale di EURO 2020.

Già, perché il governo britannico ha stabilito una quarantena di 10 giorni per chi entra nel Paese, assolutamente incompatibile con la grande affluenza di tifosi prevista per la fase conclusiva del torneo, vista anche la capienza aumentata dal 25 al 50%. La UEFA, secondo il Times, starebbe trattando con Londra per garantire una deroga alla quarantena per 2.500 “tifosi vip”, parte della delegazione UEFA.

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Entrambe le parti sembrano fiduciose si possa trovare un accordo soddisfacente: l’idea sarebbe quella di applicare una rigorosa bolla agli ospiti UEFA, limitando la loro permanenza nel Regno Unito al di sotto delle 24 ore, e facendoli circolare solo in spazi e mezzi pubblici autorizzati.

Puskas Arena Lipsia

Certo, questa eventualità stonerebbe un po’ con l’immagine di “difensori del calcio dei tifosi” che Boris Johnson e Aleksander Ceferin si sono costruiti durante la lotta alla Superlega: di fatto, i due stanno trattando un modo per garantire ad alcuni vip di assistere alle ultime tre partite degli Europei senza dover sottostare alle limitazione imposte a tutti i tifosi stranieri normali.

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Sempre il Times spiega che, se non si dovesse trovare un accordo tra UEFA e Downing Street, la fase finale di EURO 2020 dovrà essere spostata da Wembley, e l’ipotesi più accreditata sarebbe Budapest. La Puskas Arena è spesso stata l’alternativa favorita per Ceferin e soci, che hanno spostato qui diversi match di Champions ed Europa League che non potevano svolgersi nelle sedi originali a causa delle regole anti-contagio dei singoli Paesi.

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